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Da pochi giorni è possibile cominciare la propria avventura nel mondo di Lego Worlds su PlayStation 4, Xbox One e PC. Cosa c’è di nuovo? Scopriamolo insieme
Lego Worlds ci aveva colpiti fin da subito, da quando fu reso disponibile in early access su personal computer nell’estate del 2015. L’ultima fatica di Warner Bros, basata su un marchio apparentemente immortale sia nelle idee che nel divertimento in grado di offrire ad adulti e bambini, aveva tantissime frecce al proprio arco e minacciava di sfidare il colosso dei sandbox per eccellenza: Minecraft. Sono passati due anni, e da pochi giorni è possibile cominciare la propria avventura nel mondo di Lego Worlds, questa volta in maniera definitiva, su PlayStation 4, Xbox One e PC. Le promesse sono state mantenute? Cosa c’è di nuovo? Scopriamolo insieme.
Lego Worlds: il primo sandbox di Casa Lego
Almeno in linea teorica Lego Worlds si è mostrato da subito un’idea vincente: i giochi dello storico brand si sono sempre dimostrati in grado di offrire decine di ore di divertimento, ambientate negli universi più o meno noti di diverse serie cinematografiche e fumettistiche. Un divertimento tale da giustificare persino una recente riedizione di Lego Harry Potter, il più “datato” della famiglia.
Ma negli ultimi anni tentativi innovativi non si sono fatti mancare, partendo da Lego City Undercover sulla ormai compianta Nintendo Wii U e passando per Lego Jurassic World, Lego Avengers e Lego Batman 3: Beyond Gotham. Certo, si andava ad innovare su determinati elementi basilari che non cambiavano mai: la forte ironia della regia narrativa, una trama estremamente lineare, una decina o poco più di livelli legati tra loro da hub principali che nelle ultime produzioni andavano facendosi sempre più grossi e dettagliati (complice la maggiore potenza a disposizione di PlayStation 4 e Xbox One).
Cosa poteva essere aggiunto a questo format per renderlo più interessante e attirare persino quello che persone che hanno sempre visto nei mattoncini danesi niente più che un prodotto per bambini, sottovalutandone l’enorme potenziale? Poteva essere aggiunto l’elemento open world, innanzitutto, e Lego Worlds lo ha. Ma non era ancora abbastanza. In effetti, i giochi Lego si sono sempre presentati con quell’atmosfera di “prendo e ti spacco tutto”, ma la vera anima delle costruzioni (cioè appunto il costruire) è sempre rimasta in secondo piano, apparendo in pochi e limitati frangenti. Lego Worlds è il primo titolo della serie ad essere invece incentrato principalmente sul costruire.
Si tratta di un sandobox a tutti gli effetti, chiaramente ispirato alle meccaniche ed esperienze ormai famose a livello mondiale offerte da Minecraft in tutte le salse e su tutte le console. Ma, a differenza del titolo Mohjang (poi passato a Microsoft) che doveva inventarsi personaggi, situazioni e tutto un mondo alle proprie spalle, Lego Worlds tutto questo lo ha già, perché può attingere a centinaia di universi diversi, che hanno ispirato negli ultimi 30 anni i vari Set Lego apprezzati da bambini (e adulti) di tutto il mondo. Analizzeremo più avanti questa estrema varietà della produzione, che ci ha convinti in ogni suo aspetto, soprattutto in quelli meno credibili e perciò più divertenti.
Nei due anni del suo early access Lego Worlds è riuscito a divertire facendo leva “solo” su due elementi: la varietà dei mondi di gioco e l’estrema personalizzazione di ogni meccanica presente. Sostanzialmente, si entrava in mondi generati casualmente, che potevano essere dunque di tutti i tipi, e si iniziava non solo a distruggere, ma soprattutto a costruire, a proprio piacimento. E in ogni dettaglio: dalla roccia in fondo alla strada agli alberi, alle stesse “zolle” che formano la superficie del suolo, e via dicendo fino a spostare i corsi dei fiumi, l’altezza e la collocazione delle montagne e tutto il resto. Lego Worlds significa appunto questo: i Mondi dei lego. Mondi completamente modellabili dal giocatore, senza alcun limite.
Tutte le novità della versione console
O almeno, non c’era alcun limite nella versione early access. Nell’edizione completa del gioco, che trovate in vendita anche su Xbox Store e PSN Store a 29.90 euro, i limiti ci sono eccome. Tanto per cominciare, non è più possibile entrare a proprio piacimento in qualsiasi mondo vogliate e di qualsiasi dimensione esso sia. Adesso bisogna pagare una sorta di moneta di gioco, i ben conosciuti Mattoncini d’Oro, per liberare l’accesso verso mondi via via sempre più grandi. In mancanza di essi, il personaggio resterà confinato con la propria navicella nel primo (piccolo) universo disponibile. Un gran brutto affare per chi giocava già a Lego Worlds su PC e aveva sborsato la somma iniziale, che si vede ora limitate dall’oggi al domani gran parte delle modalità e delle meccaniche che aveva imparato ad apprezzare in due anni di gioco.
Ma non finisce qui. In Lego Worlds è stata introdotta l’unica cosa di cui non c’era davvero alcun bisogno: una trama. Passi per Lego Avengers e Lego Batman, in cui un minimo evento narrativo deve giustificare la distruzione incondizionata e ironica dei mattoncini. Ma in un sandbox open-world incentrato sulla creatività, che necessità mai ha potuto spingere gli sviluppatori a frenare la fantasia? Sacrificandola, tra l’altro, non a un elemento nuovo, doveroso ma almeno necessario, quanto a un dettaglio del tutto accessorio e fuori posto. Sembra piuttosto che all’ultimo momento Warner Bros abbia avuto paura di spaventare i fan della serie presentando loro qualcosa di troppo innovativo: facendo un passo indietro, ha preferito ricorrere ancora una volta alla trama come elemento principale del gioco da cui tutto deve partire.
Una scelta che ci sembra plausibile soltanto pensando al pubblico di bambini, che si sarebbe ritrovato altrimenti tra le mani un mondo di possibilità armati soltanto di tutorial, e non degli eventi narrativi da cui sono stati guidati in tutti gli altri gioco. Ma anche così dobbiamo storcere il naso.
Storia e missioni
La “trama” prende il via dal nostro arrivo su un pianeta inesplorato, a bordo di un’improbabile navicella fatta di mattoncini. Ma del resto tutto, ogni più piccolo e insignificante elemento di gioco, è stato realizzato con mattoncini. Dal nostro approdo in territorio straniero partiranno una serie di quest secondarie (portare l’oggetto X all’abitante U, recarsi da qui a lì, costruire questo o smontare quello) che ci permetteranno una volta portate a termine di guadagnare una certa quantità di mattoncini d’oro. Con questi, sbloccheremo dalla mappa dell’universo l’accesso a mondi via via sempre più grandi, lontani e interessanti.
Di pari passo avremo accesso anche a nuovi oggetti lungo la strada. Tutto quello che vedremo in Lego Worlds, infatti, dalla pianta alla vetta innevata, sarà acquistabile presso il catalogo a menù, al prezzo dei classici “studs”, ovvero i piccoli mattoncini ottenuti dal personaggio dalla distruzione degli oggetti nello scenario di gioco. Completare il catalogo è impresa titanica, basti considerare che esistono non centinaia, ma migliaia di oggetti selezionabili, proveniente da tutte le serie Lego conosciute. Ci sono persino oggetti creati ad hoc per il videogioco.
A parte proseguire nella modalità storia, non ci sono obiettivi di sorta per il giocatore, se non quello di dare libero sfogo alla propria immaginazione. Ma anche qui, dobbiamo tristemente segnalare come le meccaniche di modifica ambientale che tanto erano intuitive e funzionali nella versione early access sono state riviste dagli sviluppatori, e sostituite da modalità completamente nuove. Ora, non ci sentiamo di dire che le nuove meccaniche non funzionino bene o siano meno funzionali delle precedenti. Per i novizi, anzi, ci sembrano fenomenali. Ma cosa succede per gli addetti ai lavori?
Il problema è che tutte queste belle pensate non solo non aggiungono nulla di nuovo, limitandosi a riorganizzare quanto era già presente nella versione di prova, ma lo riorganizzano in modo completamente differente rispetto a quello che i giocatori affezionati si sono abituati a conoscere. Mentre prima con un unico strumento era possibile fare tutto, ora ogni singola azione (creazione, modellamento, distruzione, pittura, …) è affidata ad un oggetto specifico che andrà padroneggiato mediante gli appositi (e noiosi) tutorial.
Un colpo d’occhio eccellente
Dal punto di vista della varietà e del comparto audio-visivo, tuttavia, Lego Worlds è stato notevolmente migliorato, potenziato e perfezionato. La presenza di più di 20 biomi diversi rende quasi ogni partita un unicum, ed è possibile letteralmente perdersi all’interno dei mondi, ad osservare animali esotici, costruzioni, edifici e scenari divertenti quanto ben realizzati. Determinati animali possono essere presi dal loro habitat e utilizzati come veicolo: ad esempio un elefante nella savana, o un cavallo nella foresta. Non mancano neppure draghi, serpenti marini e creature ben più affascinanti e pericolose.
L’aggiornamento alla versione definitiva ha anche aggiunto tante nuove tracce audio che si adattano quasi perfettamente ai determinati ambienti in cui sono inserite, e il colpo d’occhio convince sia su PS4 che su Xbox One (le prestazioni migliori, come sempre, restano prerogativa del PC). Insomma, un’avventura che vale davvero la pena di vivere. E poi, se vi dicessimo che in qualsiasi momento potete invitare nel vostro mondo un amico online, o consegnare il secondo controller a vostro fratello facendolo aggiungere alla partita in corso? Avreste ancora qualche dubbio nello spendere questi 29.90 euro di divertimento a base di mattoncini? Secondo noi, no.
Punti a favore
- Quasi nessun limite alla fantasia
- Divertentissimo con un amico
- Sbloccabili potenzialmente infiniti
Punti a sfavore
- Alla lunga noioso
- Trama inconsistente
- Leggermente dispersivo






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