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Spider-Man esce ufficialmente questo autunno su PS4 e si prospetta un grande gioco: ma lo sappiamo, “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”
Quando ci ritroviamo ad acquistare un videogame lo facciamo ogni volta per un motivo specifico. È sempre qualcosa di preciso che ci fa arrivare a dire: “Okay, lo compro”. Un FPS ci può colpire per la riproduzione realistica degli armamenti, un puzzle-game ci convince con la propria atmosfera filosofeggiante, o un GDR ci strega con l’elaborato sistema di potenziamenti. È quel “qualcosa” che ci tocca dentro. Alle volte è una caratteristica che sarà amata da molti, altre volte si tratta di un elemento che molti non ritengono fondamentale.
In questi ultimi giorni si è parlato molto di Spider-Man per PlayStation 4: ora vorrei dirvi perché io non vedo l’ora di giocarci.
Spider-Man: i primi ricordi
In generale io non sono mai stato uno di quei ragazzi che amavano i supereroi. Ricordo che ero appassionato delle Tartarughe Ninja, sicuramente grazie al cartone animato. Anche di Spider-Man esisteva il cartone animato e io ne ero un piccolo fan: da giovane, in verità, guardavo anime e cartoon in maniera abbastanza casuale ma quelli di Spider-Man mi sono sicuramente rimasti dentro. Mi vestii almeno una volta come Spider-Man a carnevale (chi non l’ha fatto?) e ricordo che avevo un giocattolo con le ventose alle mani (che odiavo).
Spider-Man fa parte di me, quindi, da tanto tempo: non in maniera realmente profonda (non sono mai stato un lettore di fumetti) ma vi sono legato molto più di altri supereroi. Però non è questo legame che veramente mi spinge a dire: “Okay, lo compro”.
Spider-Man: dite ciao a inFamous
Per arrivare al vero motivo per cui questo Spider-Man è il gioco giusto per me, voglio passare da un’altra saga legata al mondo dei supereroi: inFamous.
inFamous è un TPS sandbox sviluppato da Sucker Punch e uscito su PlayStation 3 nel 2009. La saga ha visto l’arrivo di un secondo capitolo, sempre su PS3, con lo stesso protagonista (Cole MacGrath) e un cambio di setting. I due giochi sono abbastanza simili e, volendo banalizzare al massimo il discorso, possiamo dire che inFamous 2 è una versione più dinamica del primo gioco.
Successivamente è arrivato, su PS4, inFAMOUS Second Son: Cole lascia posto a Delsin Rowe. Se nei primi due giochi i setting erano città immaginarie (la prima ispirata a New York, la seconda a New Orleans), in Second Son l’ambientazione diventa realistica: Seattle. Il realismo è permesso anche dal nuovo livello tecnico raggiunto con quest’opera: Seattle e i poteri di Delsin sono bellissimi da vedere. Il gioco è ancora più veloce rispetto ai “genitori” e ne ristruttura un po’ le regole da sandbox.
Dopo Second Son, Sucker Punch rilascia sempre su PS4 un’espansione stand alone, First Light, in cui interpretiamo uno dei personaggi secondari del gioco principale. FS è un prequel ma riutilizza il setting, la struttura di gioco e alcuni poteri di SS, proponendone solo un’evoluzione.
Di gioco in gioco inFamous muta, come è naturale, senza però stravolgere mai la propria natura, come è ancora più naturale. Dove possiamo trovare un punto comune? Soprattutto, dove possiamo trovare un collegamento tra inFamous e Spider-Man? La gravità.
Spider-Man (PS4): sì, la gravità
Mi piacerebbe sapere quanti hanno pensato a questa risposta prima di leggerla.
Nella vita reale io ho un rispettoso sospetto nei confronti delle altezze: non soffro di vertigini, ma non sento nemmeno la necessità di sporgermi dal cornicione di un grattacielo. Nei videogame invece… una delle cose che più adoro è lanciarmi dalle altezze. inFamous me lo fa fare. Nei primi due giochi, addirittura, si poteva eseguire un attacco in caduta molto potente (nerfato nei successivi per validi motivi) e quindi il giocatore era incentivato a scalare gli edifici e a sfruttare le altezze anche nel caso in cui i combattimenti stessero avendo luogo sul manto stradale.
In Second Son (e quindi anche in First Light) i personaggi diventano molto più mobili di Cole: posso addirittura correre in verticale lungo i muri ed eseguire dei lunghissimi salti. La città diventa un luna-park in cui saltellare, correre e cadere nel vuoto all’infinito.
In generale, le capacità di movimento nei videogame sono il mio feticcio. Saltare, arrampicarsi, rimbalzare sui muri, planare. Adoro (cit.).
A questo punto credo avrete capito perché non vedo l’ora di avere tra le mani l’Arrampicamuri. Io ricordo con estremo piacere persino The Amazing Spider-Man su PS3, non esattamente il miglior gioco di quegli anni. Non oso immaginare quanto godrò quando ondeggerò nella Manhattan di Insomniac Games.
E voi, avete mai desiderato giocare a qualcosa per un motivo un po’ strano? Ditecelo nei commenti.






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