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La nostra rubrica, dedicata ai registi che più hanno definito il decennio appena trascorso, si sofferma oggi su James Wan, autore di film come Saw, The Conjuring ed Aquaman
Oggi andremo ad analizzare colui che è considerato un maestro moderno del genere Horror, James Wan. Autore di film fondamentali per il genere come Saw (2004) o The Conjuring (2013), negli ultimi anni si è espresso anche nel campo dei grandi blockbuster. Stiamo parlando di Fast & Furious 7 (2015) e di Aquaman (2018), entrambi in grado di raggiungere il miliardo nel mondo.
James Wan, come tanti altri registi che poi si sono stabilmente inseriti nel settore, ha trovato fortuna grazie a talento, versatilità e ottime idee. Da rimarcare, in particolare, la genesi di Saw, il film che lo ha lanciato nel panorama internazionale. L’opera nasce infatti con un budget bassissimo, costituite da poche location e pochi mezzi. Ecco però che questa relativa “povertà” porterà Wan e l’amico Whannel (presente in Saw come Adam) a scrivere una fantastica sceneggiatura. L’ottima regia e il montaggio, preciso e dinamico, porteranno poi Saw al successo e al cult che è ora. Andiamo quindi a scoprire meglio cosa si cela dietro la visione di James Wan; oramai non più solo entusiasmante autore orrorifico ma anche grande regista di genere, come dimostrato con il recente Aquaman.
James Wan: stile
Prima di tutto va fatto notare come il regista malesiano non abbia particolari preferenze in tema di regia. Le sue opere non presentano infatti grandi segni distintivi, in questo senso. Frequenti sono le alternanze tra utilizzi di camera a mano, inquadrature sbilenche e riprese più eleganti, dove si predilige una certa lentezza. Per cui non avremo mai il formalismo presente con Ari Aster (emergente autore horror con film come Hereditary) ma al tempo stesso troviamo sequenze similari. Di fatto James Wan è paragonabile a un contenitore di tutto l’horror finora realizzato ed ecco quindi che nei suoi film troviamo tante e diverse tecniche registiche. Ciò, ovviamente, a discapito di precisi segni distintivi.
Il re del terrore
A sostegno di quanto detto sopra, diverse volte si rinvengono i c.d. jumpscare. Anche questo strumento non è mai eccessivamente presente e difatto sia Insidious (2010) che The Conjuring sono fenomenali nella gestione delle attese e dei corrispondenti “spaventi”. Non a caso i due franchise, soprattutto i capitoli diretti da Wan, sono considerate tra le saghe horror più spaventose di questo decennio. In particolare The Conjuring ha creato personaggi e sequenze cult, come Annabelle, l’Uomo Storto oppure pensiamo alla terrificante scena del “battimani”.
Ultimo, ma non meno importante, è l’abilità nel creare atmosfere coerenti, mai esagerate, ma sempre perfette per ciò che viene raccontato. James Wan, con il successo di Saw, ha dato grande linfa all’horror cruento ma il cineasta ha preferito poi realizzare il suo talento su altri territori… Tutti i suoi film horror successivi infatti hanno espresso atmosfere più tipiche dell’horror demoniaco, con bambole e case infestate. Un’ottima scelta, potremmo dire, poichè Wan si dimostra infallibile nel creare ambientazioni eleganti ed orrifiche, che tendono a richiamare il cinema demoniaco degli anni ’70 e quello gotico.
Un talento commerciale
Insomma è ora comprensibile perchè James Wan viene spesso definito un maestro dell’horror “commerciale”. Le sue opere non sono infatti altamente complesse o stratificate eppure godono di una notevole “classica” attrazione. Classica poiché appunto Wan non inventa quasi nulla ma il suo cinema rimane indubbiamente elegante, attraente e soprattutto terrificante.
Rimane infine da notare la ovvia versatilità ed efficienza del regista che magari non gode di particolari segni distintivi ma al tempo stesso è in grado di gestire qualsiasi tipo di sequenza; da quella più piccola e intimista a quella più spettacolare e roboante. Fa un certo effetto pensare che lo stesso regista di Saw è anche dietro la macchina da preso di due grandi blockbuster come Fast & Furious 7 e Aquaman. Questa versatilità è probabilmente frutto anche di una notevole professionalità sul set che permette al regista di tenere un certo ritmo senza che ciò vada a discapito della qualità. Cosa che ovviamente “ingolosisce” i produttori che infatti, fin dallo straordinario esodio con Saw, gli offrirono diversi blockbuster. La professionalità e astuzia di Wan si vede poi ovviamente nei risultati al botteghini dei vari franchise a cui ha dato vita (Saw, Insidious, The Conjuring Universe)
James Wan: tematiche
Come dicevamo prima, James Wan non è un regista con particolari caratteristiche “autoriali” e ciò si riflette soprattutto sul lato delle tematiche. Nonostante ciò, sono visibili una serie di elementi, come la volontà di dare notevole importanza all’attaccamento/empatia con i personaggi in scena. Seppur prendendo come riferimento diversi B-movie, nessuna opera del regista può essere definita totalmente come un B-movie, soprattutto considerando l’attenzione posta alle emozioni dei personaggi in scena. Saw, spesso erroneamente considerato come un puro splatter, è in realtà prettamente un thriller/horror psicologico. Oppure pensiamo all’attenzione posta al protagonista di Death Sentence (2007), interpretato da un emozionante Kevin Bacon.
Il rapporto emotivo
Un elemento alla base di questa empatia è la presenza di eroi “maledetti” come Lorraine Warren (Vera Farmiga) nella saga di The Conjuring oppure il Josh Lambert di Patrick Wilson in Insidious. Insomma James Wan dà molto importanza alla creazione di un rapporto emotivo tra spettatore e personaggi principali, e questo è proprio uno di quegli elementi che “elevano” le sue opere horror. Importantissima è anche la volontà di non trattare i propri personaggi come uomini stupidi; spesso l’horror di cui Wan si fa portavoce, ovvero quello fatto di presenze demoniache e porte scricchiolanti, si è dimostrato fautore di tanti, troppi personaggi che compivano le azioni sbagliate nel momento sbagliato. Non che qui questo non accade ma vi è sicuramente una maggiore razionalità e serietà nei comportamenti dei personaggi in scena.
Un’enciclopedia horror
Infine il cinema di Wan prende tanto da ciò che è già stato fatto ed ecco quindi che troviamo bambole possedute, ombre, fantasmi semi-nascosti, porte che si chiudono da sole e luci che non si accendono. Insomma tutto ciò che serve a creare quell’atmosfera terrificante e classica di cui parlavamo. Come tanti bravi registi moderni questo “prendere” dal passato si traduce poi in un mix di citazioni ma anche, soprattutto, rivisitazioni.
James Wan: conclusione
Il nuovo film horror del regista di origini asiatiche doveva uscire proprio in questo periodo ma l’emergenza COVID ha ovviamente fatto slittare la distribuzione. Si intitola Malignant e sulla trama ancora non si sa nulla, se non che si tratta di una sceneggiatura originale. Sarà quindi un ritorno al genere “di casa” per Wan, dopo i successi di Fast & Furious 7 e Aquaman. Noi siamo curiosissimi di scoprire la sua ultima fatica, considerando gli ottimi risultati raggiunti fin’ora in campo horror e negli altri generi in cui ha potuto esprimersi.
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