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Pistoia 1944: Una storia partigiana è un film indipendente realizzato da un gruppo di giovanissimi, in media 22 anni. La gestazione del film è stata lunga ma dopo anni di lavorazione il progetto è terminato e la regista Gaia Cappelli, con il cast e gli altri collaboratori stanno cercando di diffondere e portare più lontano possibile il frutto di un lungo e faticoso lavoro. Abbiamo avuto l’occasione di vedere il film Pistoia 1944: Una storia Partigiana, ecco dunque la nostra recensione
TITOLO ORIGINALE: Pistoia 1944: Una storia partigiana. GENERE: storico. NAZIONE: Italia. REGIA: Gaia Cappelli. CAST: Federico Antonello, Lorenzo Bartolini, Tommaso della Santa, Stefano Bernini, Andrea Bocelli, Matteo Avanzati. DURATA: 120 min.
Sinossi e trailer | Recensione Pistoia 1944: Una storia partigiana
Pistoia, Seconda Guerra Mondiale. Dopo mesi di torture per mano dei tedeschi, Enzo Capecchi si mette in cammino con un unico obiettivo: ritrovare i suoi compagni per liberare l’amata Pistoia dall’occupazione nazifascista. Qui incontra il giovane e idealista Silvano Fedi, carismatico anello di congiunzione tra un fuggitivo evaso dalle carceri lucchesi, un ragazzo disposto ad entrare in guerra per seguire il fratello, un giovane studente di diciotto anni e un forestiero con il desiderio di tornare in patria.
Insieme, decidono di rispondere al nome di “Squadre Franche Libertarie”, iconiche figure della Resistenza locale e nazionale, pronte a dare la vita pur di liberare l’Italia dall’oppressione e dall’ingiustizia, e ricostruirla basata su un’idea di libertà e non violenza.
Pistoia 1944 è una storia profondamente radicata al territorio toscano, in particolare nei territori in cui è stata girata. Per la regista, Gaia Cappelli, la realizzazione della pellicola è stata una grande sfida, ma allo stesso tempo volava portare avanti il progetto perché parla di giovani, come lei e tutti gli altri che hanno collaborato al film, che sono nati nei luoghi in cui lei vive e che hanno preso in mano le armi per amore di Patria.
Una storia vera ambientata, dunque, in Toscana, nel 1944. Il protagonista è Silvano Fedi, cresciuto a Pistoia sotto il regime fascista. Silvano non si era mai arreso al regime e fu tra i primi a creare una formazione partigiana. Lo sceneggiatore Matteo Cerchiai ha motivato la scelta di questa storia nello specifico così
Siamo arrivati a questa storia quasi per caso,ritrovando un vecchio dattiloscritto degli anni ’80, l’abbiamo letto in una notte. La cosa che più colpisce sono gli ideali di questa formazione partigiana: escludevano la politica dalle loro azioni, erano autonomi. Non hanno iniziato la Resistenza perché comunisti, o repubblicani, o anarchici, piuttosto l’hanno iniziata perché lo credevano giusto.
Opera prima indipendente di alta qualità | Recensione Pistoia 1944: Una storia partigiana
Quando ci avviciniamo a opere prime, soprattutto se indipendenti, le aspettative sono notoriamente non troppo alte. La crew che si è occupata della realizzazione è composta come anticipato da giovanissimi, ma durante la visione non ci si accorge minimamente di tutto questo. Pistoia 1944 è un film veramente ben fatto, a partire dalla sceneggiatura. La sceneggiatura, infatti, intrattiene per tutta la durata della proiezione. Brillante e originale, riesce a non far perdere il filo della narrazione anche a coloro che non conoscono la storia di Silvano Fedi e delle sue Squadre Franche Libertarie. Ci sono momenti divertenti e momenti commoventi, anche una romantica storia d’amore accompagna lo scandire dell’intero film, il che non guasta mai. La regia è ben fatta e molto curata, il montaggio a volte risente dell’inesperienza, ma niente di fastidioso per lo spettatore. La fotografia regala scorci di campagna toscana veramente suggestivi.
La scenografia a cura di Sonia Gramaglia, è ben curata, soprattutto se si pensa che è no budget. Qualche errore è purtroppo sfuggito e talvolta rende imperfetta la mimetizzazione storica dell’inquadratura. Menzione particolare va sicuramente alla cura dei costumi. Oltre che storicamente accurati anche molto di impatto a livello visivo, riescono a rendere l’atmosfera ancora più credibile.
Un cast alle prime esperienze che regala grandi soddisfazioni | Recensione Pistoia 1944: Una storia partigiana
Particolare rilievo va dato all’intero cast del film a partire dal protagonista Silvano Fedi, interpretato da Federico Antonello, giovane attore originario di Pisa che ha studiato recitazione presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. un’interpretazione forte, sentita, che trasmette emozioni e trascina anche lo spettatore più cinico all’interno di una storia altrettanto forte. Stefano Bernini, che presta il volto al giovane Marcello Capecchi, dona invece un’interpretazione più delicata, mai sopra le righe, che rimane in linea con quella che è la narrazione il doppio ruolo del suo personaggio sia protagonista che narratore. Capecchi anziano, che vediamo spesso durante il film, ripensare e scrivere delle vicende in questione ha la voce del celebre Stefano Mondini che tutti conosciamo per aver doppiato attori del calibro di Patrick Swayze, Alec Baldwin, Wesley Snipes. Uno dei personaggi che più ha colpito è il Capitano Adalbrecht Kesser interpretato da Marco Monelli. Un personaggio spietato, che nelle movenze ricorda un ben più temibile Generale tedesco: Hans Landa da Bastardi Senza Gloria. Un paragone azzardato, ma che calza con il clima di paura che cala nel film ogni volta che Kesser compare in scena.
Un film che il pubblico merita di conoscere
Pistoia 1944 è un film sentito. Sia da chi lo ha creato che da chi si siede e ha la possibilità di goderselo in sala. La distribuzione per il momento è locale, ma speriamo che riesca a conoscere panorami ben più ampi e che venga distribuito su scala più ampia. Produzione, regia, sceneggiatura e cast meritano veramente di un pubblico ampio e anche il pubblico che ama il cinema fatto per amore dello stesso, merita di vedere un film così ben costruito.
Se avrete la possibilità di vederlo fateci sapere cosa ne pensate e non dimenticate di continuare a seguire tuttoteK per tutte le novità dal mondo del cinema e non solo, come la nostra ultima recensione Scary Stories to Tell in the Dark direttamente dalla Festa del Cinema di Roma!
Punti a favore
- Sceneggiatura che intrattiene
- Una storia vera e mai raccontata prima
- Cast di giovanissimi molto talentuosi
- Regia ben curata
Punti a sfavore
- Montaggio talvolta poco curato
- Alcuni errori storici
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