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Sembra che le emissioni di CO2 possano arrecare danni alla produttività dei lavoratori, senza contare le perdite umane e i miliardi di danni alle infrastrutture ed edifici provocati da un clima sempre più estremo ed avverso
Il cambiamento climatico è un gioco pericoloso: gli effetti delle emissioni di CO2 e del conseguente aumento delle temperature si fanno sempre più estremi ed eventi un tempo considerati eccezionali come tifoni, uragani, alluvioni e incendi ultimamente non sembrano essere più così eccezionali. Solo lo scorso anni le emissioni di CO2 nell’atmosfera hanno raggiunto i 40 miliardi di tonnellate.
Purtroppo spesso non ci rendiamo conto del problema perché lo vediamo solo alla TV, in generale la probabilità di vivere in prima persona eventi estremi più di una volta ogni diversi anni è abbastanza bassa. La Terra è vasta e noi l’abbiamo colonizzata quasi interamente, quindi un evento circoscritto ha un impatto solamente temporaneo. Poi tutti si ritorna alla nostre solite vite. Anche se a causa delle emissioni di CO2 potrebbero non essere più tanto le solite.

Emissioni di CO2 nel mondo
Emissioni di CO2: possono incidere sulla produttività
Il cambiamento climatico potrebbe anche rendere il lavoro all’aperto più pericoloso, secondo un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports. È stato guidato da Yann Chavaillaz, ex ricercatore post-dottorato presso Concordia e l’Istituto Ouranos, e Damon Matthews, professore e presidente della Concordia Research Chair in Climate Science and Sustainability presso il Dipartimento di Geografia, Pianificazione e Ambiente. I ricercatori hanno mostrato che le emissioni di CO2 potrebbero comportare una perdita di produttività lavorativa. Utilizzando calcoli basati su linee guida ampiamente riconosciute in merito alle raccomandazioni sui tempi di riposo per ogni ora di lavoro e limiti di esposizione al calore, gli autori hanno scoperto che ogni trilione di tonnellate di emissioni di CO2 potrebbe causare perdite globali del PIL di circa mezzo punto percentuale. Inoltre hanno stimato che potremmo già vedere perdite economiche pari al 2% del PIL globale a seguito di ciò che abbiamo già emesso.
Naturalmente l’agricoltura, le miniere e le cave, l’industria manifatturiera e l’edilizia saranno i settori economici più colpiti dalla perdita di efficienza causate dall’innalzamento delle temperature. Questi settori rappresentano il 73% della produzione dei paesi a basso reddito, secondo gli autori.
Matthews e i suoi coautori hanno basato i loro calcoli sugli aumenti storici e futuri dell’esposizione al calore usando simulazioni da otto modelli di sistemi terrestri diversi. Mentre molti studi accademici hanno stimato gli impatti socioeconomici dei cambiamenti climatici, questo documento è innovativo in quanto correla le emissioni di CO2 direttamente con degli effetti sugli esseri umani. In effetti si sente molto cambiamenti di cambiamenti climatici, ma non si parla mai dell’impatto diretto che le emissioni di CO2 potrebbero avere sull’uomo e sul suo organismo. L’autore dello studio dice:
La relazione tra emissioni e impatto è piuttosto lineare, quindi possiamo dire che questa quantità aggiuntiva di emissioni di CO2 porterà a questo ulteriore aumento di impatto. L’impatto stimato segue abbastanza bene la quantità totale di emissioni di CO2 che produciamo.

I lavori all’aperto e manuali sarebbero i più colpiti dal problema
Contrappasso: i paesi in via di sviluppo saranno i più colpiti
Ironia della sorte o forse una sorta di contrappasso dantesco, i paesi in via di sviluppo, molto spesso sotto accusa per non impegnarsi abbastanza nel contenimento delle emissioni di CO2, saranno probabilmente i più colpiti dal calo di produttività. Matthews spiega:
Le soglie di esposizione al calore che portano alla perdita di produttività del lavoro saranno probabilmente superate prima e più ampiamente nei paesi in via di sviluppo nelle parti più calde del mondo. Questi paesi sono anche più vulnerabili perché una frazione maggiore della loro forza lavoro è impiegata nei settori più sensibili e perché hanno meno capacità di attuare i cambiamenti infrastrutturali che affrontano un cambiamento climatico.
La ricerca suggerisce che i paesi con reddito medio più basso sperimenteranno impatti economici molto più forti rispetto ai paesi a più alto reddito. Il peggior colpo lo subiranno le aree tropicali del globo come il sud-est asiatico, l’Africa centro-settentrionale e il Nord America meridionale.

Mappa delle emissioni di CO2 nel mondo
Nessun allarmismo: uno studio che vuole spingere alla riflessione
I ricercatori spiegano che la loro ricerca collega le emissioni di CO2 alla perdita di produttività del lavoro dovuta all’esposizione al calore e può aiutare i paesi ad adottare contromisure per ridurre i danni. Ma Matthews afferma – e speriamo abbia ragione – che potrebbe anche aiutare le persone a cambiare il loro pensiero sulle conseguenze generali di un pianeta sotto la morsa di un riscaldamento inarrestabile:
Possiamo vedere che ogni ulteriore tonnellata di emissioni di CO2 che produciamo avrà questo impatto aggiuntivo e possiamo quantificare tale aumento. Quindi questo studio può aiutarci a indicare quali paesi nello specifico sono soggetti a quantità significative di danni economici derivanti dalle emissioni che produciamo.
Gli autori ci tengono a sottolineare a sottolineare che le raccomandazioni sulla salute non sono obbligatorie e spesso non vengono applicate seriamente o coerentemente nei siti di lavoro del mondo reale. Le loro stime sulla perdita di produttività si basano sul rigoroso rispetto delle linee guida sulla salute relative al lavoro in condizioni di caldo estremo. Quindi potremmo vedere le loro stime con un’approssimazione per eccesso. Tuttavia non possiamo che concordare con le parole di Matthews in merito alla sensibilizzazione delle persone. Anche perché il danno non sarebbe solamente economico, ma anche umano: il caldo ci rende stanchi, affaticati e ci impedisce di vivere con serenità tantissime esperienze anche fuori dall’ambito lavorativo.

Il traffico è uno degli aspetti dove noi tutti possiamo lavorare
Dalla sezione scienze è tutto! Le emissioni di CO2 come vediamo hanno effetti molto vicini ad ognuno di noi e quindi ognuno di noi può e deve fare qualcosa!




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