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In questa nuova puntata di Anime Breakfast andiamo ad analizzare, con una recensione completa, il lungometraggio “The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes”: una piacevole esperienza basata su una strana diceria
TITOLO ORIGINALE: Natsu e no Tonneru, Sayonara no Deguchi. GENERE: Romance, Science Fiction. NAZIONE: Giappone. REGIA: Tomohisa Taguchi. DURATA: 83 minuti. DISTRIBUTORE: Plaion Pictures. USCITA: 10-11-12 Giugno (cinema).
The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes è un lungometraggio nato da un manga, che nasce da una light novel (“che al mercato mio padre comprò”) scritta da Mei Hachimoku. Il film sarà portato nelle grandi sale dei cinema italiani il prossimo 10-11-12 giugno in uscita evento, grazie al progetto Anime Factory di Plaion Pictures. E dopo aver parlato di diverse serie in simulcast su Crunchyroll per questa stagione primaverile, come il pluripremiato Kaiju no.8, abbiamo potuto gustarci il film in anteprima e, come di consueto, abbiamo quindi deciso di parlarvene in una recensione: dapprima, però, da cosa nasce The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes?
La leggenda
Un antico racconto popolare giapponese narra di Urashima Taro, un gentile pescatore che salva una tartaruga marina dalla crudeltà di alcuni bambini. In segno di gratitudine, la stessa tartaruga si trasforma in una donna bellissima, che lo invita nel suo palazzo sottomarino, dove Urashima Taro vive tre giorni meravigliosi circondato da bellezza e ospitalità. Quando inizia a sentire nostalgia di casa e della sua vita sulla terraferma, seppur col cuore in tumulto, Taro chiede alla principessa di poter tornare alla sua terra.
Questa accetta, donandogli una scatola magica, ma raccomandandosi altresì di non aprirla per nessun motivo al mondo. Tornato sulla spiaggia, Urashima Taro è sconvolto nello scoprire che, dalla sua partenza, sono in realtà passati centinaia di anni. Disperato per il tempo perduto e per la solitudine, Urashima Taro apre la scatola magica: un fumo bianco lo investe e l’uomo si trasforma in un vecchio decrepito.
Escapism | Recensione The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes
Il film parte, proprio come fece Il Castello Invisibile, proprio dalla leggenda di Urashima Taro, benché lo faccia da una prospettiva completamente diversa. Il film di Hara, infatti, partiva citando il mito e il folklore derivato da esso per poi andare in tutt’altri lidi, mentre The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes ne fa suo perno fondante. I due protagonisti, infatti, il liceale Kaoru e la sua coetanea “appena trasferitasi dalla grande città” Anzu, scoprono l’entrata del magico Tunnel di Urashima che, tecnicamente, una volta percorso porterà alla realizzazione qualsiasi desiderio.
Kaoru è straziato e lacerato dalla morte di sua sorella minore, Karen, mentre Anzu ha un sogno nel cassetto per il quale, stando a quanto afferma, non ha abbastanza talento. I due, dunque, motivati da desideri personali molto al di sopra delle possibilità di qualsiasi adolescente, iniziano ad esplorare il tunnel solo per scoprire che ogni secondo all’interno dello stesso equivale a ore, se non giorni, nel mondo reale. Vale dunque la pena lasciarsi completamente la propria vita alle spalle per veder realizzato un desiderio?
108 seconds | Recensione The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes
Un po’ come fecero Your Name di Makoto Shinkai nel 2022 o La Ragazza che Saltava nel Tempo di Hosoda nel 2006, The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes dipinge due liceali alle prese con la vita di tutti giorni e alcuni risvolti “magici” o appartenenti, come già detto, al variegato e coloratissimo folklore giapponese. Negli appena 83 minuti passati in compagnia di Kaoru e Anzu abbiamo potuto notare una marcata derivatività della pellicola, che si assoggetta praticamente subito agli stilemi del genere, nonché ai cliché che ne derivano. Questo, però, non ci ha impedito di goderci appena la storia, anche e soprattutto grazie proprio alla sua breve durata.
Questo perché è indubbio che spesso, produzioni più blasonate (anche quelle già citate), buttano sul fuoco troppi pretesti narrativi che sovraccaricano lo spettatore, appesantendo la visione. In The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes, invece, i concetti vengono da subito esplicitati, messi a cuocere ed elaborati velocemente. Nonostante quindi le tematiche e l’evoluzione della narrativa non siano proprio fresche ed originali, ciò che rende la visione gradevole è il ritmo delle stesse vicende: rapido, veloce e soprattutto indolore.
Where are We? | Recensione The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes
Non diventano tediose nemmeno le varie tappe della storia d’amore fra i due protagonisti, profondamente legate alla tradizione del genere (c’è anche la gita all’acquario e il festival estivo, figuriamoci), e le tematiche più complesse vengono comunque gestite sapientemente. L’elaborazione del lutto, ad esempio, da subito portante e fondante per tutta la narrativa, permea la pellicola e, piuttosto empaticamente, arriva a fare i conti con lo spettatore, che viene accompagnato insieme a Kaoru in un percorso di accettazione. Senza troppi fronzoli, senza troppe scene in più: in maniera semplice, ed efficace.
The Last Date | Recensione The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes
A livello tecnico ed estetico, lo Studio CLAP e il regista, Taguchi, hanno svolto un lavoro davvero esemplare. Dalla regia alle animazioni, passando per un sapiente uso dei colori che passano dal grigio mondo di Kaoru ed Anzu al vivace tripudio di rossi accesi del Tunnel di Urashima, quasi a voler per forza contrapporre anche cromaticamente le due realtà, tutto, ma davvero tutto stavolta, funziona perfettamente.
Abbiamo potuto vedere The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes in lingua originale, sottotitolato in italiano, e non abbiamo nulla da dire né sul lavoro di adattamento, davvero ottimo, sia sul doppiaggio che si mantiene in linea con il genere di appartenenza. Buona la colonna sonora, che sa inserire anche momenti di silenzio e di sola presenza di suoni ambientali, utili ad amplificare la carica emotiva di alcuni istanti fra Kaoru ed Anzu.
Follow your heart
Siamo dunque giunti alla fine di questa recensione di The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes. Nel complesso ci sentiamo di consigliare la visione di questa pellicola un po’ a tutti, specialmente considerandone la breve durata. Certo, non vi dovete aspettare nulla di diverso dagli stilemi del genere a cui appartiene, ma, vuoi per la maestria dello Studio CLAP, che ha portato su schermo un lavoro tecnico eccezionale, vuoi per la semplicità con cui vengono gestiti i temi trattati, la storia di Kaoru ed Anzu è indiscutibilmente una buona compagnia per una serata. Con amici, o da soli.
The Tunnel of Summer, The Exit of Goodbyes sarà disponibile al cinema il prossimo 10-11-12 giugno grazie ad Anime Factory di Plaion Pictures. Fateci sapere se andrete a vederlo qua sotto nei commenti e restate sintonizzati con noi di tuttotek.it per tutte le news sul mondo del cinema e delle serie TV!
Punti a favore
- Tecnicamente eccellente
- Molto buono il ritmo, però...
Punti a sfavore
- Nulla di nuovo per il genere di appartenenza
- ...derivativo sia per tematiche sia per narrativa
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