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Call of Duty è tornato con un nuovo ambizioso, grandioso e soprattutto tradizionale capitolo. Usiamo tradizionale perché quest’anno il brand Activision è tornato a visitare la Seconda Guerra Mondiale, lasciandosi alle spalle i setting futuristici degli ultimi anni. Sarà servito il ritorno alle origini?
La trama di Call of Duty: WWII come abbiamo detto prima, ci riporta nel Secondo Conflitto Mondiale. La storia si svolge nel 1944, anno in cui l’esercito alleato decide di liberare la Francia dall’oppressione tedesca. Questo però potrà avvenire solo sfondando le difese del nemico allestite nel paese, prima di tutte le spiagge della Normandia. E’ proprio nell’Operazione del D-Day che il gioco inizia e ci proietta nella fatidica impresa alleata per invadere la Francia e poi la Germania stessa. Molto apprezzata la scelta da parte del team, gli Sledgehammer Games, di concentrarsi su un periodo specifico del conflitto, invece di svolazzare qua e la tra le varie di battaglie tenutesi durante la guerra.
La storia ripercorre le vicende del Primo Battaglione USA e del soldato Ronald “Red” Daniels, decisi più che mai ad arrivare a Berlino. Quella di WWII, è una storia di fratellanza e di conflitti, si perché oltre ai tedeschi, i compagni di battaglia dovranno fronteggiare le proprie paure e i propri asti tra di loro. Ma si possono vedere anche dei segni di amicizia e unità, uniche prerogative per uscire vivi dalle imboscate tedesche.Durante la storia, dei personaggi e del cambiamento di rapporto tra loro. Gli sviluppatori ce l’hanno messa tutta per renderli più vivi che mai.
La trama è ben orchestrata con la giusta dose di azione e momenti di riflessione
Ci è piaciuto molto inoltre come gli sviluppatori abbiano deciso di evolvere la storia. Nel corso dei vari capitoli presenti, l’azione si svolge fluida e senza annoiarsi. In particolare la trama è ben articolata con missioni più o meno varie. Da quelle di fanteria e quelle a bordo di un mezzo, passando anche per quelle d’infiltrazione negli avamposti nemici. Rispetto ai precedenti capitoli, abbiamo notato un passo avanti per quanto concerne la narrazione, ove la noia non si presenta affatto e il giocatore è sempre posto al centro dell’azione.
Sono molteplici le ambientazioni presenti, come le Ardenne e Parigi. Possiamo riportare una varietà anche in questo frangente. La trama è ben orchestrata, con la giusta dose di azione e riflessione, le sessioni furtive, prima volta implementati davvero nel franchise. La storia offre anche una buona rigiocabilità, non forzata solo dal dover completare i trofei, ma anche per capire aspetti dei personaggi o della trama stessa che la prima volta non erano saltati all’occhio. La storia potrà essere completata in 6-7 ore, dipende dallo stile di gioco del giocatore. Infatti negli scenari sono presenti diversi collezionabili, il che garantisce anche un minimo di rigiocabilità.
La squadra è parte integrante del gamelpay, ognuno ha un ruolo
Il Primo Battaglione degli Stati Uniti nell’Operazione Overlord è formato dal soldato Daniels, protagonista del gioco e da vari comprimari, come il soldato Zussman, stretto amico del protagonista. Ma ci sono anche il sergente Pierson e il tenente Turner, a capo della squadra alfa. Tutta la squadra forma un elemento integrante del gameplay, in quanto ognuno dei personaggi possiede un’abilità utile in battaglia. Ad esempio Zussman può fornirci un kit medico in situazioni critiche, si perché Call of Duty WWII ritorna ad adottare la barra della salute, che si potrà appunto ricaricare solo con i kit.
Il sergente Pierson, ad esempio può fornirci la posizione dei nemici nello schermo evidenziandoli di bianco. Dunque tutta la squadra aiuta nel vero senso della parola. Molto apprezzato il fatto di potersi rifornire di munizioni dal nostro tenente durante una sparatoria, senza ricorrere, a munizioni finite, alle armi nemiche, tenendoci stretto il nostro amato M1 Garand. Le abilità dei nostri compagni hanno una barra di caricamento, la quale si riempirà man mano che uccidiamo nemici.
Ritorna la barra della salute come i primi capitoli
Scomparsa la possibilità di poter selezionare l’equipaggiamento prima di entrare in missione. La storia potrà essere completata in 6-7 ore, dipende dallo stile di gioco del giocatore. Infatti negli scenari sono presenti diversi collezionabili, il che garantisce anche un minimo di rigiocabilità. La trama già a difficoltà normale è godibilissima, con un buon grado di sfida, poi è chiaro se siete dei veterani non potete far altro che optare per la medesima difficoltà. Apprezzata l’aggiunta della barra della vita, la quale rende l’esperienza decisamente più ostica, poiché quando lo schermo diventa rosso, per recuperare l’energia bisogna avere i kit medici e selezionarli con l’apposito tasto.
Se da una parte la difficoltà è stata resa più grande, dall’altro abbiamo un tasso di frustrazione molto basso, la campagna si fa giocare e nonostante le sue difficoltà in alcuni punti, non risulta frustrante ma al contrario piacevole. Lo shooting, in ultimo ma non per importanza, rimane buono, con un buon feed delle armi, molto caratterizzate e riprodotte più fedelmente possibile. Certo per le armi più conosciute come il Thompson, l’M1 Garand, l’MP40 e l’STG 44 presenti anche in altri capitoli, si può riconoscere l’ottimo lavoro dei tecnici e dalla fonte d’ispirazione della realtà.
La guerra totale: ritorna il multiplayer classico
Come ben sapete e come Activision abbia guidato la stagione di marketing per il gioco, Call of Duty WWII torna alle origini non solo nella trama e nel setting, ma anche nel multiplayer. La modalità multigiocatore, da sempre amata dai fan, ritorna sul classico. Abbiamo quindi shooting puro, rappresentato dalle armi celebri del Secondo Conflitto Mondiale. Anche le classi spariscono, con l’aggiunta delle Divisioni, sono cinque: Fanteria, Paracadutisti, Corazzata, Montana e Spedizionieri. Ognuna caratterizzata da perk passivi applicati alle armi. Ogni divisione può essere comunque modificata con le armi che preferiamo, ma appunto per ogni divisione ci sono una cerchia di armi consigliate per giocare. Ad esempio per la Fanteria è consigliabile armarsi di fucili d’assalto poiché tra i perk della divisione sono la baionetta e i caricatori aumentati. Ancora, per la divisione Paracadutista c’è il perk del silenziatore, dunque le mitragliette sono perfette per tale classe.
Dunque ogni divisione si allinea ad un modo di giocare. Ogni divisione ha set predefinito con un numero limitato di armi, oggetti, accessori e armi letali o tattiche da inserire. Tolto di mezzo il top 10. Ad esempio la divisione Fanteria ha quattro accessori da poter aggiungere all’arma principale. La divisione Paracadutista invece ne ha tre. Tutte le divisioni prevedono dei perk attivi (Pistolero, Requisizioni, ecc.). Viene introdotto per la prima volta un Hub centrale di gioco, dove sarà possibile accogliere nuovi ordini dagli NPC. E’ possibile stipulare nuovi contratti, visitare la sezione cinema, allenarsi con le armi e con le serie di punti. In questo hub ovviamente sono presenti anche altri giocatori.
Un hub centrale per fare tutto, dalla modalità cinema al lancio rifornimenti
Dal comandate Howard possiamo accettare nuovi ordini, che si dividono in giornalieri e settimanali. Gli ordini consistono in totalizzare un quantitativo specifico di uccisioni in particolari modalità oppure usare delle armi specifiche. Il tutto ci farà guadagnare crediti armeria. Quest’ultimi usati per acquistare dal Furiere armi, oggetti custom oppure elmetti o emote. L’alter-ego virtuale nel multiplayer sarà personalizzabile con nuove divise, elmetti ed emote. Queste sono ottenibili con i lanci di rifornimenti oppure dal furiere. Le mappe presenti sono quelle delle ambientazione della campagna, con ulteriori aggiunte previste nei prossimi mesi dai soliti DLC.
La novità sostanziale del multiplayer di quest’anno è la modalità Guerra, nella quale è possibile affrontare diverse operazioni (di offensiva o di difesa) con la propria squadra. Ci sono da completare diversi obiettivi. Distruggere i cannoni o le difese nemiche, oppure difendersi dall’avanzata nemica sarà essenziale. Ci è risultata anch’essa una buona modalità, con delle migliorie da apportare nella costituzione delle mappe. Sicuramente ne verranno introdotte altre con i DLC previsti. Dal lato tecnico del multiplayer, abbiamo notato un matchmaking molto lento per l’affluenza dei primi giorni sui server. Il lag esagerato in alcuni casi e una patch mai arrivata sono i punti dolenti del multiplayer. Speriamo di un intervento degli sviluppatori al più presto. Ci risulta un ottimo lavoro fatto dagli sviluppatori sul fronte multiplayer, esaudendo il desiderio che da tempo riecheggia tra i fan, ritornare al passato.
Nazi Zombies, ritornano gli esperimenti nazisti e soldati corrotti da massacrare a raffiche di fucile
Ormai immancabile in un Call of Duty, la modalità Zombies ritorna con degli ospiti d’eccezione. Questa volta la storia si svolge a Mittelburg, un piccolo villaggio in Germania. I protagonisti di questa nuova dimensione sono un gruppo di trafficanti d’opere d’arte. L’ingegnere Marie Fisher, il militare Jefferson Potts, la critica d’arte Olivia Durant e il ladro Drostan Hynd compongono lo sfortunato gruppo che dovrà combattere le orde di morti viventi. A differenza del passato, e possiamo esclamare che era quasi ora, l’avventura cooperativa a quattro è caratterizzata da delle vere e proprie quest. Il che fanno avanzare i nostri personaggi attraverso il contorto mondo dell’Ultimo Reich.
Non più solo degli easter-egg ma degli incarichi veri e propri da completare. Ogni personaggio possiede un’abilità speciale da applicare in campo. La nuova valuta della modalità non sono più i dollari ma le scosse. In giro per la mappa troveremo le canoniche armi appese al muro, la mistery box con le armi speciali e delle macchinette dove acquisire abilità a tempo. Per quanto concerne le classi e l’equipaggiamento non sarà possibile sceglierlo prima della battaglia. Non prima del livello 5 almeno. Anche qui sarà possibile avanzare di livello, modificare le armi e ricevere dei lanci di rifornimenti comuni e rari. Zombies dimostra il suo potenziale, attraverso delle migliorie, gli sviluppatori hanno reso la modalità ancora più appagante. Il radere al suolo le avanzate zombie dei nazisti, una quest dietro che racconta una storia di terrore e follia sono caratteristiche peculiari della modalità.
Call of Duty WWII? Bellissimo da vedere ma si poteva fare di più
Call of Duty WWII porta per la prima volta la Seconda Guerra Mondiale sulla nuova generazione di console. Pertanto possiamo constatare l’ottimo lavoro fatto dagli sviluppatori in termini tecnici. Le texture sono di ottima fattura, come i poligoni delle ambientazioni esterne ed interne. I personaggi sono realizzati ottimamente con espressioni facciali convincenti. Le animazioni di quest’ultimi non lasciano sprazzi di dubbi e anche quelle dei nemici e come reagiscono ai colpi ricevuti.
Qualche anomalia l’abbiamo riscontrata nell’intelligenza artificiale, non molto efficiente, specialmente nelle sezioni furtive. Le luci ci sembrano ottime, come anche le ombre. Le armi sono realizzati in modo perfetto, simulando il più possibile la realtà. Il sonoro anche ci sembra fatto bene, gli spari e i motori degli aerei.
A completare il tutto è la colonna sonora, il tema principale del gioco è ottimo e rievoca interamente l’amor patrio nel combattere il nemico. Tutti i tasselli al loro posto insomma. Il gioco è bello da vedere ma si poteva fare di più.
Raven Software ha curato il reparto tecnico del gioco
Ci teniamo a precisare che il comparto tecnico è stato curato perlopiù da Raven Software e possiamo elogiare il lavoro fatto. In ultimo, su PlayStation 4 il gioco gira a 1080p e 60 fotogrammi al secondo, con nessun caso di bug o calo di frame nella campagna. Alcuni casi di lag nel multiplayer, dati però dall’affluenza dei server. Il solito handicap del gioco risulta comunque l’IA, che alcune volte presenta delle falle. Possiamo però definire Call of Duty WWII un’ottima produzione anche dal lato tecnico.
Call of Duty WWII, il verdetto
Call of Duty WWII è un pacchetto ricchissimo, un’ottima campagna, un multiplayer che ritorna sul classico e la modalità Zombies più forte che mai. Infine un comparto tecnico di tutto rispetto. Il tutto a 69,99 euro e offre abbastanza contenuti per sbizzarrirsi fino all’inizio dell’anno nuovo. Consigliamo il gioco ai fan della serie, i quali saranno contenti del ritorno al passato. Ma lo consigliamo anche ai nuovi che vogliono avvicinarsi per la prima volta al franchise.
- La celebre saga di Call of Duty torna alle sue origini.
Punti a favore
- Narrazione buona con ottimi personaggi;
- Multiplayer classico ma frenetico e soddisfacente;
- Zombies ritorna con una nuova storia e universo;
- Il gioco è bello da vedere;
- Il pacchetto è ricco di contenuti.
Punti a sfavore
- Matchmaking talvolta lento;
- Multiplayer non sempre stabile con svariati lag;
- Dal lato tecnico si poteva fare di più.








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