Quando acquisti tramite i link sul nostro sito potremmo guadagnare una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per l’utente.
Ecco, finalmente, la nostra recensione di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, il fascino dell’esplorazione e del combattimento in HD-2D, made in Square Enix
Negli ultimi anni Square Enix ha dimostrato di credere profondamente nella formula HD-2D. Dopo aver riportato in auge il fascino dei JRPG classici con Octopath Traveler, Triangle Strategy e il remake di Live A Live, il team guidato da Tomoya Asano ha deciso di fare un passo ulteriore, abbandonando il combattimento a turni per cimentarsi in un action RPG dal sapore decisamente più classico. Un cambiamento importante che, inevitabilmente, richiama alla mente le origini della stessa serie Final Fantasy, quando episodi come Final Fantasy Adventure – poi divenuto il primo capitolo della saga Mana – sperimentavano una formula più dinamica, senza però rinunciare allo spirito dell’esplorazione e della crescita del personaggio. Gli stessi sviluppatori hanno dichiarato che le ispirazioni arrivano più dalla tradizione Square Enix che da altre serie, pur riconoscendo che molti giocatori vedranno inevitabili somiglianze con altri grandi classici dell’action RPG.
Con The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, Square Enix prova quindi a unire il fascino nostalgico dei suoi RPG degli anni Novanta con una struttura moderna, più aperta e ricca di libertà. Il risultato è un’avventura che convince soprattutto grazie al gameplay e alla continua voglia di esplorare, pur mostrando qualche limite nella scrittura e in alcune meccaniche che non riescono sempre a esprimere tutto il loro potenziale. È un titolo che difficilmente rivoluziona il genere, ma che riesce comunque a offrire oltre trenta ore di divertimento costante, mantenendo alto il ritmo praticamente dall’inizio alla fine. E dopo avervene parlato in un’anteprima, che trovate cliccando qui, vi diamo il benvenuto nella nostra recensione completa di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales.
Render of Darkness | Recensione The Adventures of Elliot: The Millennium Tales
La vicenda prende il via nel regno di Huther, ultimo baluardo dell’umanità in un continente ormai dominato da tribù di creature ostili. Elliot è un giovane avventuriero incaricato di esplorare le rovine oltre le mura della città, un compito che ben presto si trasforma in qualcosa di molto più grande quando entra in contatto con un misterioso artefatto capace di collegare epoche differenti. È proprio il viaggio attraverso il tempo a rappresentare l’elemento più interessante della narrazione. Le quattro epoche visitabili modificano progressivamente il mondo di gioco, mostrando come le azioni del protagonista influenzino il futuro e permettendo di osservare l’evoluzione di ambientazioni, villaggi e dungeon.
La storia, tuttavia, non raggiunge mai vette particolarmente memorabili. I colpi di scena sono prevedibili, molti personaggi rimangono confinati a ruoli abbastanza stereotipati e il villain principale fatica a lasciare davvero il segno. Elliot stesso è il classico eroe positivo, mosso da nobili ideali ma caratterizzato in maniera piuttosto semplice. Questo non significa che il racconto sia poco piacevole. Al contrario, mantiene sempre un tono leggero e avventuroso che ricorda molte produzioni Square dell’epoca Super Nintendo, privilegiando il ritmo rispetto alla complessità narrativa. Chi cerca una storia ricca di sfumature probabilmente resterà deluso, ma chi desidera vivere un viaggio fatto di esplorazione e scoperta troverà comunque numerosi momenti capaci di coinvolgere.
Anche Faie, la piccola fata che accompagna Elliot durante tutta l’avventura, svolge un ruolo importante sia nella trama sia nelle meccaniche di gioco. Sebbene inizialmente possa sembrare il classico personaggio guida, col passare delle ore acquisisce maggiore importanza, sia dal punto di vista narrativo sia come supporto durante i combattimenti.
Ruler of the Unknown | Recensione The Adventures of Elliot: The Millennium Tales
Se la trama convince senza entusiasmare, è il gameplay a fare davvero la differenza. Per la prima volta il Team Asano realizza un action RPG completamente in tempo reale, e il risultato è sorprendentemente convincente. Elliot può equipaggiare due armi contemporaneamente e passare dall’una all’altra in qualsiasi momento, adattandosi rapidamente alle situazioni.
Le tipologie di armi sono numerose e sufficientemente differenti tra loro da modificare concretamente l’approccio al combattimento. Spada e scudo rappresentano la soluzione più equilibrata, mentre arco, falce, martello e altre armi specializzate permettono di affrontare nemici differenti con strategie sempre nuove. Il sistema di combattimento punta sulla semplicità senza diventare superficiale. Schivate, parate perfette, contrattacchi e utilizzo delle abilità di Faie si integrano in maniera molto naturale, dando vita a scontri dinamici ma facilmente leggibili.
Le battaglie contro i boss rappresentano senza dubbio i momenti migliori dell’intera esperienza. Ogni nemico principale introduce pattern differenti, costringendo il giocatore a osservare attentamente gli attacchi prima di trovare il momento giusto per colpire. Non si tratta di boss estremamente difficili, ma risultano quasi sempre divertenti e ben progettati. Molto apprezzabile anche la gestione della progressione. Le nuove abilità non vengono distribuite casualmente ma accompagnano l’espansione dell’esplorazione, rendendo ogni nuova acquisizione realmente significativa.
Be Not a Prisoner of Power | Recensione The Adventures of Elliot: The Millennium Tales
Uno degli aspetti che più colpiscono durante le prime ore riguarda il level design. L’intero continente invita continuamente ad abbandonare il percorso principale per seguire una deviazione, entrare in una grotta, risolvere un piccolo enigma ambientale oppure affrontare un dungeon opzionale. L’esplorazione viene costantemente premiata con nuovi equipaggiamenti, frammenti di Magicite, collezionabili e potenziamenti permanenti.
La struttura ricorda volutamente quella degli action RPG classici, dove ogni nuova abilità apre percorsi prima inaccessibili e invita a tornare nelle vecchie aree per scoprire nuovi segreti. Il sistema di viaggio nel tempo amplifica ulteriormente questa sensazione, permettendo di osservare come determinati luoghi cambino radicalmente da un’epoca all’altra. È una soluzione narrativa e ludica che funziona molto bene e contribuisce a rendere il mondo credibile e vivo.
Anche i dungeon rappresentano uno dei punti di forza della produzione. Sono numerosi, discretamente vari e ricchi di puzzle ambientali che sfruttano abilmente le capacità combinate di Elliot e Faie. Non raggiungono forse la genialità dei migliori dungeon della tradizione Nintendo, come nel caso dei vari The Legend of Zelda (serie a cui Elliot si ispira fortemente), ma riescono comunque a mantenere alto l’interesse grazie a un buon equilibrio tra combattimento, esplorazione e risoluzione di enigmi.
All Hopes End in Death | Recensione The Adventures of Elliot: The Millennium Tales
Uno degli elementi più riusciti riguarda proprio la gestione della fata Faie. Inizialmente la sua presenza sembra limitarsi ad alcuni dialoghi e a poche abilità di supporto, ma col proseguire dell’avventura il suo ruolo cresce sensibilmente. Può creare copie temporanee di Elliot, attivare meccanismi, recuperare oggetti lontani e intervenire attivamente durante gli scontri.
La collaborazione tra protagonista e fata rende l’esplorazione molto più interessante rispetto a quella di un classico action RPG tradizionale. Inoltre è presente una modalità cooperativa locale nella quale un secondo giocatore controlla direttamente Faie, partecipando sia ai combattimenti sia alla risoluzione degli enigmi. Non rappresenta la modalità principale dell’esperienza, ma costituisce un’aggiunta gradita e ben integrata.
Hope Is Always There | Recensione The Adventures of Elliot: The Millennium Tales
Dal punto di vista artistico, The Adventures of Elliot rappresenta probabilmente una delle evoluzioni più riuscite della tecnologia HD-2D. L’illuminazione dinamica, gli effetti particellari e la profondità degli scenari rendono ogni ambiente estremamente piacevole da osservare. Le animazioni sono fluide, i personaggi espressivi e gli effetti magici valorizzano ogni combattimento senza risultare eccessivi.
Anche la direzione artistica riesce a differenziare efficacemente le quattro epoche storiche, pur mantenendo una forte coerenza stilistica. La colonna sonora accompagna perfettamente l’avventura, alternando temi rilassanti durante l’esplorazione a composizioni decisamente più energiche nei combattimenti e negli scontri con i boss. Anche il comparto sonoro nel suo complesso convince, grazie a un ottimo doppiaggio inglese e a un sound design che restituisce peso a ogni colpo inferto.
With Roaring Winds | Recensione The Adventures of Elliot: The Millennium Tales
Nonostante le tante qualità, il gioco presenta anche alcuni difetti. La narrazione, come già accennato, rimane forse l’elemento meno convincente dell’intera produzione. I dialoghi risultano spesso semplici e alcuni personaggi secondari finiscono rapidamente nel dimenticatoio. Anche il ritmo dell’ultima parte dell’avventura subisce un leggero rallentamento. Alcune missioni richieste per raggiungere il finale migliore allungano artificialmente la durata complessiva, pur senza diventare realmente frustranti grazie all’efficiente sistema di viaggio rapido.
Anche l’esplorazione, per quanto molto gratificante, tende talvolta a riproporre situazioni già viste. Alcuni dungeon condividono strutture simili e una maggiore varietà ambientale avrebbe sicuramente giovato all’esperienza complessiva. Infine, il livello di difficoltà generale rimane piuttosto accessibile. Per molti rappresenterà un pregio, ma gli appassionati degli action RPG più impegnativi potrebbero desiderare una sfida maggiore soprattutto durante l’avventura principale.
Captivating Commotion
The Adventures of Elliot: The Millennium Tales rappresenta un passaggio importante per il Team Asano. Dopo anni trascorsi a perfezionare il JRPG a turni, lo studio dimostra di saper affrontare con competenza anche il genere action, mantenendo intatta quella filosofia di game design che ha reso celebri le produzioni HD-2D. Non tutto funziona alla perfezione: la trama rimane piuttosto convenzionale, alcuni personaggi non lasciano un ricordo duraturo e il gioco evita volutamente di correre rischi sotto il profilo narrativo. Tuttavia, quando il controller è tra le mani, questi limiti passano rapidamente in secondo piano.
Il combat system è divertente, l’esplorazione premia costantemente la curiosità del giocatore, i dungeon sono ben costruiti e il viaggio attraverso le quattro epoche mantiene viva la sensazione di trovarsi davanti a un’avventura ricca di sorprese. A tutto questo si aggiunge una splendida realizzazione tecnica, capace di portare l’estetica HD-2D a un livello ancora superiore rispetto ai lavori precedenti dello studio.
Al termine di questa recensione possiamo ammettere dunque che, pur non raggiungendo l’eccellenza assoluta dei migliori action RPG moderni né diventando immediatamente un nuovo classico del catalogo Square Enix, The Adventures of Elliot: The Millennium Tales è un titolo che riesce a intrattenere dall’inizio alla fine, offrendo un equilibrio riuscito tra nostalgia e modernità. È il tipo di esperienza che sa conquistare soprattutto chi è cresciuto con i grandi giochi dell’era Super Nintendo e PlayStation, ma che risulta perfettamente accessibile anche ai nuovi giocatori.
Punti a favore
- Combat system dinamico, divertente e ben rifinito
- Esplorazione appagante e ricca di segreti
- Splendido comparto artistico in HD-2D
- Dungeon ben progettati e boss ispirati
- Ottima progressione del personaggio
Punti a sfavore
- Trama prevedibile e poco incisiva
- Personaggi secondari poco approfonditi
- Difficoltà generale piuttosto bassa
- Alcune attività risultano ripetitive nel finale










Lascia un commento