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Dopo un anno di rinvii dovuti alla pandemia COVID, finalmente Black Widow di Cate Shortland arriva nelle sale cinematografiche e su Disney+ in Accesso Vip: ecco la recensione del prequel del Marvel Cinematic Universe con Scarlett Johansson
TITOLO ORIGINALE: Black Widow. GENERE: Azione. NAZIONE: Stati Uniti. REGIA: Cate Shortland. CAST: Scarlett Johansson, Florence Pugh, David Harbour, Rachel Weisz, O.T. Fagbenle, Olivier Richters, Liran Nathan, Ray Winstone, Martin Razpopov, Michelle Lee. DURATA: 133 minuti. DISTRIBUTORE: Disney. USCITA SULLA PIATTAFORMA: 09/07/2021
Black Widow, pur essendo un prequel, dà il la alla fase 4 del MCU. Dopo la lunga attesa e i numerosi rinvii possiamo finalmente riprendere da dove ci eravamo lasciati con il mondo Marvel, raccontandoci la cruciale missione a Budapest citata da Black Widow e Hawkeye nel primo Avengers e facendoci in un certo senso tornare a quella fase del MCU. Il ritmo e la scrittura si attestano ai livelli dei cinecomic dell’epoca, con una buona dose di ironia ma anche con la maturità che di recente stanno raggiungendo le serie TV spin off del MCU. L’avvicinamento dei due mondi è d’altro canto confermato dalle scene post crediti che fanno riferimento a una serie Marvel. Ma andiamo con ordine e scopriamo i pro e contro di Black Widow in questa recensione.
Trama e trailer | Recensione Black Widow
La piccola Natasha è cresciuta in Ohio, con la madre Melina, il padre Aleksei e la sorella Yelena. Questa famiglia è solo una copertura, ma è anche l’unica che lei e Yelena abbiano mai avuto, perché fin da tenera età sono state addestrate e manipolate nella “stanza rossa“, un programma segreto russo per creare supersoldati assassini. Anni dopo Natasha si trova tagliata fuori dagli Avengers ed è anzi ricercata, in seguito agli eventi di Capitan America Civil War. Inizia così una missione che riporta a casa la Vedova Nera, facendole ritrovare la madre adottiva Melina e il Red Guardian Aleksei, che sostiene di essere stato la controparte russa di Capitan America.
Scarlett Johansson veste nuovamente, probabilmente per l’ultima volta, i panni della supereroina caduta in Avengers: Endgame, per un film dall’azione incessante e spettacolare.
Un prequel alla fase 4 | Recensione Black Widow
Il Marvel Cinematic Universe è noto per fare salti in avanti o all’indietro lungo la linea temporale. Black Widow non fa eccezione e si pone in un momento antecedente agli Avengers, seppur idealmente intende colmare il vuoto tra Captain America Civil War e Infinity War. Un nuovo prequel nella saga Marvel, con lo scopo principale di introdurre un nuovo personaggio nelle vicende ambientate nel presente, Yelena Belova, sorella ideale di Natasha (che rivedremo già tra qualche mese nella miniserie Hawkeye su Disney+). Ma ovviamente nel mentre si sviluppa la storia della Vedova Nera stessa, e forse le si dà un degno addio.
Il film spiega infatti finalmente cosa fosse quella cruciale missione a Budapest che aveva coinvolto la Vedova e Hawkeye e che viene citata già nel primo Avengers. Soprattutto però dà una spiegazione al ruolo del personaggio di Scarlett Johansson, facendo capire il perché del suo inserimento nel gruppo di supereroi. Scene adrenaliniche e ben coordinate, buon montaggio e CGI, con qualità alta come lecito aspettarsi da un MCU: il film dal punto di vista tecnico è molto godibile, ma oltre all’apparenza c’è di più.
Girl Power | Recensione Black Widow
Black Widow ha infatti il merito di inserirsi nel solco dei cinecomic (non solo Marvel, come dimostranono i film su Wonder Woman) non rivolti solo a un pubblico maschile, ma tesi a essere inclusivi e al passo coi tempi. Il villain è il più maschilista immaginabile e il messaggio di emancipazione è chiarissimo. Tra l’altro viene portato avanti con naturalezza, senza giungere al l’assurdo di Endgame con tutte le eroine che si incontrano insieme sul campo di battaglia.
Black Widow era entrata nel MCU, non senza ironia, quale bella segretaria. Le spettacolari scene di combattimento e quel doppio gioco ai danni di Tony Stark hanno presto fatto capire che non sarebbe stata solo una tuta aderente. Così Scarlett Johannson è stato un punto di riferimento in una saga che, fino a quel momento, era prevelentemente maschile. Poi, con l’arrivo di Joss Whedon, il suo personaggio diventò ancora più caratterizzato e una beniamina per tutto il pubblico e per tantissime giovani spettatrici. Ed è da allora, dal 2012, che si parla di un film standalone dedicato a Vedova Nera e alla sua tormentata storia, sempre accennata ma mai affrontata.
Si tratta di un film molto atteso, sia per la genesi particolarmente complessa sia per i più recenti e continui posticipi dovuti alla pandemia. Inoltre ha il compito arduo di dare inizio alla nuova Fase del Marvel Cinematic Universe, quella che viene dopo Thanos e le Gemme dell’Infinito, quella che sembra voler dare l’addio a molti dei suoi interpreti e personaggi principali.
Conclusioni
In questa recensione di Black Widow abbiamo cercato di spiegare perché il film Marvel diretto da Cate Shortland possa essere all’altezza di tutte queste aspettative che aveva addosso. C’è però una cosa su cui non c’erano dubbi: un’attrice come la Johansson sarà difficile da sostituire, sia sullo schermo che nei cuori degli spettatori. E questo film non fa altro che dimostrarlo, fino all’ultimissima scena.
L’aggiunta di comprimari d’eccellenza, infine, non fa che rendere il tutto più godibile e divertente e permette anche di passare oltre alcune imperfezioni e un po’ di confusione, anche di montaggio e CGI, nella fase finale del film.
Punti a favore
- Scarlett Johansson, forse all'ultima apparizione
- Azione avvincente
Punti a sfavore
- Nel finale forse perde ritmo
- Il doppiaggio italiano non è tra i migliori
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