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La recensione di Ori And The Blind Forest, un platform molto profondo. Che si parli di meccaniche o puramente di storia, non ha nulla da invidiare a titoli di diversa natura
Quando si parla di platform i titoli che vengono subito in mente sono i grandi classici Nintendo come Super Mario o Donkey Kong e, se ci spostiamo sulle altre piattaforme, come non citare Rayman e Tomby. Insomma titoli senza dubbio validi, divertenti e ricercati ma che hanno come “unico comune denominatore” la leggerezza. ovviamente un titolo “leggero” non è un cattivo titolo, è semplicemente facilmente assimilabile e non certo dotato di una trama ricca di colpi di scena o di stravolgimenti (insomma è vent’anni che si va di castello in castello a cercare Peach). Ori And The Blind Forest è tutto quello che un platform dovrebbe essere ma è anche forte di una trama profonda, triste e intrinseca di emozioni, capaci di far scogliere anche il più gelido dei giocatori.
In titoli di questo stampo la trama è spesso sottovalutata, si offre un pretesto al giocatore per continuare ad avanzare: il salvataggio di una principessa o il nostro mondo minacciato dal cattivo di turno. Ori è diverso anche sotto questo aspetto
Ori And The Blind Forest vanta una trama di tutto rispetto che viene snocciolata con una narrazione fuori campo, in grado di aggiungere un tocco di mistero e profondità che sa fare breccia nelle emozioni di ogni giocatore. Ori è uno spirito guardiano della foresta allontanato dal suo habitat da una forte tormenta, il piccolo viene raccolto da uno strano essere che lo accudisce e i due crescono come madre e figlio e, il loro legame, sembra quanto di più sincero e bello ci possa essere in natura. Purtroppo dopo l’ennesima disgrazia Ori si ritrova solo di nuovo orfano e senza speranza, il gioco inizia così e la storia si arricchisce di dettagli durante il nostro percorso. Come detto prima in genere i plattform non vantano una trama articolata, Ori And The Blind Forest a differenza tratta argomenti maturi e lo fa in maniera eccelsa.
Non voglio darvi altre informazioni sulla trama, quello che avete appena letto fa parte del prologo. Lascio a voi la dolce o amara sorpresa dei fatti che ne susseguono.
Anche se non fondamentale in un gioco di questo stampo, l’aspetto grafico influisce in maniera netta e decisa nel mondo disegnato da Moon Studios con effetti di luce e fondali indimenticabili
In un platform l’aspetto grafico spesso passa in secondo piano per lasciare spazio al level design e alla cura delle mappe, in Ori tutto questo non accade, o meglio rimangono forti le radici della tipologia di gioco. Le porzioni di mappa sono studiate nei minimi dettagli ma la resa grafica è eccelsa con degli effetti di luce a dir poco spettacolari, i colori che disegnano il mondo della foresta sono in continuo contrasto. Nonostante ci si ritrovi in un mondo cupo e inospitale ci si imbatte in colori dalle sfumature elettriche che sanno ravvivare il mondo di gioco. Ogni azione è portatrice di luce che essa sia il recupero di un po’ di vita che di qualche punto esperienza, anche gli attacchi nemici sono spettacolari e vivaci.
Ori In The Blind Forest è un tripudio di colori capaci di danzare sullo schermo senza mai infastidire il giocatore, il tutto è poi condito da fondali animati che sono capaci rapire il giocatore e convincerlo di abitare quel mondo da sempre. Ogni colore è portatore di una verità immediata: il viola capace di indicare una parte da non calpestare, il verde simbolo di bonus vita o ancora l’azzurro che ci indica le sfere di salvataggio. Insomma il gioco parla anche mentre non dice nulla, indica senza indicare e accompagna senza aver bisogno di farlo.
Le animazioni, come quella di salto o di arrampicata, sono molto curate e rendono il tutto ancora più piacevole. Bene anche la resa grafica generale e la disposizione delle luci che aiutano l’atmosfera.
Il gameplay di Ori And The Blind Forest è profondo tanto quanto gli altri suoi aspetti, con features che non ci si aspetta da un gioco di stampo platforming
In genere le meccaniche principali di un gioco platform si limitano a saltare in testa agli avversari o a colpirli per andare avanti nel gioco, in questo titolo il tutto è elevato all’ennesima potenza. Non solo potremmo lanciare dei raggi di luce per abbattere i nostri nemici ma avremo anche un’albero delle abilità che farà sì di scegliere un diverso approccio per ogni giocatore. Si potrà scegliere una linea più difensiva aggiungendo un colpo in più alla barra della vita, in modo da poter ricevere più danni, o ancora potenziare le nostre abilità di offesa, per arrecare più danni più velocemente, o ancora di respirare sotto l’acqua. Le possibilità offerte sono davvero infinite e prima della fine del gioco non si saranno sbloccate neanche la metà di quest’ultime.
Il gioco ha dei punti di salvataggio automatico molto distanti fra loro, ma avremo la possibilità di salvare la nostra partita manualmente ogni volta che sene presenterà la voglia o l’occasione. Ovviamente a patto di possedere una sfera di salvataggio, che però dovrà essere sfruttata con parsimonia in quanto la stessa sfera servirà anche per creare un attacco più potente del solito, per superare certe parti della mappa o ancora per aprire determinate porte. Insomma le sfere e i salvataggi andranno gestiti con molta attenzione.
Il back-tracking è un elemento presente e necessario in Ori, in quanto una volta sbloccati lungo il nostro viaggio i vari potenziamenti, spesso saremo costretti a tornare sui nostri passi per poter proseguire. Vi sarà la concreta possibilità di arrivare in un dato punto della mappa dove non c’è modo di proseguire a quel punto, tornando sui propri passi, si scoprirà che una porzione della mappa, che si credeva spulciata a dovere, nasconde parti che non si erano mostrate prima a causa della mancanza di un’abilità appena acquisita.
Credevo che i platform fossero ormai un bel ricordo del passato ma, grazie a questo bellissimo titolo, ho riscoperto una tipologia di videogioco reinterpretata in maniera spettacolare
In conclusione Ori In The Blind Forest è capace di riscrivere le regole dei platform in maniera suggestiva ed emozionante. Non solo il livello tecnico è molto elevato, anche il gameplay e il level design delle mappe sono elementi curati in maniera decisamente ottima. Il titolo vanta poi una trama che, se pur non incisiva in ogni punto, è raccontata in maniera originale ed efficace. Consiglio il titolo a tutti gli amanti dei platform, delle belle storie e delle sfide perché il titolo a tratti è molto impegnativo.
Summary
Ori In The Blind Forest è capace di riscrivere le regole dei platform in maniera suggestiva ed emozionante.







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