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Ecco la nostra recensione di Dune, l’adattamento di Denis Villeneuve del romanzo di Frank Herbert
TITOLO ORIGINALE: Dune. GENERE: Drammatico/Fantscienza. NAZIONE: USA. REGIA: Denis Villeneuve. CAST: Timothée Chalamet, Oscar Isaac, Rebecca Ferguson, Zendaya, Josh Brolin, Jason Momoa, Stellan Skarsgard, Dave Bautista. DURATA: 155 minuti. DISTRIBUZIONE: Warner Bros. USCITA: 16 settembre 2021.
In anticipo di un mese sul resto del mondo, è uscito in Italia Dune, il kolossal fantascientifico diretto da Denis Villeneuve. Il film ha debuttato a Venezia a inizio settembre ed è subito arrivato nel nostro Paese nelle sale, che si sono letteralmente riempite per assistere ad una delle pellicole più attese dell’anno. Dopo il primo weekend di proiezioni, Dune ha già guadagnato nel nostro Paese più di due milioni di euro, registrando un incremento del 73% di presenze in sala rispetto alla settimana precedente (fonte: Ansa). Questi dati non possono che far sorridere noi appassionati di cinema, ma anche e soprattutto Villeneuve e la Warner Bros.
Dopo il lavoro eccelso svolto con Arrival e Blade Runner 2049, Denis Villeneuve si ributta sulla fantascienza, campo che ormai conosce come le sue tasche, e lo fa egregiamente. Molte delle inquadrature seguono il suo stile, che abbiamo imparato ad amare e a conoscere. Villeneuve ci accompagna in questo mondo sconosciuto, un universo 8000 anni nel futuro, mostrandoci soprattutto i rapporti di forza tra la natura feroce e l’uomo, con la sua tecnologia e la sua forza. Si sprecano i riferimenti a entrambi i suoi film precedenti, oltre che nelle inquadrature, nella rappresentazione del mondo, soprattutto una volta arrivati ad Arrakis.
La trama | Recensione Dune
In un futuro lontano, la galassia è governata dall’Imperium, che concede in feudo i diversi pianeti alle casate più importanti. A una di queste, la casa Atreides, viene assegnato Arrakis, un pianeta desertico che è stato a lungo comandato dagli Arkonnen, una razza assetata di potere e sangue. Arrakis è un luogo fondamentale, perchè su di esso è possibile ricavare la Spezia, una sostanza necessaria per navigare tra le varie parti del cosmo. Il pianeta è abitato dai Fremen, una razza di uomini dagli occhi azzurri, ritenuti molto pericolosi. Il nuovo incarica preoccupa il Duca Leto, a capo della famiglia Atreides, che è consapevole della delicatezza della situazione, e anche la sua famiglia, che dovrà affrontare molti pericoli durante il loro soggiorno.
“Questo è solo l’inizio” | Recensione Dune
Si sapeva già da prima della sua uscita, ma è giusto ribadirlo: questo film non è autoconclusivo, è solo l’inizio di una storia più grande. Non è un caso che la saga di Dune sia stato etichettata come il Signore degli Anelli degli anni ’20. Diversamente da quanto fatto da David Lynch con il suo Dune del 1984, Villeneuve ha infatti deciso di non condensare l’immensa storia raccontata da Herbert in un solo film. Il Dune che abbiamo visto al cinema porta su schermo solo la prima metà del primo libro dello scrittore, lasciando spazio a sequel nel futuro prossimo. Non è un caso che Villeneuve speri che gli incassi siano alti per il suo lavoro, perché soprattutto da essi dipende l’inizio delle riprese per il secondo capitolo della saga. Ma come ha condizionato il film, questa scelta di spezzare la trama e non concluderlo pienamente? In alcun modo. Esatto, perché, nonostante la pellicola raggiunga il proprio climax prima della conclusione, Villeneuve ha lasciato spazio per completare (o meglio, iniziare) l’arco dei protagonisti. Sto parlando in particolare di Paul (Timothée Chalamet), che nel finale completa una prima trasformazione, che vedremo proseguire nel prossimo capitolo. Del resto, l’ultima battuta del film è “Questo è solo l’inizio”.
Il cast | Recensione Dune
Già dal trailer e dalle prime immagini rilasciate, si è potuta ammirare l’immensità e la qualità del cast. Partendo dai protagonisti, gli Atreides, abbiamo Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson e Oscar Isaac che, in maniera e minutaggio diverso, lasciano tutti il segno sulla pellicola con un’interpretazione impeccabile. Abbiamo anche personaggi di contorno interpretati da Josh Brolin, Jason Momoa, Stellan Skarsgard, Javier Bardem e la stessa Zendaya che, poiché non compare molto, non vediamo l’ora di rivedere nel sequel. La prova del cast è dunque ottima ed è uno dei veri motori del film.
Il sonoro | Recensione Dune
L’altro motore è rappresentato dall’aspetto sonoro. A partire dalla colonna sonora di Hans Zimmer, che per lavorare a questo film ha interrotto la sua storica collaborazione con Cristopher Nolan, lasciando le redini di Tenet a Ludwig Goransson. La musica ricopre un ruolo fondamentale all’interno del film, con toni epici che elevano ulteriormente questa storia, già dal sapore epocale e mitologico. Non solo la colonna sonora, in quanto anche il sound design del mondo pensato da Herbert è di una qualità impressionante. Senza i rumori delle navi spaziali, delle lame che si scontrano contro gli scudi e dei silenzi del deserto, Dune non sarebbe stato lo stesso.
Conclusioni
Dune è dunque un film che promette tanto, ma restituisce in egual misura. Abbiamo un comparto tecnico spettacolare, dalla regia alla fotografia, passando per la colonna sonora. Il cast stellare ha svolto un lavoro egregio, sia i protagonisti sia coloro che hanno avuto meno spazio. Il film incanta, ma intrattiene anche. L’epicità regna sovrana, ci riempie gli occhi con immagini uniche e spesso ci si ritrova a chiedere: ma davvero ciò che sto vedendo non è reale, ma fatto al computer?
Non possiamo esimerci da sottolineare però un grande, forse l’unico, difetto del film: dopo 2 ore e 35 minuti, finisce.
E voi? Cosa ne pensate di Dune? Siete d’accordo con noi, o siete tra quelli che non hanno amato il film? Fateci sapere la vostra nei commenti!
Punti a favore
- Visivamente uno spettacolo
- La prova del cast
- Il sonoro
Punti a sfavore
- La storia non si conclude (per ovvi motivi)
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maurizio
23 Settembre 2021 alle 21:57Visto ieri. Un film MONUMENTALE! Non aggiungo altro.