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Vi proponiamo la recensione di I morti non muoiono (The Dead Don’t Die), nuovo progetto del regista culto Jim Jarmusch che ha l’onore di fare da film di apertura del Festival di Cannes 2019: un film spiazzante, che ad alcuni sembrerà un gioiello e ad altri farà storcere il naso
TITOLO ORIGINALE: The Dead Don’t Die. GENERE: Commedia, Horror. NAZIONE: USA. REGIA: Jim Jarmusch. CAST: Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Iggy Pop, Sara Driver, RZA, Selena Gomez, Carol Kane, Tom Waits. DURATA: 103 minuti. DISTRIBUTORE: Universal Pictures. USCITA: 13/06/2019.
L’abuso spropositato delle risorse del pianeta ha provocato la frattura della calotta polare e lo spostamento dell’asse terrestre. Il fracking dei poli (lo cercherete su Google dopo aver visto il film) comporta un cambiamento irreversibile del ciclo giorno/notte, una schizofrenia acuta degli animali e, ben più sconcertante, il risveglio dei morti dal riposo eterno. A Centerville, “davver un bel posto” (come recita il cartello di benvenuto nella città) da qualche parte in Ohio, l’apocalisse zombie rischia di eliminare tutti. A difendere l’ordine ci sono soltanto Cliff Robertson (Bill Murray), capo della polizia, Mindy Morrison (Chloë Sevigny), agente fifona che vorrebbe soltanto fuggire e Ronnie Peterson (Adam Driver), che sembra sapere tutto di zombie. Ben più minacciosa per gli zombie è Zelda Wiston (Tilda Swinton), impresaria di pompe funebri e virtuosa della katana. Però le speranze sembrano poche per tutti, a meno di non essere di un altro mondo…
Sei anni dopo aver immaginato dei vampiri decadenti e misantropi (Solo gli amanti sopravvivono), Jim Jarmusch realizza un’altra commedia horror con sfumature di documentario sul mondo contemporaneo. Un mondo stanco e corroso dal consumismo. Commedia divertente, folle, stravagante, in cui non mancano momenti autenticamente horror, I morti non muoiono forse non passerà alla storia ma ha decisamente motivi per lasciarsi guardare.
Messaggio ambientalista in salsa pop | Recensione I morti non muoiono
La trama di I morti non muoiono è essenziale: in una pacifica cittadina di 738 anime i morti si risvegliano in cerca di carne umana. Come nei più celebri film di Romero, l’escalation di violenza appare inevitabile. Questo però per Jim Jarmusch è un mero espediente, dietro il quale nascondere (o meglio mostrare apertamente) una critica sociale e un messaggio politico ben preciso. Mentre le compagnie petrolifere si affannano a tranquillizzare sugli effetti del fracking, avallate da un governo ignorantemente anti-ambientalista, il danno è fatto. Talmente raggiunto è il punto di non ritorno nell’inquinamento che le teste degli zombie non esplodono, come nella migliore tradizione splatter, ma emettono fumo nero.
Alla (lunga) luce del sole si mostra anche la quantità industriale di citazioni pop. Pure in questo caso l’ammiccamento verso lo spettatore è fin troppo palese. Alcune gag sembrano svogliate, quasi a voler comprire un vuoto contenutistico di fondo. Però guardando il complesso della pellicola si deve concludere che c’è molto di puramente esilarante in questo film. Il sottile dettaglio del portachiavi di Adam Driver, alias Kylo Ren, a forma di Star Destroyer ha del geniale.
La fama di Jim Jarmusch, inoltre, gli ha permesso di avere un impressionante parco di attori e guest a sua disposizione. Il cast di I morti non muoiono è da sogno, ogni appassionato di cinema vedrà qualche volto amato. Anche in questo caso non mancano criticità. In molti ottengono troppo poco spazio, alcuni dialoghi sembrano svogliati e forzati, alcune scelte di casting sono discutibili. Però, anche in questo caso, non mancano momenti geniali.
Un cast stellare | Recensione I morti non muoiono
I (brevi) dialoghi tra Bill Murray e Adam Driver sono la cosa migliore del film. Il decano del cinema gioca per sottrazione, rendendo una performance volutamente asettica che va in un crescendo proprio quando le cose precipitano. Il giovane e talentuoso attore di Star Wars, poi, riesce a trasformare ogni scena in una gag grazie alla sua fisicità, la sua voce profonda e il suo modo di fare rilassato. Poi c’è Tilda Swinton. Chiamata a interpretare un personaggio talmente eccentrico e alieno da esserlo, si prende in giro divertendosi e divertendo. In lei qualche fan di The Walking Dead potrà rivedere Michonne.
Sul tappeto rosso de I morti non muoiono sfilano anche Steve Buscemi, Danny Glover o Caleb Landry Jones, che tuttavia finiscono con l’essere poco più che piacevoli comparse. Non mancano, poi, protagonisti giovani e belli (Selena Gomez è la più rappresentativa), in linea con i crismi del genere. Vorrebbero scampare al disastro creato dalle generazioni precedenti, ma pigramente, e di conseguenza fanno una fine nefasta, ma strana al punto giusto (il che, ancora una volta, spiazza ma diverte). Eccellenti anche i camei zombieschi di Carol Kane e soprattutto dell’autoironico Iggy Pop, che da morto è semplicemente uguale a se stesso.
Oltre la quarta parete | Recensione I morti non muoiono
Il collante forte, autentico, dell’intero film è l’elemento meta. Il fatto che dall’inizio alla fine del film ci sia solo una canzone ricorrente (appunto, come nel titlolo del film, The Dead Don’t Die di Sturgill Simpson) viene spiegato da Driver. Lo stesso attore interagisce spesso con il pubblico, spiegando infine in modo esilarante il motivo della consapevolezza su ciò che succede. L’autentico narrante è però Tom Waits, eremita rifugiatosi dalla vita mondana nei boschi. Come dichiarazione di denuncia finale verso il consumismo, è il solo autorizzato a osservare la catastrofe senza esserne travolto.
Ciò che più interpella lo spettatore, però, è l’incisivo sottotesto politico. C’è uno sguardo su un’America in cui ha scampo solo chi rifiuta tutto, mentre gli zombie restano schiavi del consumismo anche da cadaveri. Invece di bramare cervelli, cercano disperatamente il wi-fi, lo chardonnay o il caffè, i giocattoli o gli antidepressivi.
Interessante, ma…
Su un pianeta dove tutto è fottuto, Jim Jarmusch gioca con l’ironia irresistibile ma non dimentica la denuncia. I morti non muoiono è pieno di omaggi cinefili e battute geniali. Il problema è che non sempre il ritmo è adeguato. Gli attori prendono sul serio il gioco di questa horror-comedy, ma si fa fatica ad entrare nell’ottica del film, e si resta un po’ delusi dal finale. Film interessante, ma non certo una pietra miliare.
Punti a favore
- Molte interazioni del cast
- L'autoironia
Punti a sfavore
- L'inizio e la fine, un po' approssimativi
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Alex
21 Giugno 2019 alle 1:00Rispetto il tuo commento….ma sto film fa veramente veramente cagare…..