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Bentornati all’appuntamento dedicato agli anime e al loro raffronto con i manga: oggi vi presentiamo The Earl and The Fairy di Tani Mizue
Fate, maghe e streghe fanno parte del vissuto di una lunga tradizione occidentale, che vuole le donne in prima linea tra le fila di queste creature a metà tra il bene e il male. Le fate, soprattutto, hanno goduto di ottima fama negli ultimi anni.
Nelle rappresentazioni che ne sono state date nel tempo, in una letteratura prevalentemente rivolta ai ragazzi, gli aspetti positivi prevalgono su quelli negativi. Giovani ragazze in abiti scintillanti che usano i propri poteri per debellare il male; una magia, però, che passa in secondo piano. L’aspetto sentimentale torna preponderante, nascondendo agli occhi di chi poco conosce le leggende tutto il potere distruttivo associato a queste creature magiche.
In The Earl and The Fairy, Lydia Carlton è un “medico della fate” che ci proietta dentro un mondo incantato fatto di creature uniche, che quasi nessuno riesce a scorgere. Raccontato dal punto di vista di chi non possiede tali poteri, ma li cura, la storia si mantiene sui toni del fantastico/romantico; sacrificando, come consuetudine, l’aspetto più crudo delle leggente legate alle creature fatate.
Nel suo insieme, però, riporta in scena quel pizzico di mistero che rende la visione piacevole, regalando allo spettatore una storia sdolcinata ma ricca di magia; elemento che, abbandonato da ormai troppo tempo, ritrova qui una giusta rappresentazione.
The Earl and The Fairy è una serie di trentatré light novel scritta da Tani Mizue, illustrata da Asako Takaboshi, pubblicata in Giappone dalla casa editrice Shūeisha, sulla rivista Cobalt. Nel settembre 2008 è iniziata la pubblicazione di un adattamento manga disegnato da Ayuko e serializzato nella rivista Margaret. Inoltre, una versione anime venne trasmessa in contemporanea con la pubblicazione del manga.
Trama | The Earl and The Fairy di Tani Mizue
La storia è ambientata nell’età vittoriana e segue le avventure della diciassettenne Lydia Carlton, “medico delle fate”. Lydia riesce a vedere ogni forma di creatura magica e, non essendo in molti a possedere questo dono, viene considerata una ragazza decisamente particolare.
Mentre è su una nave per andare a trovare il padre a Londra assieme a Nico, il suo inseparabile gatto parlante, trova nella sua stanza un giovane ragazzo che le chiede di aiutarlo. Accettata la proposta, scopre che il ragazzo è un conte di nome Edgar J. C. Ashenbert, autoproclamatosi Conte Cavaliere Blu. Egli rivela alla giovane che vuole trovare la nobile spada dei Merrow e che ha bisogno del suo aiuto per decifrare alcuni indizi, scritti nella lingua delle fate.
Così inizia la loro avventura alla ricerca della spada magica.
Creature magiche | The Earl and The Fairy di Tani Mizue
Lydia Carlton è un “dottore delle Fate“, un mestiere ormai in disuso: la ragazza ha infatti la capacità di vedere e parlare con le fate e il suo compito è quello di mediare il rapporto tra loro e gli esseri umani. Alle persone normali, però, Lydia appare semplicemente come una diciassettenne eccentrica e molto strana, che parla da sola.
In seguito alla proposta del Conte, deciso a trovare la spada di Merrow, Lydia viene coinvolta in una sorta di caccia al tesoro, popolata da essere fatati: Brownie, Pixie, Banshee, Sirene e folletti.
Presentati con estrema leggerezza, circondati da un alone di mistero, i personaggi fatati portano in scena la lunga tradizione di leggende ad essi legate; complici, nella rappresentazione, anche le ambientazioni tipiche: Edimburgo, dove vive Lydia, dopodiché si approda in Irlanda, e poi di nuovo a Londra.
La presenza delle creature magiche caratterizza anche i personaggi stessi, portandoci a scoprire cosa si celi dietro il loro passato e cosa li abbia portati, oggi, a compiere il viaggio. A rendere ancora più intrigante la narrazione, permettendoci di immedesimarci con l’ambiente circostante, è l’epoca in cui la storia viene ambientata: l’Età Vittoriana.
A tutti gli effetti un anime giapponese costruito su leggende celtiche/irlandesi a base di fate e atmosfere vittoriane.
Una storia decisamente romantica | The Earl and The Fairy di Tani Mizue
La storia, per chi ama i manga shōjo, è ricca di cliché legati al genere. Il Conte ha un passato orribile, gli è capitato di tutto e quando si avvicina a Lydia lo fa solo per sfruttarla; Lydia, seppur derisa per le sue capacità dalle persone del suo villaggio, non ha mai provato odio, è ingenua e pura, e questo per Edgar è irresistibile.
Edgar è un personaggio ambiguo e che gli accenni al suo passato seminano più interrogativi che risposte. Senza tralasciare che la natura del loro rapporto, almeno nell’anime, viene poco chiarita; anch’essa, alla fine, lascia più perchè di quante risposte dia.
Non mancano, comunque, momenti di adolescenziale intimità; nuovamente, testimonianza di come alcune storia abbiano un target specifico di pubblico a cui destinarsi. In The Earl and The Fairy, al di là di tutto il comparto magico, è la relazione/non relazione dei due a reggere le redini della storia.
Personaggi secondari
Sebbene questo primeggiare del lato romantico, la storia caratterizza molto bene i protagonisti; da tenere in considerazione anche i personaggi secondari. A differenza di molte altre storie, questi possiedono una grande importanza, che viene rivelata, in parte, con il procedere della storia. Meritano una menzione in particolare il gatto parlante Nico, che “Beve un sacco e ha un pessimo carattere!“, e Raven il servitore di Edgar, impassibile ogni cosa gli succeda intorno.
Conclusioni
Ci sono molti dettagli dell’opera originale che non sono riuscita ad inserire, molti episodi che non sono riuscita a disegnare. Mettete insieme il romanzo originale, l’anime e il drama e immergetevi nel mondo di The Earl and The Fairy!
Così interviene Ayuko, la mangaka che si è occupata della trasposizione fumettistica, durante un’intervista. Come detto inizialmente, The Earl and The Fairy nasce come Light Novel per diventare poi un manga e un anime di 12 episodi.
Nelle due trasposizioni, manga e anime, sono presenti differenze anche molto rilevanti ai fini della trama. Nell’anime troviamo episodi e personaggi che non compaiono nel manga, e viceversa. Le somiglianze riguardano soprattutto i primi due volumetti del manga, che riprendono i primi episodi dell’anime con, però, una grande differenza, e cioè il personaggio di Ermine. Si tratta della sorella di Raven, inseparabile compagna di Edgar, la cui figura non è affatto chiara nell’anime. Nei successivi due volumi, invece, la storia cambia completamente.
Inoltre, se da un lato nel manga mancano personaggi, dall’altro è più chiara la storia del Conte Cavaliere Blu, con un approfondimento introspettivo maggiore del personaggio di Edgar.
L’ultima differenza di rilievo, riguarda i disegni. Nell’anime i colori sono sgargianti, i personaggi rappresentati con linee tondeggianti e dolci; il manga, invece, è curatissimo nei particolari e usa molto di più le ombre (che danno all’ambientazione vittoriana un’atmosfera più misteriosa).
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