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Secondo Uliano, futuro segretario di Fim-Cisl, gli attuale incentivi del Governo non sono sufficienti per aumentare la produzione di Stellantis
Uliano, in procinto di diventare il nuovo segretario di Fim-Cisl, parla di Stellantis:
Non dobbiamo inseguire ciecamente i produttori esteri. La nostra priorità è incrementare la produzione negli stabilimenti Stellantis esistenti in Italia. Solo dopo potremo considerare l’arrivo di altri costruttori, a condizione che non danneggino l’industria nazionale. Contrapporre domanda e offerta è un errore. Dobbiamo sostenere sia l’acquisto che la produzione contemporaneamente e su un arco temporale medio-lungo. Gli 8 miliardi stanziati dal governo Draghi erano insufficienti, figuriamoci i 5,3 miliardi previsti per il 2025. Non possiamo promuovere l’acquisto solo nel 2024 e poi fermarci. Gli incentivi dovrebbero essere garantiti per almeno quattro anni, con una riduzione graduale man mano che la differenza di prezzo si riduce.
Il futuro segretario critica la gestione degli incentivi governativi, sottolineando la loro indisponibilità nonostante ripetuti annunci. La transizione verso i veicoli elettrici è in corso, e il segretario evidenzia che il divario di prezzo con i veicoli a benzina è ancora del 40%.
L’aumento della produzione Stellantis in Italia è necessario secondo Uliano
Per quanto riguarda la produzione, il segretario insiste sulla necessità di un aumento del 30% per raggiungere il milione di veicoli prodotti in Italia.
Dobbiamo migliorare l’efficienza, ridurre i costi energetici e supportare la trasformazione dell’indotto. Vogliamo questo aumento nei siti esistenti, come Mirafiori, che sta soffrendo più di altri. Il governo deve concentrarsi su questo e spingere Stellantis. Se portano solo assemblaggio con componenti esterni, l’impatto sarà minimo. Se invece coinvolgono la filiera locale e la produzione di batterie, l’effetto sarà significativo. Serve un piano concreto, non abbiamo ancora visto progetti reali in questo senso.
Secondo il nuovo leader di Fim-Cisl, sarebbe importante valutare attentamente l’arrivo di nuovi costruttori in Italia. L’industria automobilistica è un settore fondamentale per l’economia italiana, e le decisioni prese oggi avranno un impatto duraturo. Con l’annuncio dello sciopero di 8 ore il 12 aprile, i sindacati mostrano la loro determinazione a lottare per i diritti dei lavoratori e per un futuro sostenibile per l’industria. Uliano conclude così:
È essenziale che Stellantis e il governo lavorino insieme per garantire che l’Italia rimanga al centro della produzione automobilistica europea.
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