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Oggi andiamo a scoprire uno dei più grandi capolavori di Hitchcock, La finestra sul cortile, con James Stewart e Grace Kelly. Un’opera che come Notorious è entrata nella storia
Gli anni ’50 furono il decennio che praticamente consegnarono Hitchcock alla storia del cinema e tra i tanti capolavori che il regista sfornò in questo periodo troviamo La finestra sul cortile, con James Stewart e Grace Kelly. Un’opera che come Notorious (1946) raggiunge la perfezione in ogni suo elemento e che quindi ha meritatamente raggiunto lo status di pietra miliare del cinema. Una pellicola divertente, ma anche ricca di suspense, soprattutto grazie alla facile immedesimazione con il protagonista. Andiamo quindi a scoprire meglio quest’opera, immancabile per tutti i fan del maestro del brivido.
Trama de La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock
Jeff (James Stewart), giornalista spericolato, è costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente al lavoro. La degenza è lunga e il nostro protagonista occupa il tempo per lo più spiando i vicini del proprio quartiere. Jeff, nel suo “passatempo”, rischia però anche di incappare in terribili verità… La bella Lisa (Grace Kelly), l’infermiera Stella (Thelma Ritter) e il detective Tom (Wendell Corey) proveranno a far luce sulle misteriose osservazioni del fotografo.
Un film perfetto
La finestra sul cortile è un film amatissimo dai critici; di fatto ogni suo elemento è perfetto, dalla recitazione alla regia fino alla splendida scenografia. Quest’ultima in particolare fu il frutto di un grandioso e meticoloso lavoro che portò addirittura alla ristrutturazione degli studi Paramount (questo fa capire anche la già importante personalità del regista). Fu quindi ricreato un vero e proprio cortile cittadino con ben quattro impianti elettrici, necessari alla simulazione dei vari momenti della giornata. L’effetto è quindi di totale immersione e realismo; senza parole e con le solo immagini possiamo dedurre tantissimi tratti di questi piccoli microcosmi famigliari. Ecco quindi che ci troviamo a osservare e spettegolare proprio come Jeff e gli altri personaggi fanno durante il film.
La finestra-cinema
L’elemento vincente ed essenziale di quest’opera è proprio il totale parallelismo tra l’immobilità del protagonista e lo spettatore, anch’esso, di fatto, nelle stesse condizioni. Ecco quindi che Rear Window (titolo originale de La finestra sul cortile) diventa anche piena metafora dello sguardo cinematografico. Rear Window è una lettera d’amore al cinema, immerso in una storia tipicamente hitchcockiana. La citazione metacinematografica (la finestra come schermo) diventa infatti pretesto per una storia ironica, tesa e riflessiva. Insomma, caratteri che ritroviamo in tanti film del regista.
Un quartetto fantastico
Ritroviamo infatti i dialoghi taglienti che caratterizzano lo humour del regista così come le tematiche riguardanti più in generale il rapporto di coppia. James Stewart e Grace Kelly, danno vita a personaggi amabili dal primo istante, entrambi estremamente belli e simpatici. I due si amano e nelle loro differenze (pratico e avventuroso lui, bella e “apparentemente” delicata lei) creano un mix irresistibile per lo spettatore. A chiudere il gruppo dei personaggi di contorno vi è poi l’incredulo detective Tom e la simpaticissima Stella; quest’ultima è una bravissima infermiera, caratterizzata da una veloce ma ragionevole parlantina e da un’inaspettata e divertente fascinazione per il cruento. In generale, si può dire che La finestra sul cortile è tra le migliori sceneggiature che Hitchcock abbia mai messo in scena.
Intrattenimento e riflessione in La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock
Ciò che però caratterizza maggiormente questa pellicola è la componente mistery, legata fortemente alla concezione metacinematografica già citata. Già perché tutta la suspense della storia è possibile grazie all’immobilità forzata di Jeff. Culmine di questo ragionamento è la sequenza in cui Lisa si intrufola nell’appartamento del vicino sospettato. La tensione è praticamente raddoppiata: non solo siamo in ansia per l’incombente arrivo del proprietario, siamo anche terrificati dal fatto che l’amato Jeff può solo guardare. L’immedesimazione con quest’ultimo è totale poiché noi come lui non possiamo far altro se non scoprire, immagine dopo immagine, le sorti di Lisa. Si comprende quindi perché Rear Window venga così spesso definito come uno dei più riusciti mix tra ragionamento sul mezzo-cinema (la finestra come inquadratura) e necessità di intrattenimento (la trama thriller).
Immersione totale
L’immedesimazione con Jeff era fondamentale per Hitchcock tant’è che una sequenza girata al di fuori dell’appartamento del protagonista venne poi tagliata nel montaggio finale. Lo spettatore insomma doveva sentirsi anch’egli confinato in quel delizioso locale. A contribuire al realismo vi è poi la scelta di quasi azzerare l’uso di musica extradiegetica (c.d. “musica di accompagnamento”, proveniente non dalla messa in scena), a favore di quella diegetica. Ecco quindi che La finestra sul cortile è composta da tantissimi frammenti di brani che a volte neanche ci accorgiamo di ascoltare, proprio come se fossimo realmente in un quartiere particolarmente affollato e brioso. Con questa generale tono piacevole e ottimistico è conforme anche il “lieto fine”, tipico del cinema classico americano di quel periodo.
Un’opera colorata
Ad unirsi alla generale sensazione di briosità che la pellicola lascia, vi è poi sicuramente la bellissima Grace Kelly, ennesimo esempio della passione di Hitchcock per le donne bionde. Ella, apparentemente frivola (in coerenza col punto di vista di Jeff), si rivelerà poi tenace e spavalda proprio come il suo amato. Infine, se Rear Window pur essendo un film tesissimo, riesce ad assestarsi anche su toni da commedia, è grazie al reparto fotografico/scenografico. La fotografia di questo film, come tante altre pellicole technicolor, è sgargiante e la scenografia è un tripudio di colori, senza però mai sembrare irreale. Seppur elementi che riguardano più il subconscio, Hitchcock, come tanti altri grandi registi, era molto attento ai colori degli elementi in scena . Durante un giorno di ripresa le illuminazioni avevano fatto alzare talmente tanto la temperatura da far partire il sistema antincendio! Un divertente aneddoto che comunque riguarda diverse pellicole di quell’epoca.
Conclusioni su La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock
La finestra sul cortile è giustamente entrato nella storia del cinema e ancora oggi questa pellicola rimane totalmente godibile, senza dimostrare i quasi 70 anni che ci separano dalla sua uscita. Esempio di perfetta narrazione e riflessione sul mezzo cinematografico, Rear Window è stato definito come uno dei migliori “mistery” mai girati negli Stati Uniti. James Stewart dirà che tra tutti i film girati col regista, questo è il suo preferito. Senza dubbio, La finestra sul cortile sta nell’olimpo dei migliori capolavori del regista britannico che proprio in questo periodo conoscerà la sua definitiva consacrazione. Vi diamo quindi appuntamento alla prossima settimana, sempre qui su tuttoteK, per un altro speciale dedicato ad Alfred Hitchcock!
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