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Il sequel di Train to Busan, è all’altezza del predecessore? Dopo averlo visto al Trieste Science+Fiction Festival, eccovi la recensione di Peninsula
TITOLO ORIGINALE: Peninsula. GENERE: azione, horror. NAZIONE: Corea del Sud . REGIA: Yeon Sang-ho. CAST: Gang Dong-won, Lee Jung-hyun, Lee Re as Jooni, Kwon Hae-hyo, Kim Min-jae, Koo Kyo-hwan. DURATA: 116 min. DATA DI USCITA: 15/06/2020 (Corea).
Dopo il successo e le critiche positive di Train to Busan, c’era grande attesa per Peninsula. Il sequel, vede la regia nuovamente affidata a Yeon Sang-ho, e le premesse per un altro capitolo di successo c’erano tutte. Dopo aver visto il film nell’ultima giornata del Trieste Science+Fiction Festival 2020, eccovi la nostra recensione di Peninsula, che ci porta nuovamente in Corea del Sud, a quattro anni di distanza dagli eventi di Train to Busan.
Andata e ritorno | Recensione Peninsula
Jung-Seok (Gang Dong-won), è capitano nella marine coreana, e dopo lo scoppio dell’epidemia, si trova costretto a fuggire verso Hong Kong, con gli altri stati che rifiutano i sopravvissuti coreani. Qui, però, vive una vita da emarginato, con i locali che lo evitano e lo stato che non garantisce alcun diritto. Così, Jung -Seok, assieme ad altri sopravvissuti coreani, decide, 4 anni dopo, di accettare un lavoro da un gruppo criminale, che propone di recuperare un camion bloccato in Corea che trasporta milioni di dollari. Una volta sbarcato, Jung-Seok si trova davanti ad una città morta, desolata e devastata. Ben presto, però, il team si accorgerà di dover avere a che fare con una minaccia peggiore degli stessi zombi, con la missione che si rivelerà più complicata del previsto.
Train to Busan, grazie ad un ritmo a tratti forsennato, e la tensione che permeava ogni sequenza, riuscì a catturare velocemente l’interesse di pubblico e critica. Ora, con il sequel Peninsula, Yeon Sang-ho cerca di riportarci a vivere quel terrore, cambiando però direzione. Una scelta che, come capirete continuando a leggere questa recensione di Peninsula, non ha ripagato.
Questo è il trailer ufficiale del film, che potrebbe darvi un’idea di ciò che vi aspetta:
https://www.youtube.com/watch?v=xhNwhL58c9E
Fuori dai binari | Recensione Peninsula
In questo capitolo, la pellicola parte riprendendo il filone di Train to Busan. L’inizio, è quindi convincente, con una situazione tesa dove sangue, morte, e paura, si intrecciano. Anche il ritorno in Corea dei protagonisti, ci mette davanti ad una città desolata, dove l’orrore aleggia sulla città, con alcune immagini di grande impatto che sembrano mettere Peninsula sulla giusta strada. Purtroppo, dopo questa prima parte, iniziano però i problemi, con un gruppo dell’esercito sopravvissuto che controlla le strade e si prende la scena. Questo, finisce per far virare la pellicola verso l’azione, relegando gli zombi a comparse che sbucano di tanto in tanto. Una soluzione già vista in altri film e serie a tema zombi, che non solo non brilla per originalità, ma a tratti annoia, con una trama che non riesce a convincere fino in fondo.
Tra inseguimenti alla Fast & Furious (che per qualità non si avvicinano alla nota saga), e situazioni assolutamente poco credibili, Peninsula resta quindi schiacciato dal suo lato action, uscendo dai solidi binari del primo capitolo.
Fortunatamente, ci sono anche degli aspetti positivi. Infatti, oltre ad una prima parte convincente, ci sono alcune sequenze ben realizzate che riescono a sorprendere, con immagini forti che non lasciano indifferenti. Un vero peccato che il risultato finale sia deludente, perché il potenziale per tornare a terrorizzarci c’era, e forse sarebbe stato meglio un more of the same, che una virata verso l’azione così decisa.
Considerazioni finali
Tirando le somme di questa recensione di Peninsula, purtroppo non posso che constatare una mancanze di idee piuttosto marcata. Il film, se da un lato presenta alcune scene interessanti, dall’altro è schiacciato da una vena action che lo porta ad allontanarsi da quelli che erano stati i punti di forza di Train to Busan. A questo punto, se dovesse esserci un terzo capitolo, la speranza è che si torni alle origini, per riscattare quello che è a tutti gli effetti un mezzo passo falso.
Concludo questa recensione con una menzione particolare per il Trieste Science+Fiction Festival 2020, che ci ha portati a scoprire alcuni film molto interessanti. Inoltre, vi consiglio di dare un’occhiata ai vincitori del festival, che hanno convinto la giuria.
Punti a favore
- Alcune sequenze sono di grande impatto
- Parte iniziale convincente
Punti a sfavore
- La svolta action
- Trama poco sorprendente
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