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Scoprite con questa recensione di Coma, com’è l’ambizioso film di Nikita Argunov, presentato al Trieste Science+Fiction Festival 2020
TITOLO ORIGINALE: Koma. GENERE: azione, fantascienza, avventura. NAZIONE: Russia. REGIA: Nikita Argunov. CAST: Rinal Mukhametov, Lyubov Aksyonova, Anton Pampushnyy, Konstantin Lavronenko, Polina Kuzminskaya, Rostislav Gulbis, Vilen Babichev, Leonid Timtsunik. DURATA: 110 min. DATA DI USCITA: 01/11/2020 Italia – 30/01/2020 Russia.
Dopo avervi portati nel mondo alieno di Skylin3s, ora passiamo all’universo diretto e scritto da Nikita Argunov. Coma, cerca di esplorare la mente umana, con una pellicola ambiziosa che mescola elementi di vari film di fantascienza, per portarci in un mondo onirico dove i pericoli sono dietro l’angolo. Avventura, fantascienza e azione, si uniscono in un viaggio caratterizzato da un’estetica curata e alcuni spunti interessanti. Il film è tra i titoli resi disponibili al Trieste Science+Fiction Festival 2020, e, nel corso di questa recensione di Coma, cercherò di traghettarvi alla scoperta di un viaggio segnato da luci e ombre.
Il nuovo mondo | Recensione Coma
Coma ci porta a seguire il viaggio di Viktor (interpretato da Rinal Mukhametov), che si risveglia nella sua stanza, ma in un mondo diverso. Parti degli edifici sembrano sgretolarsi, con il nostro protagonista che dopo pochi minuti fa il suo primo incontro con un mietitore. Queste, sono creature oscure che anche solo toccandoti, portano ad una morte certa. Poco dopo, Viktor viene salvato da un gruppo di persone, tra le quali ci sono Phantom (Anton Pampushnyy) e Fly (Lyubov Aksyonova), che lo accompagnano al rifugio dove si nascondono dai mietitori. Il nascondiglio è gestito da Yan (Konstantin Lavronenko), che ormai si trova lì da quindici anni, assieme ad altri sopravvissuti che ha salvato nel tempo.
Ogni persona del rifugio ha poteri particolari, e si scopre che ognuno di loro si trova lì, perché nella realtà sono in coma. Nessuno di loro ricorda con esattezza la vita reale, ma hanno solo frammenti e sogni che ricordano loro chi erano. Viktor, dopo un inizio problematico, scopre di poter creare edifici con il pensiero (nella realtà era un architetto), e si rivelerà fondamentale per regalare una speranza di salvezza. Una salvezza, che però si rivelerà ben più complessa, poiché non tutto è come sembra, con un intrigo che si cela dietro quello che sta accadendo.
L’occhio vuole la sua parte | Recensione Coma
La storia di Coma, apparentemente può sembrare complessa, ma in realtà è tutto abbastanza semplice, e, purtroppo, non molto originale. Andando a pescare da film come Inception, veniamo trasportati in un mondo che, seppur visivamente notevole, non sorprende, con una struttura già vista in altri film del genere. Il finale è sicuramente di buon livello, con alcuni colpi a sorpresa ben organizzati, ma ci sono alcuni passaggi poco credibili e forzati, che non convincono appieno. Anche per quanto riguarda il ritmo generale, c’è una certa lentezza che attanaglia tutto il film, fatta eccezione per l’ultima parte. Ci sono, però, anche diversi aspetti positivi, come vi spiegherò nel proseguo di questa recensione di Coma.
Infatti, se la sceneggiatura, esclusi alcuni colpi di scena, non brilla, dal punto di vista estetico Coma si rivela sicuramente ambizioso. La CGI è di ottimo livello, e alcune soluzioni visive sono interessanti, anche se manca quel pizzico di carattere in più che avrebbe esaltato ulteriormente il film. Infatti, questo nuovo mondo è sicuramente ben realizzato, ma sia per la gestione dei colori, che per la struttura stessa del mondo in questione, si ha sempre la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di già visto, che non colpisce e si limita a restituire delle ottime immagini che sono però prive di carattere o di originalità. Un peccato, perché come scritto in precedenza in questa recensione di Coma, ci sono sicuramente alcuni spunti interessanti.
Questo è il trailer del film, uscito lo scorso gennaio in Russia:
Considerazioni finali
Nikita Argunov, si presenta con un film ambizioso che, in fin dei conti, riesce a convincere solo in parte. Coma, è infatti inevitabilmente penalizzato da un ritmo mal gestito e una storia priva del mordente necessario per coinvolgere e appassionare. Dal punto di vista tecnico, è innegabile che vi sia stata riposta molta attenzione, ma, anche qui, forse sarebbe servita più intraprendenza. Nello specifico, si susseguono sequenze e immagini interessanti, che però non brillano e non riescono a differenziarsi da quanto è già stato mostrato in passato da film del genere. Di conseguenza, pur non trovandoci di fronte ad un fallimento, non posso neache promuovere Coma a pieni voti, perché sotto troppi aspetti, non riesce a superare la soglia della sufficienza, senza stupire o appassionare, con una racconto fin troppo freddo.
Punti a favore
- Finale di buon livello
- Aspetto tecnico curato
- Diversi spunti interessanti
Punti a sfavore
- Troppo derivativo
- Storia fredda e poco coinvolgente
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