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In questa nuova puntata di Anime Breakfast andiamo ad analizzare, con una breve recensione, i primi episodi di Dragon Ball Daima, la nuova serie del maestro Akira Toriyama
Parlare di Dragon Ball Daima è un vero e proprio colpo al cuore, per due fattori distinti. Il primo riguarda principalmente la nostalgia: chi, come chi vi scrive, è nato e vissuto negli anni ‘90, non può non emozionarsi ogni volta che viene annunciato qualsiasi cosa riguardi il franchise, che sia un videogioco o una nuova serie anime. D’altro canto, ad accentuare questo senso agrodolce di un passato ormai troppo distante (siamo ormai vecchi, cadenti, trentenni), c’è anche la recente scomparsa del compianto maestro Akira Toriyama. E dicevamo, dunque, che parlare di Dragon Ball Daima non sarà semplice, emotivamente parlando, ma abbiamo deciso di analizzare con voi i primi episodi in questa recensione. Ah sì, benvenuti nella nuova puntata di Anime Breakfast!
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Jaka Jaan! | Dragon Ball Daima: la recensione dei primi episodi
Daima si inserisce a gamba tesissima in Dragon Ball Z e va a creare un nuovo arco narrativo subito dopo quello di Majin Bu. Per la precisione un anno dopo la sconfitta di Super Bu e la “conversione” del Majin Bu grasso in essere buono e puro, i nostri eroi sono tornati a vivere una parvenza di normalità sulla Terra. Nel Regno Demoniaco, invece, dopo la caduta di Darbula è salito al trono il piccolo e malefico re Gomah, affiancato da quello che scopriremo presto essere il fratello di Kayoshin, Degesu.
Ripercorrendo le battaglie svoltesi l’anno prima, Gomah si rende conto che, nel suo voler diventare sovrano assoluto di qualsiasi regno, Goku e i suoi compagni potrebbero essere un grande ostacolo, specialmente considerando quanto sono effettivamente forti. Spaventato dall’eventualità, parte insieme a Degesu e a un vecchio namecciano, Neva, raggiunge il pianeta Terra con un solo scopo: raccogliere le sfere del drago terrene ed esaudire un malefico desiderio. Quale? Ovviamente l’intero pretesto narrativo su cui si basa Dragon Ball Daima: trasformare Goku e compagnia combattente in bambini (e i bambini, come Trunks e Goten, in neonati), così da poter potenzialmente annullarne l’incredibile forza. Sì, come no.
Dragon Ball GT sei tu? | Dragon Ball Daima: la recensione dei primi episodi
Questo è l’assunto narrativo da cui parte Dragon Ball Daima, che ricorda ovviamente quanto avevamo già visto ai tempi con il bistrattato Dragon Ball GT. Già dai primi episodi, e al momento della scrittura di questa recensione ne sono usciti sei su Crunchyroll, è innegabile che Daima faccia respirare un’aria di nostalgia che non tutti potranno davvero apprezzare. Le situazioni mostrate a schermo saranno perlopiù riconoscibili dai fan di vecchia data, e non ci sono, attualmente, guizzi particolarmente interessanti. Ci siamo però chiesti: è davvero un difetto?
È quantomai indubbio che Dragon Ball Daima sia un prodotto indirizzato a due tipi di utenti: gli amanti dei battle shonen beceri e i fan di vecchia data del franchise. Non punta ad essere una serie d’elite, tantomeno ad innalzare alcuna asticella nel genere. Dragon Ball Daima non è assolutamente pretenziosa e dimostra benissimo sia quanto il mondo di Akira Toriyama sia ancora apprezzato ed apprezzabile, nonostante i tanti anni passati dalle prime serie, sia quanto sia realmente potenzialmente infinito.
Bim Bum Bam | Dragon Ball Daima: la recensione dei primi episodi
Ed è anche innegabile che Daima cerchi di strizzare l’occhio a quanti sono cresciuti a pane e Bim Bum Bam, nei primi anni ‘90, con tanto di ritorno del bastone Nyoi, per dire. E sì, vogliamo anche la nuvola Speedy, prima o poi lo sappiamo benissimo che apparirà per tornare a farci sognare. Ha quindi senso dire che Dragon Ball Daima non apporta nulla di nuovo? Tecnicamente è una critica ragionevole, perché è esattamente quello che (non) sta facendo. Semplicemente, tendiamo a non considerarlo un vero e proprio difetto, anche perché, detto fra i denti, non ci aspettavamo nulla di diverso da un arco narrativo retcon inserito ad anni di distanza dalla serie originale. Vogliamo solo che sia divertente e accattivante, e per ora lo è. E anche tanto!
Dragon Ball Daima è stato prodotto ed animato sempre da Toei Animation e, nonostante lo stile sia rimasto praticamente invariato (e ci mancherebbe altro), la pulizia dell’immagine e la qualità delle animazioni hanno raggiunto livelli ancora superiori rispetto a Dragon Ball Super. Il design è rimasto quello del compianto maestro Akira Toriyama, che, ancora in vita, aveva seguito quello dei personaggi e dei veicoli, suo eterno grande amore. Nulla da dire sotto questo punto di vista, come non abbiamo nulla da dire sulla OST, sempre in linea con il franchise e con tracce che continuiamo a canticchiare a distanza di ore dalla visione dell’episodio settimanale.
Un omaggio
Insomma, siamo giunti alla chiusura di questa veloce recensione di Dragon Ball Daima. Se siete fan della prima ora del franchise di Akira Toriyama, non potete lasciarvi sfuggire questo grande ritorno alle origini. A distanza di mesi dalla morte del maestro, possiamo anche vedere questa serie come un ultimo grande omaggio ad un uomo che ha saputo dare nuove fondamenta ad un genere che, dopo di lui, è stato completamente rivoluzionato. Non ascoltate chi vi dice che Daima non racconta nulla di nuovo. Perché è esattamente così, ma non c’è nulla di sbagliato.
Potete recuperare gli episodi attualmente usciti in simulcast di Dragon Ball Daima direttamente dal catalogo di Crunchyroll, vi lasciamo il link diretto qua sotto. Fateci sapere che cosa ne pensate qua sotto nei commenti e restate sintonizzati con noi di tuttotek.it per tutte le news sul mondo del cinema e delle serie TV! E se siete appassionati di animazione giapponese, vi consigliamo di dare un’occhiata alla nostra tematica rubrica settimanale Anime Breakfast: qui la lista degli episodi!
Punti a favore
- È sempre e comunque Dragon Ball
- Un concentrato di sentimenti e nostalgia
- Tecnicamente molto valido
Punti a sfavore
- Scontato nell'incipit
- È pur sempre un retcon
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