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In questa recensione scopriremo perché il modello XL2546 della serie ZOWIE di BenQ è il pannello ideale per i videogiocatori esigenti
Il pannello in questione vanta una frequenza di aggiornamento pari a 240Hz e un tempo di risposta pari a 1 millisecondo. Non dimentichiamo inoltre che BenQ ZOWIE XL2546 dispone della tecnologia DyAc, indispensabile per fare sul serio nel mondo del gaming competitivo.
Ovviamente non è un monitor per tutti, anzi potremmo affermare che questo monitor va a interessare una nicchia di mercato. Per chi non conoscesse il marchio ZOWIE vi basti sapere che compone la linea dedicata agli eSports targata BenQ.
Se cercate un monitor adatto a ogni occasione, che possa essere utilizzato per guardare qualche filmato su YouTube e che vi dia la possibilità di giocare di tanto in tanto qualche partita, vi consiglio caldamente di non perdere tempo nella lettura di questa recensione. Questo modello di pannello dedicato ai videogiocatori è cattiveria in chip, riflessi in silicio e adrenalina iniettata via cavo.
BenQ ZOWIE XL2546: specifiche tecniche
Questo monitor è dotato nello specifico di un pannello LCD TN da 24.5″, che supporta una frequenza di aggiornamento fino a 240Hz. Questo pannello offre un contrasto tipico 1000: 1 e un tempo di risposta da grigio a grigio da 1 ms.
- Dimensioni dello schermo: 24,5 pollici
- Tipo di pannello: TN
- Risoluzione nativa: 1920 × 1080
- Massima luminosità tipica: 320 cd/m 2
- Supporto colore: 16,7 milioni (8 bit per subpixel senza dithering)
- Tempo di risposta (G2G): 1 ms
- Frequenza di aggiornamento: 240 Hz
- Rapporto di contrasto: 1.000: 1
- Angolo di visione: 178º orizzontale, 178º verticale
- Consumo di energia: 55W
- Retroilluminazione: WLED (White Light Emitting Diode) con DyAc
- Peso: 7,5 Kg
- Dimensioni: 445,75 mm x 569,94 mm x 226,04 mm
- Interfaccia: DVI-DL, HDMI, HDMI 2.0, DP 1.2, jack per cuffie, jack per microfono
- Altro: Dynamic Accuracy, Flicker-free, Low Blue Light, Black eQualizer, Shield, S Switch
Recensione BenQ ZOWIE XL2546: estetica e costruzione
Il pannello di ZOWIE di cui state leggendo la recensione si presenta con un aspetto minimalista e conferma la sua propensione per gli e-Sports. Nel caso specifico, siamo davanti a un monitor particolare nella suo genere in quanto facente parte della serie Divina. In termini di costruzioni non cambia nulla se non per gli inserti di colore rosa. Ovviamente il pannello esiste anche nelle sue varianti classiche ma era giusto precisare anche questo.
Il modello da noi provato (fatta eccezione per gli inserti appena citati) è di colore bianco. Il piede regolabile, come il resto del monitor, al netto di qualche piccolo inserto colorato, donano un’idea sobria e senza forzature. La scelta del colore bianco sul 95% della superficie fa sì che si adatti a ogni postazione di gioco (ammesso che il bianco rientri nei vostri gusti). Come detto più volte (e come ripeteremo fino allo sfinimento) le scelte di BenQ sono da imputare totalmente a una deriva gaming. Niente fronzoli, nessuna distrazione, solo il giocatore e la sua partita.
Il piede regolabile ha un cerchio nel mezzo che riprende il colore del porta cuffie laterale. Uniche inserzioni colorate del pannello insieme al S Switch, di cui parleremo più avanti.
I tasti per navigare nell’OSD sono anch’essi bianchi come lo è il LED posto all’interno del tasto di accensione e spegnimento. LED che cambia di colore (diventa arancione) solo quando il monitor entra in stand-by.
Il pannello è regolabile in ogni direzione! Il monitor infatti può essere alzato o abbassato, inclinato in avanti e in dietro, fatto ruotare di 180° e può ruotare anche sul proprio asse di 180 grandi per utilizzarlo in modalità portrait.
La plastiche utilizzate per la costruzione del monitor sono di ottima qualità. Lo stesso dicasi per le parti in metallo che compongono il piedistallo, coperte totalmente dalle plastiche appena citate non sono visibili, se non in fase di montaggio, ma aggiungono solidità alla struttura. Nonostante i metalli presenti nel corpo piede, il pannello risulta leggero e molto semplice da montare.
Non trascurabili gli spoiler laterali (shield) che, in fasi competitive, sono necessari a garantire un’immersione ancora maggiore.
OSD e accessori: ecco come si presenta il tutto
La gestione dell’OSD non è immediatamente assimilabile ma, dopo qualche tempo di utilizzo, risulta comoda e immediata. Ben 5 tasti fisici danno la possibilità di scorrere nel menù e nelle molteplici impostazioni del monitor. Alla pressione di uno dei tasti citati appariranno a schermo quattro icone accompagnate da una per l’uscita dal menù.
Nonostante la scelta di non inserire testo a schermo ma solo delle iconografie, dopo aver “smanettato” un po’ nel menù, si riuscirà a percepire a cosa corrisponde ogni icona. Ovviamente potreste utilizzare il manuale utente per non sbagliare! Ma ogni giocatore che si rispetti salta il tutorial per poi scoprire che non sa come muoversi, ecco perché il trial and error è la scelta che abbiamo effettuato anche noi per scrivere la recensione di questo BenQ ZOWIE XL2546.
Ad ogni modo ecco a cosa servono i tasti dedicati. Partendo da sinistra:
- Modalità immagine: una serie di preset, 8 in totale, fra cui 3 completamente personalizzabili
- Funzione DyAc: Premium, Alto, Disattivata
- Regolazione della funzione Black eQualizer: funzione indispensabile per giocare a livelli competitivi (approfondiremo in seguito)
- Menù completo: il quarto tasto vi permette di accedere alla modalità immagine, alle impostazioni di gioco del display e del sistema. In poche parole ogni funzione che offre il monitor.
- Tasto delete: come anticipato il quinto, e ultimo, tasto vi permette di cancellare l’ingresso al menù.
Come anticipato è presente nella confezione una dock S-Switch che vi permetterà di passare da un profilo all’altro molto velocemente, oltre a farvi navigare nell’OSD più facilmente.
Prima di passare al contenuto della confezione e ai suoi accessori è bene spendere qualche parola su una funzione appena accennate ma fondamentale.
Non solo i 240Hz rendono questo pannello una scelta ottimale per i veri gamer professionisti. Il sistema Black eQualizer, offre la possibilità di regolare le zone d’illuminazione e rendere visibile ciò che in realtà non lo è per i normali monitor. È molto semplice dire “questo monitor è da gaming” ma i dettagli restituiscono la verità.
Questo sistema illumina parti di gioco oscurate senza influire sul’illuminazione generale. In parole semplici, se un nemico si nasconde in una zona d’ombra rendendosi poco visibile grazie a questo sistema lo si potrà notare senza influire sui preset colore e luminosità generali .
Ad ogni modo una foto alle colte vale più di mille parole, eccola di seguito.
Altra particolarità di questo monitor riguarda l’integrazione della tecnologia Dynamic Accuracy (DyAc), volta a garantire maggiore nitidezza in concomitanza dei movimenti di gioco più repentini. Si tratta di una retroilluminazione di tipo strobo che intervalla ogni frame con un’immagine nera al fine di eliminare l’effetto di blurring.
Per quanto riguarda le connessioni, abbiamo a disposizione una vasta scelta in questo BenQ ZOWIE XL2546. Infatti troviamo: un ingresso DVI-DL, due ingressi HDMI, un ingresso DP 1.2, un ingresso audio da 3,5 mm, un ingresso jack per microfono, 4 prese USB (3 uscite una in ingresso). Non sono presenti, per ovvie ragioni, delle casse integrate.
Nella confezione troviamo, oltre ovviamente al pannello, una serie molto interessante di cavi. Nel dettaglio:
- Cavo di alimentazione standard
- Dock S-Switch
- Cavo USB 3.0
- Cavo Display Port
- Due spoiler laterali
- Una copertura per il vostro monitor
Recensione BenQ ZOWIE XL2546: test e calibrazione
Vediamo come se l’è cavata BenQ ZOWIE XL2546 nei nostri test e in fase di calibrazione.
Layout subpixel e superficie di BenQ ZOWIE XL2546
Il layout subpixel del monitor è la striscia standard RGB (rossa, verde e blu). Questo è il layout più comune e quello che i moderni sistemi operativi, inclusi Microsoft Windows e MacOS di Apple, utilizzano per funzionare correttamente per impostazione predefinita. Come utente di Windows non è necessario eseguire la procedura guidata ClearType, sebbene sia ancora possibile farlo in base alle preferenze. E come utente Mac, non ti devi preoccupare dei problemi di frange del testo causati dai meno comuni layout subpixel.
Su questo monitor viene utilizzata una superficie schermo anti-riflesso opaca e leggera, con una superficie liscia per mantenere l’immagine priva di grana. L’elemento a bassa foschia di questa soluzione scelta favorisce il potenziale di vibrazione di colore del monitor, mentre mantiene comunque buone caratteristiche di abbagliamento per evitare il tipo di riflessi che si vedrebbero su uno schermo lucido. Indipendentemente dalla superficie dello schermo, è importante organizzare il proprio ambiente di illuminazione ed evitare che la luce colpisca lo schermo direttamente.
Test dei preset di BenQ ZOWIE XL2546
Le letture sono state effettuate utilizzando un colorimetro Xrite i1 Display Pro. Il nostro sistema di test utilizzava una GPU Nvidia GeForce GTX 1080 compatibile con tecnologia G-SYNC, collegata tramite DisplayPort. Windows 10 viene utilizzato su questo sistema con il monitor collegato al PC senza driver aggiuntivi o profili ICC caricati. Il monitor è stato lasciato funzionare per oltre 2 ore prima che venissero effettuate le letture. La frequenza di aggiornamento è stata impostata su 240Hz poiché è stato utilizzata questa frequenza per la maggior parte dei nostri test. A differenza di alcuni monitor, l’aumento delle frequenze di aggiornamento non ha compromesso la qualità dell’immagine.
Di seguito le impostazioni preset di default con cui sono stati eseguiti i test out of the box:
- Luminosità = 64
- Contrasto = 50
- Gamma = 5
- Temp. colore = Normale
- Rosso = 100
- Verde = 100
- Blu = 100
- DyAc = Disattivata
- Frequenza di aggiornamento = 240Hz
Con le impostazioni out of the box, il pannello appare molto luminoso ma ricco di colore con una forte varietà di sfumature e consistenza. L’immagine ha una polarizzazione tendente al rosso (vedi punto bianco) e alcune tonalità hanno una profondità extra dovuta alla non corretta gestione della gamma, ma nulla di eccessivo per l’uso generale (niente di grave e abbastanza facile da correggere con le regolazioni dei canali di colore come vedremo in seguito). Non soddisfacente il rapporto di contrasto, abbastanza inferiore a quello dichiarato di 1000:1.
Non perfetta, come accennato, neanche la gestione della gamma, che non ha tracciato perfettamente come “2.2” . La modalità gamma predefinita ha infatti fornito prestazioni gamma decenti con un leggero cedimento a “2.3” per alcune tonalità intermedie. L’immagine sotto mostra il tracciamento gamma sotto le impostazioni di default.
Calibrazione di BenQ ZOWIE XL2546
Le nostre impostazioni di calibrazione hanno comportato riduzioni significative della luminosità e alcune regolazioni del canale del colore, al fine di bilanciare al meglio i valori e raggiungere l’obiettivo dei 6500 K in termini di temperatura del colore (senza distorsioni evidenti). Come notato in precedenza, il tracciamento gamma del monitor non è ideale (anche se abbastanza preciso per gli scopi previsti) ma la situazione migliora notevolmente dopo la calibrazione.
Sottolineiamo che la variazione tra le unità e altri inconvenienti di tipo ambientale potrebbero condizionare i risultati del nostro profilo ICC su un dispositivo diverso. Per raggiungere valori ideali dal punto di vista cromatico, come la precisione assoluta della gamma, l’ideale è calibrare la propria unità individuale con un colorimetro o un dispositivo simile.
Tutto ciò che non è menzionato nella nostra configurazione post calibrazione è stato lasciato sui valori default, incluso il contrasto che è impostato su “50” per impostazione predefinita. Abbiamo incluso l’impostazione “DyAc” solo come riferimento, anche se è stata disattivata per non alterare i risultati cromatici.
- Luminosità = 22
- Contrasto = 50
- Gamma = 5
- Temp. colore = Utente
- Rosso = 97
- Verde = 99
- Blu = 100
- DyAc = Disattivata
- Frequenza di aggiornamento = 240Hz
Dopo la calibrazione il punto di bianco risulta più preciso (annullando la tendenza al rosso) e la gamma regala una risposta quasi perfetta.
Il rapporto di contrasto medio iniziale era di circa 841:1, inferiore a quello dichiarato ma nella media per questo tipo di pannelli. Dopo la calibrazione il rapporto di contrasto statico diventa deludente fermandosi a circa 416:1, un sacrificio probabilmente troppo alto per compensare i difetti di temperatura del colore. Visto l’uso a cui è rivolto il monitor, probabilmente è bene accontentarsi del profilo ICC fornito da Windows e rinunciare ad una calibrazione “perfetta” del colore.
Uniformità dell’illuminazione
Abbiamo osservato sul pannello uno sfondo nero in una stanza buia e abbiamo potuto notare un discreto fenomeno di backlight bleed, in particolare come una sorta di “spotlighting” verso la parte inferiore destra. La foto qui sotto è stata scattata da pochi metri e perfettamente centrale, offrendo un riflesso accurato di come l’uniformità della retroilluminazione apparisse per il contenuto scuro.
L’uniformità della luminanza dello schermo è variabile, ma complessivamente ragionevole. Il punto più luminoso registrato è il “quadrante 5” al centro dello schermo (118,0 cd / m²). La più grande deviazione da questo si è verificata al “quadrante 7” nell’angolo in basso a destra (105 cd / m², che è più oscurato del 11% rispetto al centro). Altrove la deviazione tra un dato quadrante e il punto più luminoso era 4-9%. È importante ricordare che l’uniformità varia a seconda delle singole unità e puoi aspettarti una deviazione diversa oltre i punti misurati. La mappa del profilo qui sotto rappresenta graficamente questa informazione, con grigi più scuri che rappresentano una minore luminanza e quindi una maggiore deviazione dal punto centrale rispetto ai grigi più chiari.
Deviazione di colore
Sono state anche analizzate le deviazioni nella temperatura del colore (punto bianco), con le misurazioni effettuate utilizzando gli stessi 9 quadranti. Le deviazioni vengono assegnate ai valori DeltaE, con valori più alti e sfumature più scure sulla mappa che rappresentano una deviazione più elevata dall’obiettivo diurno 6500K (D65) rispetto ai valori più bassi e alle tonalità più chiare. Qui, un DeltaE > 3 è considerato una deviazione significativa che la maggior parte degli utenti potrebbe notare abbastanza facilmente a occhio.
Input lag
Abbiamo utilizzato un piccolo strumento chiamato SMTT 2.0 e una fotocamera sensibile per confrontare l’input lag di BenQ ZOWIE XL2546 con un intervallo di schermate di cui è nota la latenza. Sono state effettuate oltre 30 letture ripetute per aiutare a massimizzare la precisione. Usando il metodo, abbiamo misurato 3,40 ms (poco più di 1/2 di un frame a 240 Hz) di input lag. Questo valore è influenzato sia dall’elemento di input lag che “vedi” (reattività dei pixel) sia da quello che “senti” (ritardo del segnale). Indica che il monitor ha un ritardo del segnale estremamente basso che non dovrebbe disturbare nemmeno gli utenti sensibili.
Sfocatura percepita
Le seguenti immagini sono fotografie di inseguimento scattate usando l’UFO Motion Test per ghosting. Il test è stato impostato per funzionare alla velocità predefinita di 960 pixel al secondo: questa è una buona velocità pratica per scattare tali fotografie.
Sia la riga centrale (sfondo ciano medio) che la riga superiore (sfondo ciano scuro) sono state testate per evidenziare alcune differenze nella reattività dei pixel a seconda della profondità dell’ombreggiatura coinvolta nelle transizioni. Il monitor è stato testato a 30Hz, 60Hz, 120Hz e 240Hz. Tutte le impostazioni di “DyAc” sul monitor sono state testate (Premium, Alto, Disattivata), ma solo a 240 Hz. Ciò è dovuto al fatto che queste impostazioni hanno avuto un effetto simile sulla reattività dei pixel (e quindi al fine di queste immagini) indipendentemente dalla frequenza di aggiornamento, quindi non era necessario perdere tempo fotografando tutte le frequenze di aggiornamento con ogni impostazione “DyAc”.
Quella di seguito è un esempio di foto del test, scattata a 240Hz con DyAc impostato su “Premium”.
Con DyAc attiva la sfocatura percepita attiva viene notevolmente ridotta. È possibile vedere i dettagli sugli oggetti già piuttosto distinti a 120 Hz, che diventano ancora più distinti con l’aumentare della frequenza di aggiornamento.
Recensione BenQ ZOWIE XL2546: il verdetto
Con un minimo aggiustamento dei valori nell’OSD, tra cui l’enorme riduzione obbligatoria della luminosità e alcune modifiche al canale dei colori, l’immagine disegnata da BenQ ZOWIE XL2546 risulta vivida e varia.
La superficie antiriflesso del pannello presenta una facciata abbastanza liscia, evitando il tipo di granulosità invadente che si può vedere su alcune superfici opache di altri prodotti.
Out of the box la gamma non era azzeccata su “2.2” ma tracciata bene a “2.3” senza grandi deviazioni e la resa dei colori non era perfetta (polarizzazione verso il rosso): tuttavia, per gli scopi previsti del monitor, i risultati raggiunti sono più che adeguati. Inoltre entrambi i problemi svaniscono con un’accurata calibrazione, a forte discapito, però, del rapporto di contrasto.
Il contrasto statico è risultato invece non all’altezza, meno di quello che ci si aspettava da un pannello di tipo TN discreto (841:1 su circa 1000:1), sopratutto dopo le regolazioni apportate dalle nostre calibrazioni (circa 416:1). Un rapporto di contrasto comunque accettabile (almeno rinunciando alla calibrazione), gli elementi chiari si sono distinti discretamente contro i dintorni più scuri, sebbene l’effetto “backlighting bleed” ha consumato alcuni dettagli vicino la parte inferiore dello schermo. Come specificato nella recensione, il backlighting bleed varia tra le singole unità ma, i modelli che usano questi pannelli TN ad alta frequenza di aggiornamento, soffrono di questo tipo di problemi abbastanza frequentemente.
La reattività complessiva è ottima il monitor presenta una qualitativa velocità di aggiornamento fino a 240Hz, con livelli molto bassi di input lag. La tecnologia DyAc ha fatto il suo dovere, liberando l’immagine da tremolii e balbuzie causati dalla tradizionale frequenza dei fotogrammi e dai disallineamenti della frequenza di aggiornamento. Anche la funzione Black eQualizer ha funzionato come previsto annullando del tutto il vantaggio delle zone d’ombra per gli avversari.
Nel complesso BenQ ZOWIE XL2546 offre tutto quello che si può desiderare per le prestazioni in gioco a patto di scendere a qualche compromesso con il contrasto statico dell’immagine. Insomma, come sempre dichiarato in questa recensione, un prodotto rivolto esclusivamente al mondo del gaming competitivo e il nostro giudizio si basa esclusivamente su questo utilizzo. Assolutamente sconsigliato per altri usi.
PS: non mancare di leggere la nostra guida sui migliori monitor da acquistare!
- Frequenza di aggiornamento ad alta velocità a 240Hz per un’esperienza di gioco PC ottima
Punti a favore
- Prestazioni competitive a 240Hz, con una reattività dei pixel ottima e un ritardo di input molto basso
- DyAc e Black eQualizer
- Un design abbastanza sobrio (con più opzioni di colore)
- Flessibilità ergonomica completa
- Dock S-Switch e Shield
- Alcune utili porte 'aggiuntive' come HDMI e USB 3.0
- Buona uniformità di colore e di illuminazione
Punti a sfavore
- Contrasto statico deludente, sopratutto dopo la calibrazione
- Punto bianco leggermente non corretto, migliora con calibrazione
- Tracking della gamma (2.2) non perfetto, migliora con calibrazione
- Possibile presenza di "backlighting bleed"
- L'OSD richiede un po' di studio
- Non adatto ad usi diversi dal gaming
















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