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Con questa recensione di Stygian: Reign of the Old Ones faremo luce su questo oscuro titolo. Se siete degli amanti dei giochi dalle atmosfere lovecraftiane ma avete ancora dei dubbi su quest’opera, qui troverete le risposte alle vostre domande
Stygian è un gioco di ruolo con combattimenti tattici a turni e una fortissima componente narrativa. Il nostro obiettivo sarà quello di rintracciare il misterioso “Dismal Man”, una figura tetra che sembra essere a conoscenza del segreto che ha fatto sprofondare Arkham nell’abisso. Per riuscire nel nostro intento dovremo ottenere informazioni e sopravvivere alle minacce, umane e non, che infestano la città, ma soprattutto dovremo cercare di restare sani di mente.
Il mondo di gioco
Il titolo di Cultic Games è ambientato nell’universo dei romanzi di H. P. Lovecraft. L’autore, per chi non lo conoscesse, nei suoi libri tratta di incomprensibili entità extraplanari che abitano la terra e le stelle da eoni, ben prima della nascita dell’uomo. Queste creature sono spesso venerate da culti e influenzano le menti degli esseri umani per i propri scopi, spingendoli alla follia. All’interno del gioco sarà possibile trovare innumerevoli riferimenti ai lavori di Lovecraft sin dai primi minuti: Cthulhu, Obed Marsh, i Mi-go, il Weird Tales Magazine e chi più ne ha più ne metta.
Il gioco è ambientato proprio ad Arkham, la famosa città sede della Miskatonic University che, in seguito a un misterioso evento noto come Black Day, è stata interamente trasportata in una sorta di dimensione parallela. La città è in rovina e il potere è stato preso in mano dalla mafia, che governa la città con il pugno di ferro e vive nel lusso mentre i cittadini muoiono di fame. Oltre alla mafia esiste un’altra grande potenza ad Arkham, il culto di Cthulhu, un gruppo di fanatici che venera i Grandi Antichi praticando sacrifici umani e rituali oscuri.
Partorito da una mente malata? – Recensione Stygian: Reign of the Old Ones
Lo stile artistico del gioco riesce a risaltare alla perfezione l’atmosfera delle storie di Lovecraft. Il mondo di gioco è interamente disegnato a mano, in modo da far sembrare gli scenari da incubo che ci troveremo davanti appena usciti dagli schizzi di un folle; una scelta molto azzeccata per rappresentare degli scenari lovecraftiani. Anche il comparto audio è molto valido, con musiche piacevoli e suoni ambientali immersivi. L’unica pecca si ha nelle animazioni, che possono risultare legnose ed eccessivamente semplici.
È tempo di ruolare – Recensione Stygian: Reign of the Old Ones
In un gioco di questo tipo dove il roleplay è fondamentale, la creazione del personaggio rappresenta un elemento importantissimo. Subito dopo aver scelto il sesso del nostro protagonista dovremo decidere la sua età, che influirà sulle nostre caratteristiche fisiche e mentali. Sono disponibili otto professioni specializzate in diverse abilità, ad esempio l’investigatore sarà molto abile nelle investigazioni mentre l’occultista sarà capace di comprendere il sovrannaturale. Ogni classe potrà anche scegliere fra quattro diversi background, che andranno a modificare le caratteristiche base oppure elementi aggiuntivi come denaro e bellezza.
Nel gioco sarà anche possibile scegliere fra sei scuole di pensiero, in grado di influenzare il modo in cui ruoliamo il nostro personaggio. Un personaggio scientifico trarrà maggior beneficio dall’agire in modo razionale, mentre un materialista cercherà sempre un guadagno personale. Questo Belief System ci permetterà di immedesimarci ancora di più nel nostro personaggio, aiutandoci a mantenere coerenza fra le sue azioni.
Sanità mentale e follia – Recensione Stygian: Reign of the Old Ones
Con i numerosi orrori cosmici che popolano il mondo di Stygian, la salute mentale del nostro personaggio sarà sempre a rischio. La sanità mentale può essere ridotta da avvenimenti inquietanti, attacchi dei nemici oppure può essere spesa per praticare le arti oscure. È possibile trovare un po’ di sollievo per la mente riposando, oppure leggendo un libro, ma se questo non dovesse bastare si può sempre ricorrere all’assunzione di alcol e droghe, al rischio però di diventarne dipendente. Se la nostra sanità dovesse calare troppo, si rischierà di incorrere in terribili afflizioni come la schizofrenia o la psicopatia. Queste alterazioni causeranno effetti vari come allucinazioni o scatti d’ira, ma il problema più grande si avrà durante i dialoghi. Se si è affetti da una di queste condizioni alcune opzioni di dialogo verranno sostituite da frasi deliranti, che avranno effetti diversi sulle conversazioni.
Se i nostri punti sanità scenderanno a zero fuori dal combattimento, inizieremo a guadagnare punti ANGST (angoscia). Questi punti si accumulano ogni volta che si assiste ad eventi particolarmente angoscianti e al termine dei combattimenti. Una volta ottenuti abbastanza punti il nostro livello ANGST salirà, obbligandoci a scegliere dei malus permanenti per il nostro pg. Questi effetti negativi possono variare dalla riduzione di statistiche, fino ad una perdita maggiore di sanità mentale in base a certe scelte o azioni.
Dialoghi e roleplay – Recensione Stygian: Reign of the Old Ones
La componente principale di Stygian: Reign of the Old Ones sono proprio i dialoghi e durante il gioco passeremo buona parte del tempo a leggerli. Le conversazioni fra i personaggi sono scritte molto bene, riescono a immergere completamente nella storia e variano a seconda di molti fattori. L’aspetto più valido del titolo è proprio la grande possibilità di scelta che si ha durante una conversazione. Sarà possibile dire cose diverse a seconda del proprio sesso, stato mentale, classe, background e abilità. Addirittura in alcuni casi è possibile formulare la stessa frase con convinzione oppure mentendo, un dettaglio importante per interpretare al meglio il proprio pg, ma che spesso viene tralasciato in questo tipo di giochi. A sottolineare ancora di più l’importanza dei dialoghi, c’è il fatto che spesso è possibile arrivare ad un game over anche facendo delle scelte di dialogo sbagliate e non solo venendo sconfitti in combattimento.
Forza, combattiamo – Recensione Stygian: Reign of the Old Ones
I combattimenti a turni di Stygian sono molto semplici, e ricordano quelli di Heroes of Might and Magic . Durante gli scontri utilizzeremo il nostro protagonista più altri due compagni che potremo incontrare durante il gioco. Una volta in combattimento, i turni di personaggi e nemici verranno decisi in base al valore della statistica di reazione e potranno muoversi, attaccare o eseguire altre azioni in base ai loro Action Point. Oltre ad armi bianche e armi da fuoco, se si posseggono i personaggi adatti si potrà anche fare uso della magia nera.
La magia viene utilizzata al costo non solo di AP (punti azione) ma anche di SP (punti sanità) e spesso di altre componenti materiali. Questi incantesimi sono molto utili ma vanno utilizzati con cautela per evitare di affaticare troppo la psiche dell’incantatore. In combattimento è possibile terminare il proprio turno in anticipo e convertire i restanti AP in bonus alla difesa oppure alla precisione, ma è anche possibile scappare in caso la situazione diventasse troppo pericolosa. Questi elementi di gameplay però dopo poco tempo iniziano a diventare ripetitivi e a lungo termine rischiano di annoiare i giocatori, che si ritroveranno a ripetere spesso la stessa strategia.
Qualche difetto di troppo – Recensione Stygian: Reign of the Old Ones
Stygian: Reign of the Old Ones è un gioco molto leggero, ma purtroppo abbiamo riscontrato vari bug durante la nostra prova. Ad esempio a volte era impossibile riunirsi con i compagni dopo essersi separati, mentre altre volte le loro armi sparivano. In alcuni casi durante l’avventura, capitava che alcuni prompt di gioco si buggassero impedendoci di interagire con loro utilizzando il mouse. Inizialmente questo problema capitava raramente e poteva essere risolto facilmente riavviando il gioco, ma andando avanti è peggiorato sempre di più. Addirittura nelle fasi di gioco finali il bug era diventato talmente grave da presentarsi ogni volta che si provasse ad utilizzare un oggetto dall’inventario oppure un’abilità in combattimento, andando addirittura a bloccare le interazioni con il menù del gioco impedendoci di uscire normalmente.
Tiriamo le somme
Nonostante l’impeccabile comparto narrativo e le numerose scelte di roleplay, Stygian: Reign of the Old Ones pecca molto per quanto riguarda i combattimenti. Nonostante ci siano alcuni elementi in grado di donare varietà, i combattimenti non richiederanno particolari strategie e potranno essere affrontati tutti allo stesso modo. Sfortunatamente la nostra prova è stata condita da numerosi bug, che hanno danneggiato non poco l’esperienza. Se siete dei grandi amanti di Lovecraft e vi piacciono i giochi con una forte componente narrativa questo titolo è quello che fa per voi, ma forse prima di prenderlo vi conviene attendere che vengano fixati tutti i vari bug che lo affliggono.
Stygian: Reign of the Old Ones è disponibile da oggi 26 settembre su PC. Se avete trovato utile questa recensione e volete restare aggiornati su tutte le novità riguardanti questo titolo e tanto altro, continuate a seguirci qui su tuttoteK.
Punti a favore
- Ampie possibilità di roleplay
- Ottima scrittura
- Innumerevoli elementi lovecraftiani
Punti a sfavore
- Combattimenti poco vari
- Presenta bug gravi











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