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Metro Exodus, nuovo capitolo della saga tratta dal romanzo di Gluchovskij, ci ha convinto molto sotto alcuni aspetti, di meno sotto altri, andiamo a tirare le somme per quanto riguarda questo titolo nella nostra recensione
Metro Exodus, nuovo capitolo della saga tratta dal romanzo dello scrittore russo Dmitrij Gluchovskij presenta delle grosse novità rispetto ai precedenti titoli della saga Metro. Una struttura del mondo di gioco più open, una buona dose di esplorazione e anche una componente survival-horror niente male. Certo, si tratta di un Metro, non mancheranno per ciò delle zone claustrofobiche, ristrette e scure. Il tutto condito da un comparto tecnico non troppo convincente e da una trama e una motivazione alla base della vostra avventura molto semplice ma interessante e d’impatto, che vi accompagnerà durante il vostro esodo.
Metro Exodus: “Perchè nascondete Mosca al mondo e il mondo a Mosca?” | Recensione
La frase che leggete nel titolo di questo paragrafo viene pronunciata nelle prime fasi di gioco da un personaggio chiave di tutta la storia (di cui non faremo spoiler), trattasi di Anna, consorte del nostro caro Artyom. Proprio Artyom, disobbedendo all’ennesimo comando del proprio superiore (nonché suocero), riesce a scoprire che esistono delle realtà al di fuori della Metro e che è possibile vivere anche in superficie come lui aveva sempre pensato, sperato e ritenuto possibile. La voglia di evadere dal sottosuolo vi spingerà e vi accompagnerà durante tutta la vostra avventura in cui vi troverete ad interagire col mondo circostante e con alcuni dei personaggi chiave.
Interazione, però, molto ridotta in quanto Artyom non pronuncerà alcuna parola ma si limiterà a prendere appunti e a leggerveli (sì, proprio a voi giocatori) durante i caricamenti (a nostro avviso decisamente troppo lunghi) tra un capitolo e l’altro. Una scelta un po’ infelice o comunque poco chiara, da parte di Deep Silver e 4A Games, considerando anche che il doppiaggio, perlomeno quello in italiano, si attesta su dei buoni livelli, ed è in grado di dare molto corpo ai vari personaggi. Personaggi un po’ penalizzati da una non ottimale rifinitura dei modelli che appaiono, quindi, leggermente antiquati. Stesso discorso vale per i modelli dei mutanti, poco caratterizzati e curati rispetto invece alle bestie e ai mostri, a loro volta decisamente più articolati e d’impatto.
Metro Exodus: “Open” world | Recensione
Il mondo di Metro Exodus è decisamente interessante e coinvolgente, la vena esplorativa verrà da sé quando vi troverete davanti agli occhi dei paesaggi così diversi e così curati. Un mondo post-apocalittico e contaminato, minacciato da bestie radioattive, mutanti e banditi che ostacoleranno il vostro cammino. La struttura “open” (tra virgolette perché non parliamo di un modo totalmente aperto) della mappa, o meglio, delle mappe, considerando che vi troverete ad esplorare zone diverse della Russia, vi darà la possibilità di gestire come meglio credete le vostre risorse e le vostre missioni.
Missioni che potrete organizzare tenendo conto dei vari avamposti o della varie zone sicure sparpagliate per il mondo, che potranno essere dei luoghi per riposarvi o per recuperare materiali per poi craftare pezzi di armi, munizioni, kit medici ecc…Insomma, la componente survival sarà (se pure minima, ma corretta per un Metro) un aspetto da considerare durante le vostre missioni e la vostra avventura.
Uno degli aspetti che abbiamo gradito di più è proprio la possibilità di modificare a nostro piacimento, tramite il recupero di pezzi ed elementi, le varie armi che ci troveremo a utilizzare. Un vero e proprio piacere per gli occhi la costituzione delle armi e la rifinitura delle stesse e delle varie componenti. Un cambiamento molto netto quello apportato da Deep Silver e 4A Games in questo Metro Exodus che quindi riesce a fornire un qualcosa di più rispetto ai precedenti capitoli della saga e che rende il titolo anche un po’ più accessibile al mercato moderno, senza però snaturare completamente il brand.
Metro Exodus: qualche pecca di troppo | Recensione
Gli ambienti di Metro Exodus, che siano esterni o interni, sono ben realizzati sotto il profilo artistico e visivo, un po’ meno (quelli interni soprattutto) dal punto di vista del level design, ma il problema principale che vi accompagnerà durante la vostra avventura fra lande desolate e stretti cunicoli sarà un sistema di movimento troppo macchinoso e a tratti tedioso. Macchinosità che la farà da padrone anche nello shooting, a nostro avviso troppo poco curato (soprattutto considerando che parliamo di un FPS). Shooting che subisce anche delle influenze negative dalle animazioni dei mostri e dei mutanti, decisamente mal realizzate.
Queste pecche potrebbero incidere negativamente sul vostro divertimento e sulla godibilità di questa avventura. Tutto ciò è accompagnato da un comparto tecnico sommariamente positivo, considerando che l’impatto visivo e sonoro, sia su PC che su console, si attestano su ottimi livelli. Ciò però, probabilmente, influisce anche sull’ottimizzazione del titolo e sul frame-rate dello stesso, irregolare (nella versione PS4) in alcune situazioni un po’ più concitate.
Metro Exodus era uno dei titoli più attesi del mese di Febbraio e della prima parte di questo 2019. Un titolo che ci ha soddisfatto moltissimo sotto il profilo artistico e per lo sviluppo della trama ma anche deluso sotto il profilo tecnico. Possiamo tranquillamente affermare che ci aspettavamo un po’ di più da Deep Silver e 4A Games e che questo titolo rappresenta una vera e propria occasione mancata in un mercato in cui c’è sempre meno spazio per i single player.
Punti a favore
- Ottimo impatto visivo
- Componente survival
- Innesto di elementi innovativi che non snaturano il brand
- Modelli dei mostri molto d'impatto...
Punti a sfavore
- Shooting e sistema di movimento non adatti a un FPS
- Level Design poco curato in alcune zone
- ...decisamente meno le animazioni








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