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La recensione di Cap Riders. Un videogioco con un comparto grafico da Sega Master System, un comparto audio da Super Nintendo che, ciò nonostante, consiglio a tutti
Durante la Milan Games Week 2016 la maggior parte degli occhi erano puntati su i titoli delle grandi software house, ma io personalmente ho passato molto più tempo nell’area indipendente della fiera che in qualsiasi altro posto, il motivo è molto semplice. Laddove le grandi case mostravano titoli già presenti sul mercato, nella zona indie, da sempre grande fucina dell’industria videoludica, si aggiravano perle inaspettate e, soprattutto, c’era la possibilità di assaporare la vera essenza dello sviluppo e della passione per i videogiochi.
Fra le molte perle incontrate ho provato Cap Riders, videogioco che avevo già intravisto tempo prima ma che mi ha incuriosito solo dopo aver parlato con i ragazzi di 3Go Games. Due sviluppatori italiani che hanno saputo accendere in me la voglia di provare il loro titolo e farne una recensione.
Il gioco non promette bene sotto l’aspetto grafico ma sa regalare gradi emozioni a chi saprà scavalcare il “muro” delle resa grafica e del comparto tecnico generale
Cap Riders non è un gioco bello quando si parla di resa grafica o modelli dei calciatori, titoli per smartphone sarebbero in grado di eguagliare se non fare meglio di questo titolo. I calciatori sono un’ammasso di pixel che cercano di comporre una sagoma, le cose non migliorano neanche nel menu di gioco dove le scritte tentavo invano di riflettere uno stile retrò anni 90′, ma il risultato non è niente che lasci il giocatore senza fiato. Nulla di speciale neanche quando si parla degli effetti sonori, come possono essere il tifo del pubblico o quando si insacca la palla nella rete, le musiche che accompagnano la partita non sono male, ma anch’esse non brillano per originalità.
Letta questa prima parte di recensione potreste pensare che vi stia prendendo in giro o che sia impazzito, ma fidatevi il gioco continuo a consigliarlo. Leggete fino in fondo e capirete il perché.
Il gameplay di Cap Riders, con pochissime meccaniche, riesce a reinventare il gioco del calcio come nessuna software house avrebbe mai avuto il coraggio di fare
Il primo apprezzamento da fare ai ragazzi della 3Go Games è per il coraggio. Reinventare il gioco del calcio non è cosa facile. Di titoli che ci hanno provato ne conosciamo a bizzeffe ma in pochi hanno fatto un buon lavoro, uno su tutti è Rocket League. Con Cap Riders non siamo ai livelli del titolo appena citato per resa grafica, di luci o di meccaniche ma posso assicurarvi che ci si diverte in egual maniera, se non addirittura di più.
Il gioco è molto semplice. Si parte da un minimo di uno contro uno fino ad un massimo di undici giocatori per squadra, c’è la possibilità di giocare contro la CPU o contro un vostro amico, ma non finisce qui. Cap Riders da la possibilità di vedere giocare fino a ventidue giocatori, dove ogni player può essere controllato da una persona reale! Giustamente state pensando che bisognerebbe possedere un’infinità di pad per poter usufruire di questa opzione, e qui fate il primo errore. Gli sviluppatori hanno (furbamente) pensato di creare un App dedicata, che trasformerà il vostro smartphone Android o iOS in un perfetto controller. Immaginate che una sera vi ritroviate per una pizza in compagnia di una decina di amici, con Cap Riders avrete la possibilità di giocare tutti insieme senza aspettare il vostro turno e senza organizzare tornei dove si perde più tempo nell’organizzare che nel giocare.
Anche il single player ha la sua parte di divertimento ma l’apice è raggiunto in compagnia di un amico, in particolar modo a causa di una meccanica particolare: il dasch. In Cap Riders si hanno tre meccaniche: un dasch (uno scatto veloce), una specie di calamita che terrà la palla incollata ai vostri piedi per un paio di secondi e, per concludere, avremmo due tipi di tiri uno semplice e uno un po’ più potente. Ogni meccanica non può essere abusata, in quanto consuma una certa quantità di energia che, una volta terminata, renderà la vostra capacità offensiva o difensiva quasi nulla. Di conseguenza il giocatore sarà costretto a dosare scatti e tiri potenti per non rimanere sopraffatto dagli avversari.
Oltre alla possibilità di scegliere il numero di giocatori Cap Riders darà la possibilità di scegliere il campo su cui disputare l’incontro. I campi non sono numerosi (circa 6) ma ognuno ha delle caratteristiche uniche. Fra tutti quelli che mi hanno colpito di più sono il “flipper” dove vedremo rimbalzare i giocatori e la palla contro delle molle e il “tavolo da biliardo” che da la possibilità di imbucare la palla che apparirà dall’altra parte dello schermo.
Per fare un gioco grande a volte basta un’idea, non servono una grafica eccelsa o un gameplay affinato e complicato
Titoli come Cap Riders sono in grado di far ricordare ai videogiocatori che una grafica foto-realistica oppure un gameplay molto complicato non sono necessari per far divertire.
In un momento storico come questo, dove le console rincorrono i livelli tecnici dei PC e dove le schede grafiche sono osannate come divinità, un titolo come quello appena recensito può ricordare il motivo per cui si è scelto il videogioco come mezzo di intrattenimento. Giocando a Cap Riders ci si diverte (e tanto) senza bisogno di perdere tempo a settare parametri o altre cose oramai d’obbligo nei videogiochi. Semplicemente si avvia la partita e ci si diverte a giocare, la forza di questo piccolo capolavoro risiede tutta nella voglia di far divertire.
Il prezzo è consono a quello che offre il titolo, ossia un passatempo capace di far ridere e emozionare con la sua semplicità, forse su smartphone il titolo avrebbe avuto più riscontro grazie alla sua immediatezza. In ogni caso quando mi trovo con qualche amico a casa non avvio titoli come The Witcher 3 o Metal Gear Solid V per fare vedere quanto il mio PC sia performante, semplicemente dico: avete voglia di farvi due risate con titolo indie davvero bello? A quel punto avvio Cap Riders, un titolo capace di far divertire grazie alla sua semplicità.
Summary
Titoli come Cap Riders sono in grado di far ricordare ai videogiocatori che, una grafica foto-realistica oppure un gameplay molto complicato, non sono necessari per far divertire.






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