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Arriva a conclusione una delle serie targate The Legend of Heroes, scopriamo con questa nostra recensione come Nihon Falcom ha dipinto la fine delle vicende della Classe VII in Trails of Cold Steel IV
Gli appassionati di giochi di ruolo di stampo giapponese avranno almeno una volta sentito parlare di The Legend of Heroes. Non chiunque avrà giocato almeno un capitolo della serie, considerando quanto sia poco permissiva in “ingresso” per i nuovi fan e l’elevatissimo numero di capitoli principali e spin off. È però indubbio che se siete amanti dei combattimenti a turni, delle statistiche e dell’infinita possibilità di personalizzazione, la serie di Nihon Falcom è sicuramente incappata sulla vostra strada. Non sappiamo poi se siete caduti nel suo profondo baratro di trame, sottotrame, collegamenti e capitoli secondari. In tal caso, felici di avervi catturati con questo articolo.
The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV arriva in terre occidentali a ben due anni di distanza dalla sua release in Giappone ed è il capitolo finale della tetralogia di Trails of Cold Steel, una sottoserie di The Legend of Heroes. La serie di Nihon Falcom ha sempre riscosso un ben più che discreto successo in madrepatria, un po’ meno in occidente considerando quanto sia sempre stata di nicchia. L’egregio lavoro svolto nell’adattamento e nella trasposizione per il mondo occidentale svolto da Nis America nel corso del tempo, però, ha esteso i confini di The Legend of Heroes a terre che mai Nihon Falcom avrebbe potuto pensare di esplorare. Benvenuti alla recensione di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV.
Dedicato agli appassionati
Partiamo con una doverosa, seppur banale se conoscete la serie, premessa: sconsigliamo caldamente Trails of Cold Steel IV ai neofiti della serie. Questo perché, sin dall’inizio, verrete gettati nel bel mezzo di una situazione che, se non avrete giocato almeno Trails of Cold Steel III, risulterà totalmente estranea. Non ci sono preamboli narrativi, non c’è una vera e propria presentazione dei personaggi (tranne che per i loro nomi, una scelta volta ad aiutare chi già conosce la serie a rimettere in ordine le idee). L’inizio in medias res è altamente utile a creare un clima teso e da subito appagante, questo è certo, ma scoraggerà i neofiti e chiunque abbia la memoria molto corta.
Ci ritroviamo a due settimane dal finale di Trails of Cold Steel III. Rean, l’eroe della classe VII, alla fine dello scontro titanico avvenuto alla fine del prequel è stato catturato e rinchiuso in una cella. L’antagonista principale della serie di Trails of Cold Steel, Giliath Osborne, si sta preparando a portare la guerra su tutto il mondo di Erebonia, avvicinandolo così all’orlo della distruzione completa. Ci ritroveremo quindi nuovamente al comando dei nostri eroi di Crossbell, con l’unico obiettivo di salvare Rean e il mondo intero. Semplice ed efficace.
Un nuovo inizio? – Recensione The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
Non tanto semplice, invece, è lo svolgimento della trama di Trails of Cold Steel IV, che si dirama lungo i cinque lunghissimi (un totale di quasi 100 ore!) capitoli in cui verranno chiuse praticamente tutte le sottotrame generatisi nei titoli precedenti. La complessità, però, non è un difetto nel titolo di Nihon Falcom. Gli appassionati della serie troveranno ogni elemento tipico della serie, che riesce a mescolare momenti emozionanti a battaglie shonen entusiasmanti, con personaggi di una certa caratura e, a nostro dire, davvero indimenticabili.
Non vogliamo parlare ulteriormente di trama e sceneggiatura per due motivi. Il primo è che sarebbe inutilmente complicato sciorinare eventi, situazioni e contesti di Trails of Cold Steel IV e non apporterebbe nulla di più a questa recensione. Il secondo, più semplice, è che questo articolo è dedicato a chi conosce la serie e ne ha seguito i passi finora. Rischieremmo quindi di farvi incappare in spoiler non desiderati e che rovinerebbero il bellissimo cappello finale che Nihon Falcom ha messo sulla serie di Cold Steel. Che poi attenzione, questo è il capitolo finale della Cold Steel Series, ma l’azienda ha già annunciato l’arrivo di una nuova sottotrama, Trails of Creation, quindi non pensate che finisca qua!
No news, good news – Recensione The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
A livello di mero gameplay, Trails of Cold Steel IV riprende a piene mani il capitolo precedente, apportando qualche piccola modifica al bilanciamento dei nemici. Tornano quindi tutte le caratteristiche che i fan già conoscevano, fra Arts, Craft e S-Craft, nonché il Break System dei nemici e i Brave Order, quest’ultimi leggermente rimaneggiati e resi meno “rompibili” da specifiche abilità di alcuni personaggi, davvero sbilanciati in Trails of Cold Steel III. Entrambi i sistemi sono stati rimaneggiati da Nihon, rendendoli quindi meno abusabili, seppur rimangano estremamente inutili.
In Trails of Cold Steel IV, inoltre, avremo a disposizione una quantità di personaggi giocabili praticamente infinita. La scelta di renderli però utilizzabili a rotazione (tranne che nelle fasi finali di gioco), quindi a piccoli gruppi, è un’arma a doppio taglio per il giocatore. Se da un lato abbiamo una varietà praticamente eterna nei combattimenti, rendendoli mai statici nel corso del tempo, dall’altro far crescere il party in modo congruo e sensato rispetto alle abilità individuali diventa estremamente complicato man mano che si prosegue nella storia.
Gotta go fast! – Recensione The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
È pur vero che nella release occidentale di Trails of Cold Steel IV è stata resa disponibile la modalità Turbo, che accoppiata a quella Automatica, velocizza gli scontri e diminuisce il tedio del grinding per oggetti e denaro in-game. Una maggiore attenzione alla gestione dei party, però, l’avremmo preferita. Specialmente perché la scelta di aumentare il cast di personaggi disponibili fino a questo livello è stata davvero coraggiosa ed apprezzabile.
Anche dal punto di vista tecnico, Trails of Cold Steel IV ha praticamente ripreso a piene mani il capitolo precedente della serie. L’utilizzo dello stesso motore grafico e la mancanza di budget (vi ricordiamo che Nihon Falcom è un piccolissimo studio) non hanno apportato migliorie grafiche di alcun tipo al nuovo capitolo, fatto salvo per qualche effetto di luce migliorato e una generale migliore resa della palette di colori. Abbiamo effettuato la prova di Trails of Cold Steel IV su una PlayStation 4 Pro e non c’è stato alcun tipo di magagna tecnica. Niente bug, glitch e (ovviamente) cali di frame rate, quindi da questo punto di vista potete stare ben tranquilli.
Una gioia per le orecchie! – Recensione The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
Menzione d’onore all’accompagnamento sonoro. La soundtrack di Trails of Cold Steel IV è praticamente perfetta e ogni traccia fa da sfondo a ciascun momento, tragico, leggero o drammatico che sia. Una gioia che viene ancor più enfatizzata se giocate Trails of Cold Steel IV in cuffia, quindi attrezzatevi. Per quel che riguarda il doppiaggio, abbiamo provato il titolo sia utilizzando quello inglese sia quello originale giapponese. Dobbiamo ammettere l’assoluta superiorità di quest’ultimo, purtroppo, in quanto quello anglofono risulta essere piuttosto imbarazzante in diversi punti, con accostamenti non proprio azzeccati e una recitazione che ha grossi scivoloni verso il basso. Il doppiaggio originale, invece, è impeccabile. D’altronde, però, non ci aspettavamo nulla di diverso da Nihon Falcom.
Concludiamo
The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV è il cappello finale che Nihon Falcom ha donato agli appassionati della serie di Cold Steel, chiudendola completamente e in modo arguto e impeccabile. Sicuramente il JRPG non è un titolo adatto ai neofiti della serie, che si ritroveranno spaesati e confusi dalla mancanza di qualsiasi introduzione a trama e personaggi. Se invece siete conoscitori della serie e volete un ottimo gioco di ruolo a turni, con meccaniche rodate e lievemente aggiustate rispetto al precedente, potete tranquillamente prendere il pad in mano e gettarvi di nuovo, e per l’ultima volta, nel mondo di Erebonia. Ricordatevi le cuffie.
Punti a favore
- Una chiusura perfetta per la serie di Cold Steel
- Gameplay rodato e soddisfacente
- Cast di personaggi praticamente infinito
- Trame e sottotrame chiuse magistralmente
- Colonna sonora da brividi
Punti a sfavore
- Doppiaggio inglese imbarazzante
- Gestione del party difficoltosa
- Tecnicamente arretrato










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