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Continua il nostro viaggio nelle novità del fantasy italiano. Oggi la recensione di Le Sabbie di Aether, di Gabriele Gemignani, un fantasy classico pubblicato con una piccola casa indipendente e italiana, con l’ambizione di essere il primo di un ciclo
TITOLO: Le sabbie di Aether. AUTORE: Gabriele Gemignani. GENERE: Fantasy. CASA EDITRICE: Lupieditore. ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2020.
In Italia il genere fantasy è sempre stato piuttosto prolifico. Con un pubblico di lettori forse di nicchia, se paragonato al mainstream, ma molto entusiasta, le opere indipendenti hanno una buona base da cui partire. Orientarsi in questo panorama, dove la qualità è altalenante e i sottogeneri tendono a differenziarsi anche molto l’uno dall’altro, può non essere facile.
La volta scorsa abbiamo parlato di un fantasy molto peculiare. Questa volta tra le nostre mani è finito Le Sabbie di Aether, del nuovo autore Gabriele Gemignani. Si tratta di un fantasy di stampo classico, con alcuni twist insoliti per il genere ma non completamente nuovi, come l’introduzione della tecnologia moderna. Prima parte di una serie, il primo volume quindi risolve le questioni aperte in esso solo in parte.
La trama | Le sabbie di Aether recensione
La vicenda si svolge a Devotia, un mondo appartenente a un multiverso esteso, attraverso al quale trasmigrano le anime, in un ciclo di reincarnazioni infinito. Solo i cosiddetti Santi sono in grado di sfuggire al ciclo e raggiungere il proprio posto accanto al creatore.
Atan, il personaggio principale – anche se non l’unico punto di vista che ci verrà fornito – è uno di questi Santi. Un uomo umile e con un forte senso del dovere, ma anche piuttosto ingenuo e con dei dubbi riguardo la sua stessa missione. Lui e la sua compagnia si imbattono in un uomo misterioso, che non ricorda niente di sè. Verrà battezzato Fingal, e pian piano egli inizierà a esibire comportamenti sempre più peculiari, il tutto mentre la storia prende un ritmo rapido e di pericolo continuo.
Infatti, i daemon infestano la terra, creature mostruose generate dalla corruzione dei cristalli, oggetti sparsi in tutta Devotia e legati alla trasmigrazione delle anime. Compito dei Santi purificarli. Il pericolo viene anche dal misterioso Teschio Nero, un’associazione il cui nome viene pronunciato con timore.
Fingal, lo vediamo nel prologo, è un essere del tutto particolare: generato già adulto dal nulla in circostanze misteriose, senza ricordi, ma in grado di apprendere molto rapidamente. Quando la sua personalità inizia ad emergere, Atan e le altre persone attorno a lui sono sempre più sconcertate dai suoi comportamenti bizzarri, con particolare interesse verso i daemon.
Un prodotto grezzo | Le sabbie di Aether recensione
Le sabbie di Aether, come già detto è pubblicato da Lupieditore, una casa editrice abruzzese che si pone l’obbiettivo di premiare il talento e raffinarlo, differenziandosi dalle trappole degli editori a pagamento, e in grado di fare molta pubblicità. L’intento è nobile e va di certo apprezzato, in particolare l’offrire l’editing agli autori, processo fondamentale e principale elemento di distinzione rispetto a chi si autopubblica.
Tuttavia, il lavoro di editing sul libro risulta ancora poco raffinato. L’opera vuole essere un thriller adrenalinico, ma l’abbondanza di aggettivi e descrizioni fa impantanare il lettore. Il già citato prologo con la genesi di Finral, è terribilmente lento e prolisso, creando uno scoglio da superare già al vero e proprio inizio della lettura.
Si vede che c’è un intento di evitare spiegoni troppo lunghi e non pertinenti, svelando il mondo attraverso gli occhi dei personaggi; ma di fatto alcune di queste digressioni sono sopravvissute, specialmente all’inizio e alla fine dei capitoli, risultando ancora più impattanti. Esistono anche problemi al punto di vista, che qualche volta cambia repentinamente anche all’interno degli stessi paragrafi.
I personaggi risultano poco vivi, e i dialoghi non del tutto naturali. Essi sono più mossi da una forza superiore nel loro viaggio, più simile a una serie di “quest” di un gdr, piuttosto che da veri e propri obbiettivi chiari. Sempre sui personaggi, moltissimo viene raccontato su di loro, ma concretamente essi fanno poco, il minimo indispensabile o anche meno, per rispecchiare il ritratto che viene dipinto di loro. In generale, ciò che può esserci di buono e di interessante di quest’avventura è sepolto sotto uno stile molto farriginoso da digerire, e per trovarlo bisogna scavare.
Concludendo…
All’inizio di questa recensione, abbiamo sottolineato come per il fantasy italiano esista un pubblico piccolo ma molto attivo. Divorando libro dopo libro del proprio genere preferito, si può anche glissare su determinati difetti di qualità. C’è peraltro un bestiario in coda al libro, di grande qualità, illustrato da Sara Tiribilli, un ulteriore, prezioso elemento di interesse per gli appassionati.
Le sabbie di Aether per questo genere di pubblico rappresenta un’opzione egregia: molti troveranno interessante, per esempio, il sistema dei poteri e abilità personali, un richiamo diretto al genere shonen giapponese.O anche l’assenza di tanti clichè del fantasy, come elfi, nani e tante sottorazze stereotipate.
L’ambientazione ha quegli elementi di modernità in rapido progresso, ed è priva di ulteriori clichè come città sfarzose dalla topografia poco coerente. In effetti, l’ambientazione è piuttosto poco particolareggiata al momento, quindi questo potrebbe essere sia un pregio che un difetto.
Per finire, un dettaglio interessante: se c’è qualcosa di davvero particolare in questo libro, è il fatto che un coprimario risulti più “speciale” del protagonista. Atan è spettatore dell’evoluzione di Finral, di origini misteriose, dotato di un potere unico e pericoloso, e pure con il classico colore di capelli insolito.
Gabriele Gemignani vuole continuare la saga, e ha quindi tempo e modo di crescere sempre di più come autore. Con la collaborazione dell’editore, la possibilità che nasca qualcosa di interessante c’è. Il libro è reperibile sul solito Amazon, e la versione digitale in questo momento è scontata a 4,99 euro.
Punti a favore
- Per una volta, non è il protagonista il "ragazzo speciale"
- Il bestiario di Sara Titillini
Punti a sfavore
- Scrittura non ripulita a sufficienza
- Personaggi poco memorabili
- Mondo ancora meno memorabile






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