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Gli astronomi hanno confermato l’esistenza di Proxima b, l’esopianeta più vicino al di fuori del Sistema solare, un mondo roccioso con un’orbita potenzialmente adatta alla vita. Gli ultimi risultati ottenuti sono molto promettenti
Proxima b è un esopianeta che orbita attorno alla stella più vicina al Sole, chiamata appunto Proxima Centauri. Il suo annuncio nel 2016 ha creato grande entusiasmo, amplificato dal fatto che la sua massa e la temperatura media sono probabilmente simili a quelle della Terra. Proxima c è l’altro pianeta di quel sistema, è più grande e ruota su un’orbita più fredda e distante. La sua presenza venne annunciata nella metà del 2019. Proxima b è stato rilevato utilizzando il “Doppler wobble”, un metodo indiretto che permette di individuare pianeti lontani grazie alle variazioni che inducono sulle proprie stelle madri. Tuttavia l’attività stellare può generare falsi positivi in questo metodo. Con Proxima Centauri, una stella particolarmente capricciosa, alcuni astronomi volevano più prove prima di essere sicuri che il nostro nuovo vicino non fosse un’illusione. Una collaborazione di 91 scienziati europei ha ora confermato la presenza planetaria, grazie al nuovo strumento ESPRESSO dell’Agenzia spaziale europea (ESA).
Il paparazzo di Proxima b
Gli astronomi adorano il caffè per le lunghe serate di osservazione spaziale e amano anche gli acronimi inversi. Quindi apparentemente l’ESA non ha saputo resistere alla denominazione del suo nuovo dispositivo per la ricerca di pianeti simili alla Terra. Il cui nome è Echelle SPectrograph for Rocky Exoplanets and Stable Spectroscopic Observation, o ESPRESSO. Questo elabora la luce raccolta dal Very Large Telescope dell’Osservatorio europeo meridionale, per offrire una precisione senza precedenti nella misurazione della posizione delle stelle, con l’obiettivo di distinguere gli effetti dei movimenti di un pianeta sulle eruzioni stellari. Confermare Proxima b e cercare altri pianeti che il sistema potesse contenere era una priorità assoluta.

I dati originali con i quali era stato annunciato Proxima b erano piuttosto disordinati. Mascareño et al / Astronomia e astrofisica
Gli sforzi hanno dato i loro frutti in un imminente articolo su Astronomy and Astrophysics (prestampa disponibile: ArXiv.org), che non solo stabilisce l’esistenza di Proxima b ma scende più in dettaglio sulle sue caratteristiche.
Qualche info del sistema
Proxima Centauri emette un seicentesimo della luce del Sole. Con un’orbita che dura poco più di 11 giorni terrestri, Proxima b è molto più vicino alla sua fonte di luce, può essere paragonato al nostro Mercurio, ma la sua temperatura dovrebbe essere simile a quella terrestre. L’ostacolo alla vita è dato dai pericolosi bagliori emessi dalla stella, che potrebbero aver strappato via qualsiasi atmosfera. Proxima b possiede almeno 1,29 masse terrestri, ma senza conoscere l’orientamento della sua orbita verso di noi, non possiamo escludere la possibilità che sia considerevolmente più pesante.

Sebbene esistano ampie barre di errore sulle misurazioni effettuate con ESPRESSO, le migliori stime corrispondono quasi perfettamente alla curva, garantendo una conferma molto più affidabile. Mascareño et al / Astronomia e astrofisica
Però finora ESPRESSO non ha potuto confermare o confutare l’esopianeta più esterno proposto, Proxima c. Tuttavia il team ha trovato un potenziale segnale che potrebbe provenire da un terzo pianeta con un’orbita di soli 5 giorni e una massa simile a Marte. Se esistesse questo mondo sarebbe troppo caldo per la vita, ma sta comunque causando eccitazione. C’è una maggiore possibilità che un pianeta in un’orbita così stretta transiti di fronte a Proxima Centauri, il che aumenterebbe enormemente le nostre opportunità di studiarlo. Forse è il momento di iniziare a pensare di inviare una sonda. Voi che ne pensate dell’esplorazione spaziale? Fatecelo sapere con un commento e restare sintonizzati sulla nostra rubrica scientifica.




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