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In Contagion di Steven Soderbergh la finzione sembra essere diventata realtà, nell’attuale pandemia: ecco la scienza dietro il film
Contagion è un film del 2011 di Steven Soderbergh dal cast di spicco (Matt Damon, Marion Cotillard, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet, Bryan Cranston) che ultimamente sta avendo una seconda vita in streaming ma che già all’epoca dell’uscita ha avuto un discreto successo internazionale, con 135 milioni di dollari incassati al botteghino. Ma, al di là della riuscita cinematografica, è un film che fa riflettere considerando anche l’attuale pandemia. Proprio per la sua trama: una malattia influenzale colpisce il mondo con estrema rapidità. La comunità medica mondiale si trova in breve tempo a dover affrontare la ricerca di una cura e il controllo del panico che si diffonde progressivamente ovunque.
Il passo dal film alla realtà è spesso molto breve. Più breve se, come nel caso di Contagion, a supportare la produzione c’è stato un costante confronto con il mondo della scienza e con tesi empiriche. Chiarimo subito che ciò non significa che il film sia stato profetico. In realtà l’ispirazione è dovuta alle precedente influenze suina, che ha colpito il mondo nel 2003, e soprattutto da virus Nipah, che è migrato dai pipistrelli ai maiali mietendo centinaia di morti in Malesia nel 1990. D’altro canto le pandemie hanno attraversato la storia dell’uomo diverse volte, per cui era ampiamente prevedibile che sarebbe potuto accadere nuovamente. Quello che, probabilmente, ha di profetico il film è l’aver previsto gli effetti della pandemia in un mondo moderno carente di strumenti per difendersi.
Contagion: le spiegazioni della scienza medica
Il film descrive in maniera così realistica gli effetti di una pandemia grazie al supporto di consulenti esperti nel settore. Il primo è Ian Lipkin, virologo presso la Columbia University, recentemente risultato positivo allo stesso COVID-19. Nel film ha immaginato una pandemia estremamente aggressiva, ma anche una risposta più reattiva da parte delle autorità. Lo scienziato ha infatti accusato il Governo del proprio Paese di aver agito con troppa lentezza e in modo schizofrenico, facendone pagare le conseguenze alla popolazione, contrariamente ad altre nazioni: “la Germania si è focalizzata subito su test e contenimento dei contagi, non c’è altro per spiegare il loro basso tasso di mortalità”. Si è poi recentemente espresso il merito alla auspicata fase 2, concreta realtà in molti Stati, affermando che questa è realizzabile solo a patto di arruolare plotoni di personale sanitario per tracciare e isolare i contagiati. Lipkin ha comunque ammonito che, in assenza di vaccini e di sistemi efficaci di tracciamento dei contagi, sarà difficile tornare a condurre una vita normale.
Altra esperta a suo tempo arruolata da Steven Soderbergh è Tracey McNamara, professoressa di patologia alla Western University of Health Sciences di Pomona, in California. Intervistata da BuzzFeed News, ha auspicato che le persone, rivedendo Contagion, possano avere una visione più chiara di quanto l’attuale scienza medica sappia sulle minacce pandemiche. L’esperta ha altresì espresso un pensiero sull’operato dei governi globali. Questi “avrebbero dovuto prendere più sul serio la minaccia di una pandemia al momento dell’uscita del film, perché era un avvertimento: può accadere, e bisogna essere preparati“. La scienziata ha anche ribadito la verosimiglianza della pellicola per quanto riguarda la disponibilità di un vaccino: al termine del thriller si trova una cura, ma non prima che il virus abbia ucciso quasi trenta milioni di persone nel mondo.
Perché dovreste vedere questo film?
Le opinioni mediche in merito all’attuale pandemia da Coronavirus, per quanto a volte difformi, ruotano intorno a una base già conosciuta nella pellicola di Soderbergh. Vi possiamo consigliare un approfondimento in merito con la nostra intervista al virologo Michele Mangolini, di alcune settimane fa. In ogni caso, al di là della verosimiglianza e della curiosità dietro la scienza in Contagion, noi vi possiamo consigliare visione del film per vari motivi. In primo luogo la regia e il cast di livello fanno la differenza. La proiezione è tesa e le interpretazioni dei soggetti che, in diverse posizioni, situazioni personali e responsabilità, vengono raccontati, sono intriganti. C’è poi il tema delle reazioni alla catastrofe, mai scontate e affatto comprensibili.
Se volete recuperare o rivedere Contagion, lo potrete trovare in streaming su Infility, oltre che in numerose altre piattaforme. La pellicola sarà poi trasmessa stasera su Canale 5.
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