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Torniamo nel mondo di Lovecraft con Re-Animator, film diretto da Stuart Gordon, che riprende il racconto Herbert West, rianimatore
Dopo lo speciale della scorsa settimana dedicato a Color Out of Space, è il momento di tornare tra i racconti del terrore di Lovecraft, con il film Re-Animator. Uscito nel 1985, e diretto da Stuart Gordon, colpì per le scene splatter e la forza di alcune di esse, con il regista che esordì proprio con questo film. Un fanta-horror low budget divenuto col tempo un piccolo cult, diviso da una particolare miscela di horror e ironia. Ma cosa cambia rispetto al racconto originale?
Il rianimatore Herbert West: di cosa parla il racconto di Lovecraft
Il racconto Herbert West, rianimatore, venne pubblicato nel 1922 sulla rivista Home Brew diviso in sei parti. Il racconto fu l’unico scritto su commissione da Lovecraft, e vedeva come protagonista Herbert West e i suoi esperimenti, narrati dal medico collega che lo assisteva. West, nel racconto, era inizialmente uno studente promettente, che poi però trasformò la sua passione in ossessione, cercando di rianimare i defunti con un siero creato da lui. Per dimostrare l’efficacia della sua formula, aveva bisogno di sperimentarla con cadaveri freschi, così iniziò, assieme al collega, a monitorare i necrologi per appropriarsi dei cadaveri in breve tempo. Questo però non bastava, e la sua sete di conoscenza lo portò a spostare l’attenzione sui vivi, cavie perfette per una morte prematura ed una successiva rianimazione. Alcuni esperimenti andarono a “buon fine”, mettendo però in libertà creature senz’anima violente e pericolose.
L’ambientazione, ricollegandosi ad altri racconti, è quella della Miskatonic University di Arkham, cittadina al centro di diverse storie di Lovecraft. In seguito la vicenda si sposta nei campi della prima guerra mondiale e a Bolton, dove i due medici aprono una clinica dove condurre i propri esperimenti. Un racconto diviso in sei parti che introduce lo zombie come frutto di esperimenti, quando nel panorama letterario, fino a quel momento, erano stati presentati soprattutto tramite riti voodoo. Sei parti che vedono il dottore cadere preda della sua ossessione, schiavo del suo desiderio di avere sempre più corpi a disposizione sui quali condurre gli esperimenti.
Re-Animator, da Lovecraft al film: le principali differenze tra le due versioni
La storia parte, proprio come nel racconto, dalla Miskatonic University di Arkham, ma questa volta negli anni ’80. Nel film, Herbert West (Jeffrey Combs) si è appena trasferito dalla Svizzera, e frequenta lo stesso corso di Dan Cain (Bruce Abbott). Nel racconto di Lovecraft, tra i due nasce un’amicizia importante, mentre nel film è più una convivenza forzata, con West che si trasferisce nell’appartamento di Dan. Il West del film, è un personaggio abbastanza riuscito, egoista e geniale. A differenza del libro, qui vediamo un West già ossessionato, che non si fa scrupoli nel manipolare chi gli sta intorno per i suoi scopi. C’è inoltre una relazione tra Dan e la figlia del rettore Halsey, che avrà un ruolo di primo piano.
Le similitudini tra il racconto di Lovecraft e il film Re-Animator, sono quindi rintracciabili soprattutto nella figura di West e nei suoi esperimenti, che nel film daranno vita a scene splatter dove la violenza non viene certo risparmiata. Per il resto, il racconto cambia quasi completamente, con le vicende che hanno luogo quasi sempre all’interno dell’università e nell’appartamento di Dan, con quest’ultimo che avrà un ruolo centrale sul finale, lasciando spazio al seguito del 1991. L’intreccio amoroso tra Dan e la figlia del rettore, presente solo nel film, ha un ruolo importante, così come uno dei dottori appartenenti al corpo docente, che andrà a scontrarsi in più occasioni con West.
Re-Animator, da Lovecraft al film: un esperimento riuscito solo in parte
Come avrete capito, questo è un adattamento che pur dando forte rilevanza a West e ai suoi esperimenti come nel racconto di Lovecraft, si distacca dall’opera originale sotto molti aspetti. Questo ha delle ripercussioni soprattutto sull’atmosfera del film che, lontana dal terrore lovecraftiano, punta molto sulla brutalità della messa in scena, con scene splatter che nonostante il budget sono comunque ben realizzate, con un impatto non indifferente sullo spettatore.
Per quanto riguarda il cast, Jeffrey Combs nei panni del folle dottor West è sicuramente quello più calato nella parte, con gli altri interpreti che pur attestandosi su buoni livelli non riescono a regalare una prestazione memorabile. Anche il ritmo del film è abbastanza altalenante, tra momenti concitati e altri piuttosto soporiferi, che non sempre riescono a collegare nel modo giusto gli eventi che vediamo su schermo. Per quanto riguarda la colonna sonora, infine, c’è un chiaro omaggio a Psycho, con i momenti di maggiore tensione che beneficiano di un sottofondo musicale ben riconoscibile unito ad una regia di buona fattura.
Considerazioni finali su Re-Animator, e del suo rapporto col racconto di Lovecraft
Caratterizzato dalla miscela tra umorismo e fanta-horror, Re-Animator è un film che non lascia indifferenti. Il rapporto con l’opera originale è visibile soprattutto con la figura di West, venendo meno su altri aspetti. Un esempio è l’atmosfera lovecraftiana sacrificata per avere una messa in scena brutale, con scene che risultano comunque essere uno dei punti forti della produzione. Quello che non funziona è il ritmo del film, con alcune forzature sulle quali è necessario chiudere un occhio in più di un’occasione. Un adattamento che vive di alti e bassi, ma che ha dalla sua un carattere che certamente non lo rendono un’opera anonima.
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