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Philips 241B7QPJEB è un monitor orientato principalmente all’uso da ufficio. Abbiamo messo alla prova il tipo di pannello con una serie di test, scopriamo come si è comportato in questa recensione
Philips Brilliance B-line 240B7Q, con tecnologia PowerSensor, mira a far risparmiare denaro alle aziende passando alla retroilluminazione a bassa potenza ogni volta che un utente non viene rilevato a una distanza impostata dallo schermo.
Questa e altre funzioni di risparmio energetico, oltre alla certificazione TCO Edge (almeno 85% di plastiche riciclate), lo rendono un monitor pensato per l’uso da ufficio e orientato al risparmio in termini di consumi.
Philips 241B7QPJEB: specifiche tecniche
Questo monitor è dotato di un pannello di tipo IPS che supporta una frequenza di aggiornamento di 60Hz. Questo pannello offre una resa di colore a 6 bit per canale, con un tempo di risposta da grigio a grigio da 5 ms.
- Dimensioni dello schermo: 23,8 pollici
- Tipo di pannello: IPS
- Risoluzione nativa: 1920×1080 pixel
- Massima luminosità tipica: 250 cd/m²
- Supporto colore: 16,7 milioni (6 bit + FRC)
- Tempo di risposta (G2G): 5 ms
- Frequenza di aggiornamento: 60Hz
- Peso: 6,3 Kg
- Rapporto di contrasto: 1.000: 1
- Angolo di visione: 178º orizzontale, 178º verticale
- Consumo di energia: 19,1 W
- Retroilluminazione: WLED (White Light Emitting Diode)
Recensione Philips 241B7QPJEB: estetica, costruzione e accessori
Il design di questo display Philips è nitido e pulito, adatto ad un ambiente tipico di un ufficio. Costruito con l’85% di plastica riciclata e PVC, privo di BFR, l’alloggiamento del 241B7QPJEB è principalmente di colore nero matt, fatta eccezione per una cornice metallica argentata che scorre lungo i bordi e il retro del supporto. Una striscia di alluminio nero spazzolato sottolinea invece la cornice inferiore del pannello ed evidenzia le leggende adesive (in bianco) dei controlli dell’OSD. Nonostante l’utilizzo di materiali riciclati, sia la base che il display si presentano solidi e di buona fattura.
Il piedistallo in due pezzi fornito con questo monitor consente tre possibilità di movimento – altezza, inclinazione e rotazione – e offre un assemblaggio completamente senza attrezzi.
Oltre all’hub USB 3.0 a due porte situato appena dietro il bordo sinistro del display, i collegamenti sono montati su una sporgenza rivolta verso il basso lungo la parte posteriore. Visto da dietro, da sinistra a destra sono presenti i collegamenti HDMI 1.4, DP-in (DisplayPort) 1.2, D-Sub VGA e due prese jack da 3,5 mm per ingresso audio e uscita cuffie. Il collegamento alla rete elettrica e un interruttore a bilanciere sono separati da questi collegamenti e si trovano all’estrema sinistra.
Sul retro del pannello sono presenti anche due speaker audio da 2 W di qualità non eccelsa.
Cinque pulsanti sul bordo vicino all’angolo in basso a destra del display sono identificati da icone bianche piuttosto piccole e criptiche poste sulla cornice appena superiori. Il primo pulsante accede al menu Smartimage e funge anche da pulsante di uscita dal menu quando viene attivato qualsiasi altro menu sullo schermo. Il menu Smartimage offre le scelte per Office, Foto, Film, Gioco, Risparmio, Modalità LowBlue e (Smartimage) Off.
I due pulsanti successivi fungono da pulsanti di navigazione su e giù ogni volta che viene visualizzato un menu sullo schermo. In caso contrario, il pulsante giù funge da attivatore per il menu di selezione dell’ingresso e il pulsante su per l’impostazione PowerSensor. Il quarto pulsante seleziona un menu generale che copre tutte le impostazioni dell’utente, incluse quelle già menzionate. Un quinto pulsante è l’accensione / spegnimento e un piccolo LED bianco nell’angolo in basso a destra della cornice indica lo stato di alimentazione.
I cavi inclusi nella confezione sono tre: un cavo DisplayPort standard, un cavo VGA e un cavo audio jack stereo da 3,5 mm. È incluso ovviamente anche un cavo di alimentazione mentre manca un cavo per il collegamento USB. Le istruzioni di base sono fornite su tre fogli di carta e la guida per l’utente multilingua è fornita su un CD.
Recensione Philips 241B7QPJEB: test e calibrazione
Vediamo come se l’è cavata il Philips 241B7QPJEB nei nostri test e in fase di calibrazione.
Layout subpixel e superficie di Philips 241B7QPJEB
Il layout subpixel del monitor è la striscia standard RGB (rossa, verde e blu). Questo è il layout più comune e quello che i moderni sistemi operativi, inclusi Microsoft Windows e MacOS di Apple, utilizzano per funzionare correttamente per impostazione predefinita. Come utente di Windows non è necessario eseguire la procedura guidata ClearType, sebbene sia ancora possibile farlo in base alle preferenze. E come utente Mac, non ti devi preoccupare dei problemi di frange del testo causati dai meno comuni layout subpixel.
Su questo monitor viene utilizzata una superficie schermo anti-riflesso opaca e leggera, con una superficie liscia per mantenere l’immagine priva di grana. L’elemento a bassa foschia di questa soluzione scelta favorisce il potenziale di vibrazione di colore del monitor, mentre mantiene comunque buone caratteristiche di abbagliamento per evitare il tipo di riflessi che si vedrebbero su uno schermo lucido. Indipendentemente dalla superficie dello schermo, è importante organizzare il proprio ambiente di illuminazione ed evitare che la luce colpisca lo schermo direttamente.
Test dei preset di Philips 241B7QPJEB
Le letture sono state effettuate utilizzando un colorimetro Xrite i1 Display Pro. Il nostro sistema di test utilizzava una GPU Nvidia GeForce GTX 1080, collegata tramite DisplayPort. Windows 10 viene utilizzato su questo sistema con il monitor collegato al PC senza driver aggiuntivi o profili ICC caricati. Il monitor è stato lasciato funzionare per oltre 2 ore prima che venissero effettuate le letture.
Di seguito le impostazioni preset di default con cui sono stati eseguiti i test out of the box:
- Luminosità = 100
- Contrasto = 50
- Gamma = 2,2
- Temp. colore = Default 6500K
- Rosso = 100
- Verde = 100
- Blu = 100
Con le impostazioni out of the box, il pannello appare molto luminoso ma ricco di colore con una forte varietà di sfumature e consistenza. L’immagine ha una leggerissima polarizzazione sul verde (vedi punto bianco) e alcune tonalità hanno una profondità extra dovuta alla non corretta gestione della gamma, ma nulla di eccessivo per l’uso generale (niente di grave e abbastanza facile da correggere con le regolazioni dei canali di colore come vedremo in seguito). Pessimo il rapporto di contrasto, molto inferiore a quello dichiarato di 1000:1.
Non perfetta, come accennato, la gestione della gamma, che non ha tracciato perfettamente come “2.2” . La modalità gamma predefinita ha infatti fornito prestazioni gamma decenti con un leggero cedimento a “2.3” per alcune tonalità intermedie. L’immagine sotto mostra il tracciamento gamma sotto le impostazioni di default.
Calibrazione di Philips 241B7QPJEB
Le nostre impostazioni di calibrazione hanno comportato riduzioni significative della luminosità e alcune regolazioni del canale del colore, al fine di bilanciare al meglio i valori e raggiungere l’obiettivo dei 6500 K in termini di temperatura del colore (senza distorsioni evidenti). Come notato in precedenza, il tracciamento gamma del monitor non è ideale (anche se abbastanza preciso per gli scopi previsti) ma la situazione migliora notevolmente dopo la calibrazione.
Sottolineiamo che la variazione tra le unità e altri inconvenienti di tipo ambientale potrebbero condizionare i risultati del nostro profilo ICC (download profilo ICC per Philips 241B7QPJEB) su un dispositivo diverso. Per raggiungere valori ideali dal punto di vista cromatico, come la precisione assoluta della gamma, l’ideale è calibrare la propria unità individuale con un colorimetro o un dispositivo simile.
Tutto ciò che non è menzionato nella nostra configurazione post calibrazione è stato lasciato sui valori default.
- Luminosità = 40
- Contrasto = 50
- Gamma = 2,6
- Temp. colore = Default 6500K
- Rosso = 100
- Verde = 100
- Blu = 100
Dopo la calibrazione il punto di bianco risulta più preciso ma non perfetto (annullando la tendenza al verde) e la gamma regala una risposta quasi perfetta.
Il rapporto di contrasto medio iniziale era di 372: 1, dopo la calibrazione il rapporto di contrasto statico rimane sotto le aspettative a 531: 1.
Uniformità dell’illuminazione
Abbiamo osservato sul pannello uno sfondo nero in una stanza buia e abbiamo potuto notare un leggere fenomeno di backlight bleed, in particolare come una sorta di “spotlighting” verso gli angoli in alto e in basso a destra. Come solito per i pannelli di tipo IPS, c’è anche un “bagliore” argentato o leggermente giallo che varia a seconda dell’angolo di visione. Questo può essere visto da una normale posizione di visione in particolare verso gli angoli inferiori dello schermo. A differenza del backlight bleed, non è qualcosa che varia tra le singole unità. La foto qui sotto è stata scattata da pochi metri e perfettamente centrale in modo tale che questo ‘bagliore’ non sia stato catturato, offrendo invece un riflesso accurato di come l’uniformità della retroilluminazione, escludendo questo bagliore, apparisse per il contenuto scuro.
L’uniformità della luminanza dello schermo è variabile, ma complessivamente ragionevole. Il punto più luminoso registrato è il “quadrante 5” al centro dello schermo (155,0 cd / m²). La più grande deviazione da questo si è verificata al “quadrante 2” sopra il centro (126,2 cd / m², che è più oscurato del 19% rispetto al centro). Altrove la deviazione tra un dato quadrante e il punto più luminoso era 4-15%. È importante ricordare che l’uniformità varia a seconda delle singole unità e puoi aspettarti una deviazione diversa oltre i punti misurati. La mappa del profilo qui sotto rappresenta graficamente questa informazione, con grigi più scuri che rappresentano una minore luminanza e quindi una maggiore deviazione dal punto centrale rispetto ai grigi più chiari.
Deviazione di colore
Sono state anche analizzate le deviazioni nella temperatura del colore (punto bianco), con le misurazioni effettuate utilizzando gli stessi 9 quadranti. Le deviazioni vengono assegnate ai valori DeltaE, con valori più alti e sfumature più scure sulla mappa che rappresentano una deviazione più elevata dall’obiettivo diurno 6500K (D65) rispetto ai valori più bassi e alle tonalità più chiare. Qui, un DeltaE > 3 è considerato una deviazione significativa che la maggior parte degli utenti potrebbe notare abbastanza facilmente a occhio.
Recensione Philips 241B7QPJEB: il verdetto
Con un minimo aggiustamento dei valori nell’OSD, tra cui l’enorme riduzione obbligatoria della luminosità e alcune modifiche al canale dei colori, l’immagine disegnata da Philips 241B7QPJEB risulta vivida e varia ma accompagnata da un rapporto di contrasto non all’altezza.
La superficie antiriflesso del pannello presenta una facciata abbastanza liscia, evitando il tipo di granulosità invadente che si può vedere su alcune superfici opache di altri prodotti.
L’ambiente ideale di questo monitor è l’ufficio. Connettività con aggiunta di porte USB, speaker integrati, buona ergonomia, funzioni per il risparmio energetico e retroilluminazione flicker-free; sono sicuramente un buon biglietto da visita per questo tipo di utilizzo. Il pannello di tipo IPS, con una fedeltà cromatica buona, riesce a sopperire a un contrasto che invece risulta decisamente scarso. L’uniformità misurata (nella norma per questo tipo di prodotti) non è affatto esaltante e in sintesi non è un monitor consigliabile a chi dovrà lavorare in ambiente grafico.
PS: non mancare di leggere la nostra guida sui migliori monitor da acquistare!
- Tecnologia IPS con ampi angoli di visualizzazione: 178º (O) / 178º (V); cornice sottile ottime per configurazioni con display multipli; risoluzione 1920x1080 pixel
Punti a favore
- Consumo energetico sorprendente
- Sistema PowerSensor
- Resa cromatica
- Costruzione ed ergonomia
- Montaggio VESA
Punti a sfavore
- Rapporto di contrasto scadente
- Cavo USB assente
- Speaker di bassa qualità












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