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“Let’s-a-go, little guys”: vi riportiamo indietro di vent’anni, raccontandovi cosa serve sapere di Mario vs Donkey Kong in vista del remake
Naturalmente, se volete sentirci parlare del solo remake abbiamo dedicato un’anteprima alla demo, ma qui vi diremo cosa sapere in merito al primo Mario vs Donkey Kong. Nello specifico, sperando di snellire la recensione che (salvo imprevisti) leggerete tra una settimana o due, il sottoscritto vi ammorberà a dovere con tutti i dettagli sul gioco originale, spolpato a dovere quel fatidico Natale di vent’anni fa. Correva l’anno 2004, quando il geniale Donkey Kong ‘94 per Game Boy spegneva la sua decima candelina e, per l’occasione, la branca americana Nintendo Software Technlogy ne usò il gameplay per creare il primo, ed unico, platformer del baffone per Game Boy Advance a non essere un port…
amiibo ante litteram: lo sberleffo al consumismo | Cosa sapere di Mario vs Donkey Kong
Come nel remake, se avete giocato anche solo ad uno dei seguiti del primo Mario vs Donkey Kong dovreste già sapere cosa fa da pretesto narrativo. Durante una sessione di pigro zapping, il gorilla ignora uno spot per le banane in favore di quello dei Minimario. Questa replica a molla dell’eroe, citando la stessa pubblicità, “Cammina, parla, dice ‘Mamma mia’!”, e DK rimane ipnotizzato dall’eco di “buy them all”. Con quel martellante “Comprali tutti!” in testa, lo scimmione parte in quarta verso il negozio di giocattoli più vicino, anticipando il bagarinaggio degli amiibo prima ancora che Nintendo avesse l’idea di crearli. Peccato che siano tutti esauriti… però, si sa, la loro fabbrica è proprio lì a due passi…
Meno “super”, ma è sempre lui | Cosa sapere di Mario vs Donkey Kong
Non avventatevi sul gioco aspettandovi un Super Mario normalissimo. Ricordate quel che abbiamo detto sul gameplay di Donkey Kong ‘94? Mario è semplicemente un uomo normale, dotato di capacità di salto più limitate rispetto al suo nome originale di Jumpman. Similarmente, i livelli non hanno un traguardo da raggiungere proseguendo verso destra; si tratta, al contrario, della loro antica denominazione, quelli che i nostri genitori chiamavano “quadri”. Gli stage si dividono in due fasi: una per aprire la porta dopo aver recuperato l’apposita chiave, e l’altra per acchiappare al volo la sfera in cui è contenuto il Minimario. Nel remake è rimasta la “spintarella” al timer per la prima vita nella seconda fase del livello, ma non la sua necessità per la stella dorata del completamento.
Il mondo dei giocattoli | Cosa sapere di Mario vs Donkey Kong
I livelli dedicati espressamente ai Minimario sono, demo a parte, legati a doppio filo con lo scontro conclusivo di fine mondo. Nello stage speciale dovremo infatti guidare una scia di Minimario in giro per il livello, espandendo ulteriormente la componente enigmatica di questo puzzle-platformer cinematografico. Mario non ha problemi a muoversi in giro per il livello; semmai sono i piccoli, e i loro salti limitatissimi, il problema. Se un Minimario viene sconfitto da un nemico non è un dramma (scontro con DK a parte, ma ci arriveremo), ma perderli tutti costa una vita esattamente come se a cadere in battaglia fosse proprio il baffone. Che, tra parentesi, resta sempre fragile come un foglio di cartapesta.
“It’s on like…” | Cosa sapere di Mario vs Donkey Kong
Concludere uno stage dei Minimario dà il via immediatamente alla battaglia con Donkey Kong. Anche qui i modi per colpirlo variano in base al gimmick su cui si basa ciascuno dei sei mondi (otto nel remake), ma in generale i mezzi offensivi a nostra disposizione restano sul campo per un periodo limitato di tempo. In modo analogo al timer di cui sopra, anche in questo caso accedere alla battaglia dopo aver concluso un livello dei Minimario ci permette di usare questi ultimi come punti vita, dandocene sei contro i quattro di DK nello scenario migliore. Entrare dalla schermata di selezione livello, invece, costringerà entrambi i contendenti a confrontarsi ad armi pari. Non sappiamo, alla stesura dell’articolo, se il remake semplificherà anche questo.
“Here we go, again… again!” | Cosa sapere di Mario vs Donkey Kong
Tappatevi le orecchie con il vostro “la-la-la-la-la-la-la-la-la-la” più stentoreo se non avete giocato l’originale. Quanto “finale” vi aspettate che sia lo scontro decisivo con Donkey Kong? Perché come lascia intuire il materiale promozionale rilasciato fino ad ora per il remake, in entrambe le versioni figurano molti “Livelli Più” che a tutti gli effetti raddoppiano il conteggio degli stage presenti nel gioco. Si tratta di livelli unici, nel senso che non sono divisi in due fasi, e nei quali condurre i Minimario dotati di chiave alla porta facendo sì che nessuno degli ostacoli li mandi in frantumi. Un puzzle-platformer con escort mission? Potete scommetterci il baffo. E se proprio volete stage in cui occuparvi solo di raggiungere un traguardo, il gioco vi accontenta con i Livelli Esperto… ma non per questo verrete trattati coi guanti!
Personalità a palate | Cosa sapere di Mario vs Donkey Kong
Non sia mai che si dica che al gioco manchi una sua identità. Originariamente, la presentazione del gioco lo vede come l’unico tango di Mario (in fatto di platforming, si intende) con la tecnica degli sprite prerenderizzati, enfatizzando così l’intento di mettere il baffone sullo stesso terreno solcato da Donkey Kong con successo nella trilogia Country anni prima. Tuttavia, l’ambizione di Nintendo Software Technology si è spinta oltre anche in altri aspetti: ad esempio, dando a Charles Martinet molto più lavoro del solito. “Come back here, you big monkey!” e altre frasi decisamente articolate rispetto ai due o tre gridolini di rito, insomma. Senza contare il carattere sovversivo, visibile in alcune animazioni quando perdiamo una vita (che il remake sembra soppiantare in favore di qualcosa di più generico e meno “truce”)…
Surfin’ USA | Cosa sapere di Mario vs Donkey Kong
Abbiamo menzionato che il timer, tiranno com’era nell’originale, influiva sul punteggio necessario ad ottenere l’ambita Stella di completamento del livello. Tuttavia lo sforzo per ottenere i tre pacchi regalo dello stage venivano ripagati anche in caso di “stella nera”. Il minigioco bonus era casuale: poteva trattarsi di un semplice “ferma la freccia” per ottenere il contenuto di una delle scatole, o il temibile “scambia i pacchi” in cui evitare con uno scambio al momento giusto che le manacce di Donkey Kong schiacciassero il dono contenente il premio più prezioso. Il fungo verde frutta una vita, quello blu tre e la faccia dello scimmione… potete intuire. Lo riportiamo solamente perché i bonus nel remake sono stati “promossi” a stage di platforming a tutti gli effetti.
“Signore e signori… i bulgari!”
In Mario vs Donkey Kong, tanto nell’originale quanto nel remake, il baffone salta da persona qualunque: cosa direste, però, se doveste venire a sapere che in realtà non è del tutto così? Oltre a prelevare a piene mani la possibilità di sollevare i nemici sottostanti dalla seconda avventura su console, qui trovano posto anche meccaniche dei platformer in 3D. La capriola all’indietro e (dopo essersi messo a camminare sulle mani) il triplo salto, per intenderci. Naturalmente, poi, sta al level design evitare di darci troppe libertà. Come verrà gestito il tutto, poi, lo scopriremo in fase di recensione. Per ora, l’appuntamento è per il day one: ci rivediamo tra una settimana esatta, venerdì 16 febbraio.
Ora sta a voi dirci la vostra: c’è qualcosa che non sapevate dell’originale? Fatecelo sapere qui sotto, e come sempre non dimenticate di restare su tuttotek.it per tutte le notizie più importanti per i gamer e non solo. Per i vostri bisogni puramente videoludici, potete invece trovare i migliori sconti in formato digitale su Instant Gaming.












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