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Mafia: Definitive Edition è un viaggio nel passato storico e in quello videoludico, in questa recensione ve lo raccontiamo tutto d’un fiato
Ricordate il 22 luglio scorso? Proprio quel giorno la community videoludica e i siti specializzati andarono decisamente su di giri. Bastarono pochi istanti di un gameplay reveal di Mafia: Definitive Edition per far tremare i piedi alla vecchia guardia, quella che era già abbastanza matura da distinguere i giochi buoni dalla solita solfa, all’alba del 2000. Anni dopo (ben 18) la vecchia guardia videoludica è ancora viva e vegeta, pronta ad accogliere a braccia aperte e pad alla mano il remake del primo episodio di una delle saghe crime più popolari di sempre.
Anche noi ci siamo uniti a quell’abbraccio a Mafia: Definitive Edition, perché, si sa, Mafia è come uno di famiglia. Il gioco in questione è fatto a immagine e somiglianza dell’avo classe 2002. Ogni ogni tanto, però, cerca un guizzo, vuole farsi più sbarazzino, emancipato. Il solco tra il già visto e l’inedito, in questo caso, è bello profondo. Impossibile non notarlo. Scopriamo allora in questa recensione quanto di nuovo (e vecchio) c’è in Mafia Definitive Edition.
Excursus
Perché la serie Mafia è importante? La risposta a questa domanda implica uno stringato excursus di storia videoludica. Nell’opinione pubblica serpeggiava fin troppo l’idea che i videogiochi fossero solo roba di pupazzetti animati per far divertire i bambini. La tendenza era un po’ questa anche se non mancavano le eccezioni, Grand Theft Auto III e Grand Theft Auto Vice City, per fare due nomi.
Il primo capitolo di Mafia va a collocarsi, a grandi linee, in quella nicchia destinata poi, col tempo, a infoltirsi sempre più fino a diventare una delle più popolate dell’intera industria dei videogiochi. Alla stregua di quelli di GTA, gli autori di Mafia volevano dimostrare al mondo che i videogiochi avevano le carte in regola per non restare in eterno un prodotto ad appannaggio esclusivo dei bambini. C’era bisogno di far spazio su CD e cartucce a sceneggiature, personaggi di spessore, musica ricercata, grafica realistica. Roba che aveva poco a che fare con tutti i platform che uscivano all’epoca, insomma.
Tali prerogative sono quelle che hanno portato, in estrema sintesi, alla creazione di quel primo titolo della saga gangster. Illusion Softwork (la software house che ha creato il titolo), per rimarcare il più possibile la distanza dai giochi per bambini, prese come modello di riferimento il cinema. Il cinema d’autore per l’esattezza. Ed ecco così che con il primo Mafia i giocatori hanno avuto la possibilità di immergersi nelle atmosfere de Il Padrino e di Goodfellas.
La storia di quel primo capitolo parlava di amore, lealtà, desiderio di potere, violenza e i dissidi interiori causati dai turbamenti della coscienza. Umano versus disumano in primis. Tutte tematiche che tornarono a più riprese nel secondo e terzo capitolo. Da queste premesse, appare evidente, quindi, che il remake uscito qualche giorno fa aveva un compito arduo: raccontare di nuovo una delle storie più intense del passato videoludico facendola sembrare del tutto nuova. Scopriamo ora in questa recensione di Mafia Definitive Edition come Hangar 13 è riuscita in quest’intento.
La soglia – Recensione Mafia Definitive Edition: videoludismo e cinematografia
All’epoca dei fatti che rimontano al ’30, Tommy, alias il protagonista di questa vicenda videoludica, si guadagnava la pagnotta scarrozzando qua e là per Lost Heaven individui più o meno facoltosi in qualità di tassista. Erano gli anni del proibizionismo e della grande depressione. Gran parte dei soldi che giravano erano destinati alle tasche dei boss malavitosi della città: Ennio Salieri e Marcu Morello, per l’appunto.
Il destino volle che in una pausa di lavoro Tommy si trovasse proprio sulla strada di Sam e Paulie, due canaglie gravitanti attorno all’universo criminale di Don Salieri. I due, inseguiti dai tirapiedi di Morello, si improvvisano clienti e costringono Angelo a mettere in moto il taxi per trarli in salvo. Quello fu il primo appuntamento con la malavita di Thomas Angelo. La prima volta che il piede del tassista oltrepassò la soglia del lecito per una fugace sgambata nell’illecito. Le volte successive Angelo compirà quel passo in modo sempre più consapevole fino a stabilirsi del tutto al di là della soglia.
Vi abbiamo appena raccontato l’incipit della vicenda rappresentata in un videogioco, eppure, c’è da scommettere che non battereste ciglio se vi dicessimo magari che questo è l’incipit di un film. La demarcazione tra videoludico e cinematografico, infatti, in Mafia: Definitive Edition è sottile al pari di quella tra legalità e illegalità. Avete giocato al Mafia di 18 anni fa a cui questo capitolo si rifà? Se non lo avete fatto vi basta dare un’occhiata in rete, di gameplay ne trovate un’infinità.
Tale disamina vi permetterà di accorgervi che quello che in quel gioco era accennato adesso è perfettamente delineato. La storia del primo Mafia, in sostanza, si prestava alla cinematografia ma quella del gioco attuale è cinematografica a tutti gli effetti. Nel vecchio gioco le scelte di regia erano abbozzate, c’erano vuoti di dialoghi, diversi punti morti qua e là. Qui al contrario è tutto perfettamente riempito, analizzato, approfondito.
Hangar 13 ha preso il copione scritto da Illusion e ne ha fatto una specie di romanzo in cui la psicologia dei personaggi, a partire da Tommy, è più nitida. Ineccepibili anche le variazioni sul tema degli eventi. Lo studio americano si è preso la licenza creativa di apportare intelligenti e funzionali modifiche qua e là alla sceneggiatura, mantenendo ad ogni modo invariata l’identità della storia di base. Sta di fatto che quest’ultima fila a meraviglia, come un film che non annoia mai. Vi avvertiamo: mentre giocate vi converrà spegnere la luce e alternare il pad ai pop-corn, per godervi le cutscenes.
La recensione prosegue con i punti salienti del gameplay di Mafia: Definitive Edition.
Due anime – Recensione Mafia Definitive Edition: videoludismo e cinematografia
In queste prime battute di recensione lo abbiamo visto, Mafia: Definitive Edition, è piuttosto fedele all’originale. Tale fedeltà è palese nell’impostazione della campagna. Questa ricalca per filo e per segno quella del titolo modello. 20 capitoli c’erano prima e 20 ce ne sono ora. Non solo: i nomi delle varie sezioni in cui è divisa la storia sono gli stessi delle controparti ormai datate.
L’impostazione generale, pertanto, è lineare: siamo di fronte ad un single-player sezionato in parti da giocare in modo sequenziale. Ciò che, al contrario, non è lineare e prevedibile è il contenuto stesso delle varie missioni che il Don vi assegnerà. Il punto di forza dell’originale, la varietà, viene qui ripreso e esaltato ottimamente. Non c’è veramente da annoiarsi nella decina di ore che la campagna vi propone.
Il titolo, dal punto di vista del gameplay, ha due anime, ognuna delle quali merita un discorso specifico. La carriera criminale di Tommy si divide tra sparatorie a piedi e volate su auto d’epoca. Il gunfight varierà di volta in volta a seconda dell’arma, con tempi di ricarica, modalità di mira e precisione differenti.
Il mirino in molti frangenti non è ai massimi della precisione e il sistema di targeting in generale non è dei migliori in circolazione anche se in grado di regalare diverse soddisfazioni. Ottimo e reattivo il sistema di copertura che permetterà un’alternanza tra attacco e difesa snella. Anche la modalità stealth è stata ripresa dal terzo capitolo e nel suo insieme è discreta.
Decisamente deludenti gli scambi corpo a corpo. Qui, inspiegabilmente, il gioco si fa molto approssimativo proponendo un sistema di attacco e schivata disarmante nella sua banalità.
L’altra faccia del gioco è quella che sperimenterete a bordo delle fuoriserie d’epoca. Il sistema di guida è il vero fiore all’occhiello di questa Definitive Edition. In ambito 4 ruote il gioco supera di una discreta spanna i risultati visti in tanti altri open world. Il realismo con cui Hangar 13 ha saputo caratterizzare il comportamento di ogni auto è da encomio. Ogni vettura ha un tipo differente di accelerazione, fisica e tenuta di strada e su schermo riuscirete a distinguerlo nettamente.
Non a caso le corse su strada (in particolare quelle a bordo delle monoposto da gara) sono i punti più alti toccati dalla produzione di Hangar 13. Ogni superficie sulla quale sfreccerete vi darà un feedback specifico tramite vibrazione del pad, anticipando quasi ciò che vedremo sul chiacchieratissimo DualSense di PS5.
Timidezza – Recensione Mafia Definitive Edition: videoludismo e cinematografia
Ve ne siete forse già accorti, questa recensione parla di dualismi, di qualcosa che è in opposizione a qualcos’altro. Non ci riferiamo con questo solo a quello scontato tra Salieri e Morello. Vogliamo in questo caso dire che anche la stessa struttura del gioco in questione è sospesa tra due poli differenti. Da una parte la linearità della campagna mette in sequenza una missione dopo l’altra. Dall’altra l’open world in cui è ambientato il titolo. Attenzione a questo ultimo punto però.
In questo senso, infatti, la Definitive Edition si mostra conservatrice e un po’ retrò. Una volta che completerete tutte le missioni della vicenda di Tommy Angelo vi resterà semplicemente, a mo’ di post-game, la modalità “Fatti un giro“, altro contenuto lasciato in eredità dal primo gioco. Qui Hangar 13, in sostanza ci propone vari extra. In primis la raccolta dei vari collezionabili sparsi in giro per Lost Heaven. Ci saranno poi gare e missioni a tempo affidate da un misterioso contatto di Tommy. Siamo in sostanza di fronte a qualcosa di molto più modesto rispetto all’offerta contenutistica standard degli attuali open world.
Non aspettatevi quindi un fiume di attività disponibili immersi nella piacevole atmosfera degli anni ’30. Stiamo parlando di 4 o 5 ore di contenuti extra in definitiva. In questo Hangar 13 si è quindi dimostrata un po’ timida. Si è voluto anche qui mostrarsi fedeli all’originale quando forse sarebbe stato il caso di compiere le stesse scelte coraggiose fatte fase di sceneggiatura.
Mafia: Definitive Edition rimane quindi così sospeso tra un manifesto approccio lineare ed uno più libero abbozzato e retrò. In questo quindi il gioco non si limiterà a portarvi nel passato storico ma anche in quello videoludico.
Scampagnata domenicale – Recensione Mafia Definitive Edition: videoludismo e cinematografia
Abbiamo detto nel primo paragrafo di questa recensione su Mafia: Definitive Edition che, in linea di massima, un buon gioco rivolto al pubblico maturo tenderà a proporre, tra le varie cose, grafica realistica. Quella di Mafia: Definitive Edition lo è senza ombra di dubbio. Il titolo alza decisamente l’asticella rispetto al terzo capitolo della saga. Prima di procedere oltre, specifichiamo fin da subito che abbiamo avuto modo di provare il titolo su PC impostando i vari settaggi al massimo e il tutto è stato piuttosto fluido senza particolari cali di frame. Lost Heaven è adesso una metropoli che vuole apparire reale nelle sue tante sfaccettature.
Le strade, gli edifici e gli angoli della città sono vivacizzati da tanti dettagli e componenti che riproducono verosimilmente la realtà tangibile dell’epoca proibizionista. Lampioni, insegne al neon, comodi sofà, telefoni a disco, c’è proprio tutto per proiettarvi nei lontani anni ’30. Le texture utilizzate sono in linea di massima di buon livello. Ogni tanto, però, ne capita qualcuna sottotono. I riflessi sulle superfici e le luci in generale sono gestiti bene. Sopratutto di notte daranno grande credibilità all’atmosfera generale. Eccezionale, anche qui, la realizzazione delle auto che appaiono piuttosto fotorealistiche e piene di dettagli.
Buona la realizzazione dei personaggi che grazie ad ottime interpretazioni attoriali e al motion capture sono decisamente espressivi e caratterizzati da una mimica facciale credibile. Approvati tutti i nuovi volti dei vari Tommy, Norman, Don Salieri, Sam, Paulie e Sarah. Ogni tanto però nelle scene piene di pubblico, quando non sono in primo piano, i personaggi di contorno tendono ad avere fattezze un po’ stereotipate e anonime. Anche la campagna che circonda la caotica Lost Heaven non è fra i punti più riusciti della produzione. Questa appare infatti un po’ spoglia e non all’altezza della metropoli.
La componente audio merita un ulteriore discorso. A bordo delle vostre fuoriserie avrete a disposizione 2 stazioni radio (scelta da inquadrare in chiave verosimile). Entrambe trasmettono musica jazz di indicibile pregio. La ricchezza del sonoro di questa Definitive Edition vi accompagnerà tra una scorribanda e l’altra creando un piacevole contrasto tra la gravità delle situazioni in cui di volta in volta sarete incastrati e l’atmosfera musicale da scampagnata domenicale retrò. Da ultimo, di buon livello anche il doppiaggio italiano, indubbiamente all’altezza dell’originale nonostante gli interpreti siano cambiati.
Tiriamo ora le somme per questa recensione di Mafia: Definitive Edition.
Il reperto
Mafia: Definitive Edition vi riporta, a distanza di 18 anni, nel pieno del passato proibizionista Americano e in quello videoludico. Hangar 13 ha indossato i guanti e ha preso in mano l’originale come fosse un fragilissimo reperto storico. Lo studio ha soppesato in modo certosino ogni singolo aspetto dell’originale valutando con attenzione ogni possibilità di intervento. Il restauro che ne è uscito fuori, indubbiamente valorizza l’antico reperto. Ce lo fa apprezzare in un’allettante componente visiva inedita e compie il timido passo intrapreso da Illusion Softwork tanti anni fa: congiungere videogioco e film.
Tuttavia, Hangar 13, presa quasi da un timore reverenziale nei confronti dell’originale, non compie il grande passo e non trasforma quest’ultimo in un open world a tutti gli effetti. La produzione rimane così sospesa in un eterno e affascinante dualismo tra linearità e approccio libero sostanziale. La software house americana vi fornisce, ad ogni modo, l’occasione perfetta di avvicinarvi (qualora non l’abbiate già fatto) ad una delle storie di maggior fascino che il medium videoludico ha raccontato nel corso degli anni.
Vi ringraziamo per aver dedicato tempo alla lettura di questa recensione su Mafia: Definitive Edition. Il gioco ha debuttato il 25 settembre su PC, PS4 e Xbox One. Restate sintonizzati su tuttoteK per tutte le notizie e le curiosità dal mondo del gaming e non solo.
Punti a favore
- Videogioco e film si sovrappongono grazie alla qualità della storia
- Il sistema di guida vi lascerà sbalorditi
- Missioni varie e divertenti
- Colonna sonora orchestrata
- Atmosfera dell'originale riproposta e migliorata
Punti a sfavore
- Il post-game lascia un po' perplessi
- Scontri corpo a corpo deludenti









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