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Altro giro, altro Remake, scopriamo insieme in questa nostra recensione della nuova versione di Destroy All Humans se vale la pena tornare ad impersonare Crypto-137 ben 15 anni dopo
Come ormai ben sappiamo, non sono moltissimi i titoli che riescono ad invecchiare egregiamente. Non ci riferiamo solo all’aspetto tecnico e stilistico, in quanto è piuttosto normale che rigiocare un titolo dell’era PlayStation o anche PlayStation 2 possa risultare macchinoso e frustrante al giorno d’oggi. L’invecchiamento in un videogioco sta anche nelle sue tematiche, nello stile mostrato e nel messaggio che si voleva originariamente inviare. Sono molti i titoli “di una volta” che oggigiorno sembrerebbero sciatti e, realmente, di un’altra epoca. Non è però questo il caso di Destroy All Humans.
Uscito originariamente su PlayStation 2 e Xbox nell’ormai lontano 2005, quando eravamo tutti giovani e pieni di capelli, Destroy All Humans era già ai tempi un titolo irriverente, sarcastico e dannatamente politico. Risvolto più che interessante e che mettiamo in introduzione, accennandolo solo: la situazione politica americana raccontata nel “vecchio” titolo è quanto mai sovrapponibile a quella attuale, non tanto per le forze politiche prese in causa, ma per la mentalità generale dei potenti. Lasciate sedimentare questa cosa e benvenuti alla recensione di Destroy All Humans Remake!
Un grande ritorno!
Il rifacimento è nato ad opera dei Black Forest Games ed è stato pubblicato, così come per quel che riguarda l’originale, da THQ su PC, PlayStation 4 e Xbox One. Sottolineiamo sin da subito che il gioco è stato rilasciato a prezzo budget: vi basti pensare che abbiamo avuto modo di giocare la versione della console Sony per questa recensione e che il titolo è attualmente presente su PlayStation Store a 19.99€. Più che abbordabile e, anzi, forse anche troppo basso considerando l’amore e l’attenzione che sono state spese per creare questo remake.
Il nostro compito sarà quello di impersonare Crypto-137, o semplicemente Crypto, nel suo tentativo di invasione della terra per raccogliere DNA umano, da utilizzare per far continuare a proliferare la sua razza. Un compito nel quale ha completamente fallito il suo predecessore, Crypto-136, che vediamo essere abbattuto e catturato per pura sfortuna all’inizio dell’avventura. Nel corso della decina di ore scarse che impiegheremo per completare l’avventura principale ci ritroveremo ad esplorare sei diverse mappe per un totale di 22 missioni principali.
Sonda anal…izzatrice – Recensione Destroy All Humans Remake: dannati comunisti!
Nel corso di queste missioni dovremo portare a termine una serie di obiettivi, che passano dal seguire persone ed intrufolarsi in luoghi senza essere scoperti, lanciare mucche nei laghi e portare distruzione nel genere umano con le nostre armi e l’UFO che Crypto ha in dotazione. Un gameplay non molto variegato, in realtà, e ci ritroveremo spesso a rivivere situazioni simili in mappe differenti con obiettivi lievemente diversi, ma pur sempre divertenti. Ed è esattamente questo il punto forte di Destroy All Humans Remake: che utilizziate il vostro Zip-o-matic, l’ANALizzatore o il Distruttore, o che saliate a bordo della vostra navicella terribilmente potente, il tutto sarà dannatamente divertente.
Obiettivo secondario, ma non poi così tanto, sarà quello di raccogliere DNA umano (che ha, a quanto pare, una parte di materiale genetico Furon al suo interno) in giro per le mappe. DNA che potrete ottenere o estraendo il cervello degli esseri umani, o raccogliendo piccoli droni sparsi in luoghi più o meno nascosti o, più semplicemente, portando a termine missioni ed obiettivi secondari, originariamente non presenti. Questo DNA servirà, oltre che a portare a compimento il vero obiettivo di Crypto, anche per potenziare le nostre armi e l’UFO. Il remake ha fortunatamente aggiunto moltissimi potenziamenti disponibili rispetto all’originale del 2005, arrivando a più di 60 upgrade.
Dalla periferia a Washington – Recensione Destroy All Humans Remake: dannati comunisti!
Oltre che per portare avanti la trama principale, potremo esplorare liberamente le mappe per compiere missioni secondarie piuttosto banali, ma utili alla raccolta di DNA e discretamente difficili, se non saremo potenziati correttamente. Esplorare le mappe potrà portare anche alla nascita di scontri piuttosto divertenti da affrontare con le nostre armi, seppur potranno degenerare velocemente ed essere discretamente pericolose.
Il Remake ha migliorato, inoltre, le possibilità di movimento del nostro beffardo Crypto. Oltre, ovviamente, a una maggiore mobilità del modello del piccolo alieno, è stata aggiunta la possibilità di scattare col tasto cerchio e, sbloccando la relativa abilità, di utilizzare un piccolo skateboard fluttuante che vi farà sfrecciare nelle mappe di gioco. Migliorata anche la mappatura dei comandi: ora, ogni abilità di Crypto ha un tasto assegnato ed è inoltre possibile selezionare le armi tramite una comodissima ruota apribile con i dorsali.
Eliminate le munizioni sparse nelle mappe ed aggiunta un’abilità di Crypto, attivabile col tasto quadrato, che vi permetterà di trasmutare oggetti inanimati in cartucce per le vostre armi. Aggiunta anche un’altra abilità, che consente di portare gli avversari dalla vostra parte per una manciata di secondi.
Altro punto focale di Destroy All Humans Remake è sicuramente la situazione politica mondiale che viene raccontata, però, attraverso gli occhi di una forma aliena, quindi non abituata alle nostre comuni usanze. La lotta per il potere, l’egemonia della Majestic e la guerra ai comunisti sono ancora i temi principali del titolo, e non riescono comunque a risultare estranei al mondo che stiamo vivendo, seppur siano passati ben 15 anni dalla sua prima uscita. Dannati comunisti!
How to re-make – Recensione Destroy All Humans Remake: dannati comunisti!
Tecnicamente parlando, Destroy All Humans Remake è stato completamente ricostruito rispetto all’originale del 2005, arrivando ad essere quantomeno discreto rispetto all’epoca che stiamo vivendo. Nonostante alcune texture rimangano in terribile bassa risoluzione, esteticamente il titolo di Black Forest Games risulta essere piacevole, colorato e irriverente proprio come le tematiche trattate. Nella versione PS4, che abbiamo testato sulla sua versione Pro, abbiamo anche potuto notare qualche calo di frame rate nelle lotte più concitate, senza però essere qualcosa di invalidante. Nessun crash o bug da segnalare, ad ora, e comunque nulla che non sia stato fixato post lancio.
Black Forest Games ha anche pensato di ricreare da zero il doppiaggio originale, lasciandolo però completamente invariato ed utilizzando praticamente gli stessi doppiatori. Una mossa sicuramente rivolta agli appassionati del titolo del 2005, e che a noi non è dispiaciuta affatto, ma che rende il tutto un po’ imbarazzante in alcuni frangenti. Anche il comparto sonoro è rimasto praticamente quello del titolo originale, quindi nulla di particolarmente entusiasmante, salvo qualche piccola perla.
Distruggete tutti gli umani!
In conclusione di questa recensione di Destroy All Humans Remake non possiamo che consigliarvi l’acquisto del gioco. Alcune piccole lacune rendono il titolo di Black Forest Games ancora un po’ vecchiotto, ma la quantità di divertimento smodato e voglia di distruzione del pianeta Terra sopperiranno a questi marginali difetti. Che poi diciamocelo: se comprate Destroy All Humans Remake, non starete a guardare qualche texture bruttina o un comparto sonoro non entusiasmante. Quel che vi interesserà sarà solo una cosa: lanciare mucche. Dannati comunisti!
Punti a favore
- È il Remake di Destroy All Humans!
- Irriverente, colorato e spietato
- Divertente oltre ogni limite
- Tante nuove aggiunte e migliorie
Punti a sfavore
- Qualche sbavatura tecnica
- Comparto sonoro antiquato









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