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Ecco la nostra recensione di Freaks Out: un film coraggioso e dal respiro internazionale
TITOLO ORIGINALE: Freaks Out. GENERE: Fantastico/drammatico. NAZIONE: Italia/Belgio. REGIA: Gabriele Mainetti. CAST: Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, Franz Rogowski, Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta. DURATA: 141 minuti. PRODUZIONE: Goon Films, Lucky Red, Rai Cinema. DISTRIBUZIONE ITALIANA: 01 Distribution. USCITA: 28 ottobre 2021.
Dopo diversi rinvii, è finalmente giunto nelle sale Freaks Out di Gabriele Mainetti. Il film era stato inizialmente previsto per il Torino Film Festival del 2018 ha richiesto molto tempo in post-produzione, per poi slittare nuovamente a causa della pandemia. Freaks Out ha trovato la sua via al grande pubblico allo scorso Festival del Cinema di Venezia, in cui ha ricevuto diversi premi secondari. Finalmente abbiamo potuto goderne propriamente nelle sale e siamo qui a raccontarvi cosa ne pensiamo. Prima di tutto, date uno sguardo al trailer!
La trama | Recensione Freaks Out
Freaks Out è ambientato in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale e i protagonisti sono questo gruppo di circensi molto particolare. Abbiamo Fulvio, interpretato da Claudio Santamaria, un uomo dalla forza sovraumana ricoperto totalmente da lunghi peli; Cencio (Pietro Castellitto), un ragazzo albino che ha il potere di controllare gli insetti; Mario (Giancarlo Martini), un piccolo ometto con poteri magnetici; infine Matilde (Aurora Giovinazzo), una ragazzina elettrica di nome e di fatto. A guidarli abbiamo Israel (Giorgio Tirabassi), un anziano ebreo dal cuore buono. Purtroppo la tragedia della guerra investe anche il loro circo ambulante e i protagonisti si convincono ad andare in America a cercare fortuna. Per fare ciò Israel va a Roma, per cercare di rimediare delle carte d’identità per tutti, necessarie per il viaggio. I quattro freaks però lo seguono in città, non fidandosi del tutto dell’anziano, e qui scopriranno uno scenario diverso da quello che speravano. La città è infatti invasa dai nazisti e uno in particolare, il responsabile del circo tedesco Franz (Franz Rogowski), è in realtà sulle loro tracce per i loro poteri unici.
Respiro internazionale | Recensione Freaks Out
Nonostante sia una storia molto legata all’Italia per via dell’ambientazione, dei protagonisti e della lingua stessa, Freaks Out è un film dal respiro molto internazionale. Mainetti si riconferma, dopo l’eccelso lavoro svolto in Lo chiamavano Jeeg Robot, alla guida di un progetto ambizioso, ad alto budget (attorno ai 12 milioni di euro) e con delle sequenze da kolossal americano. A partire dalla scena iniziale, che sarebbe da incorniciare per la sua eleganza e maniera con cui attira l’attenzione dello spettatore. In particolare la sequenze di guerriglia sono qualcosa che non si vede spesso nel panorama italiano e di questo c’è solo da essere contenti. Mainetti si sta confermando come un artista a tutto tondo, in quanto regista, co-sceneggiatore e compositore della pellicola. Il suo nome si sta elevando tra quelli della nuova scuola di cineasti italiani che fa ben sperare per il futuro. Dopo una lunga vita davanti alla cinepresa nelle vesti di attore e una di meno rilevanza dietro ad essa come regista di cortometraggi, speriamo che questo Freaks Out gli permetta di sperimentare ancora di più in futuro.
Sperimentazione e attualità | Recensione Freaks Out
Sperimentazione è una parola chiave in questo film. La trama in sé rappresenta qualcosa di unico, così come i suoi protagonisti. Una storia che parla di freaks o mostri che dir si voglia è allo stesso tempo un grade passo nel vuoto e un grande messaggio. Nonostante non si calchi troppo la mano sulla diversità dei personaggi durante il film, essa emerge costantemente. Anche nella società di oggi la disparità e la discriminazione regna sovrana, verso le minoranze e verso il diverso, e i quattro protagonisti della pellicola ne sono l’emblema. Anche le differenze tra di loro emergono, in quanto alcune più o meno vistose di altro. Quasi ironicamente, l’unico che si pensa non possa avere problemi in una situazione del genere è proprio Israel, che è ebreo, in un periodo in cui su tutte le “razze”, quella ebrea era tra le più discriminate. Il tema del razzismo aleggia costantemente nel film, arrivando agli occhi degli spettatori solo occasionalmente, con timide inquadrature o discorsi dei personaggi. Sul momento non ci si fa quasi caso, perché il contesto storico della Seconda Guerra Mondiale aiuta la demonizzazione del nemico nazista. Eppure, se ci riflettiamo, troviamo tanti, troppi, punti di contatto con la realtà di oggi.
Il cast e le location | Recensione Freaks Out
Il cast si comporta egregiamente ed è sorretto in particolare dalla performance dei protagonisti, in particolare della giovane Aurora Giovinazzo. Anche i personaggi secondari, come il Gobbo, interpretato da Max Mazzotta e l’antagonista Franz. Anche Roma e l’Italia che ci viene mostrata fa la sua bella figura, con delle location impareggiabili, sempre viste però con uno sguardo più tetro, a sottolineare la guerra che, nonostante la storia raccontata, è sempre presente. Ma soprattutto, a farla da padrone sono le diverse ambientazioni e le scene ambientate nei circhi. A partire da quello dei protagonisti, ma anche e soprattutto i Zirkus Berlin di Franz, un vero e proprio tempio per gli artisti. L’atmosfera giocosa e allegra della ribalta viene alternata alle scene macabre e strazianti che accadono al di fuori, creando un equilibrio parecchio disturbante.
Conclusioni
Freaks Out è un grande film, molto italiano ma dal profondo respiro internazionale (forse troppo, a tratti). Il cast ha svolto un lavoro eccellente, supportati da una grande regia e una grande sceneggiatura. Le ambientazioni, tra l’eterna Roma e le foreste, hanno fatto il resto. Mainetti si conferma un esperto della resa dei supereroi improbabili (prima Jeeg Robot, oggi i Freaks). A noi il film è piaciuto parecchio, e a voi? Siete d’accordo con la nostra recensione di Freaks Out? Fateci sapere la vostra!
Punti a favore
- L'ambizione del progetto viene premiata
- Grande cast e grandi location
- Attualità dei temi
Punti a sfavore
- L'italianità tende a diminuire col passare dei minuti
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