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Sorrentino torna col suo stile inconfondibile all’interno del Vaticano senza tradire le aspettative, come leggerete in questa recensione di The New Pope
TITOLO ORIGINALE: The New Pope. GENERE: Drammatico. NAZIONE: Stati Uniti d’America, Italia, Francia, Spagna. REGIA: Paolo Sorrentino. CAST: Jude Law, John Malkovich, Silvio Orlando, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, Marcello Romolo. DURATA: 56 min (9 episodi). DISTRIBUTORE: Sky Atlantic, HBO. USCITA: 10 gennaio 2020.
Dopo il successo di The Young Pope, era lecito aspettarsi un seguito, e così è stato. Paolo Sorrentino torna infatti con The New Pope, lasciando ancora una volta il segno. Infatti, come per ogni opera del regista, anche in questo caso il suo stile avvolge ogni episodio con una messa in scena di grande impatto. La serie, da poco conclusa su Sky Atlantic, mette in scena un percorso che ci accompagna alla scoperta dell’animo umano, con un messaggio ben preciso che emerge chiaramente sul finale. Il ritorno all’interno delle mura vaticane non tradisce quindi le aspettative, come capirete leggendo questa recensione di The New Pope.
Recensione The New Pope – La fragilità umana
La prima stagione si era conclusa con il coma di Lenny Belardo(Jude Law), dopo un discorso ai fedeli denso di energia, che sembrava aver prosciugato la vita stessa di Pio XIII. In vaticano si cerca quindi di colmare il vuoto, cercando una soluzione diversa. Un papa meno rigido, una figura che possa essere anche meno scomoda. Si arriva quindi a Giovanni Paolo III(interpretato da John Malkovich). Questo si presenta fin da subito come il simbolo della via media. Una persona fragile, perseguitata dai fantasmi del suo passato, con la morte del fratello e l’odio della sua famiglia. Una via media in netto contrasto col fanatismo religioso, minaccia che fa capolino nel corso degli episodi con la minaccia islamista, per poi chiudere il cerchio nel twist finale.
The New Pope differisce dalla precedente stagione proprio per la figura di Sir John Brannox(poi rinominato Papa Giovanni Paolo III). Anche in questo caso il personaggio ha un’ottima caratterizzazione e interpretazione, ma proprio per come è scritto non è dirompente come il Lenny di Jude Law. Rispetto a The Young Pope, anche la narrazione cambia, con una storia che si sviluppa in maniera più lineare. Questo da una parte favorisce lo sviluppo del racconto, ma dall’altra toglie forse quell’alone mistico che circondava Pio XIII, che arrivava a sembrare una via di mezzo tra l’umano e il divino. Si conferma eccezionale la figura di Voiello(Silvio Orlando), che svela il cuore del vaticano fatto di macchinazioni e ricatti. Lo stesso Voiello viene approfondito anche sul lato umano, con alcuni momenti che riescono sicuramente ad emozionare, con la figura di Girolamo che assume grande importanza. Anche Sofia Dubois(interpretata da Cécile de France), si conferma una figura forte, che viene approfondita rivelando la persona dietro il personaggio.
Il cast è quindi di altissimo livello, con ottime interpretazioni e una curata caratterizzazione. In questo caso infatti emerge spesso la parte più fragile e umana dei personaggi, lasciando spazio anche ad altri temi. Anche la colonna sonora è di ottima fattura, accompagnando ogni sequenza e rafforzandone il messaggio. A partire da un’intro incredibile, proprio come la precedente. Ora vi lascio al trailer di The New Pope, nel caso vogliate farvi un’idea generale.
https://www.youtube.com/watch?v=TAOD50blOKk
Recensione The New Pope – La forza delle immagini
Alcuni criticano Sorrentino ritenendo il suo modo di fare cinema eccessivamente barocco, come un esercizio di stile fine a se stesso. Personalmente mi trovo in disaccordo, e anzi, ritengo il suo essere eccessivo necessario per rendere le sue opere uniche. Anche in The New Pope, ci troviamo di fronte ad una resa visiva incredibile. Il modo in cui sono girate alcune scene fa sembrare alcune sequenze riflessive, quasi poetiche, in alternanza con primi piani che mettono in mostra le sensazioni e riflettono l’animo del personaggio inquadrato. Tutto questo si unisce poi al surrealismo e all’ironia di alcune scene, elementi che già erano presenti in The Young Pope.
Vi basti sapere del dialogo tra il papa e Marilyn Manson, che gli dà anche qualche suggerimento, o sempre Ser John che parla al telefono con Meghan Markle dandogli consigli sull’abbinamento dei vestiti. Interessante inoltre il modo in cui vengono trattati gli estremismi religiosi e non, così come la presenza di temi molto attuali. Ci sono ad esempio le suore che portano avanti la lotta per i propri diritti, con alcune di loro che vengono ricattate e una di loro che è rimasta incinta. Trova spazio anche la relazione tra Stato e Chiesa, e i complotti all’interno del vaticano. Chiaramente ci sono momenti in cui si vede che lo stesso Sorrentino si diverte a giocare con luoghi comuni e oggetti sacri. Tra croci al neon, relazioni clandestine e cardinali in cerca di potere.
Considerazioni finali
Come avrete capito da questa recensione di The New Pope, questa è una serie che porta il marchio indelebile di Sorrentino. Resta quindi il fatto che se non apprezzate i suoi film difficilmente amerete questa serie. Forse inizialmente non c’è la stessa forza che dava la carismatica figura di Pio XIII, ma, soprattutto sul finale, la storia si chiude con un colpo di scena forse un po’ forzato ma interessante. Il ritmo stesso degli episodi è un crescendo, rispecchiando l’evoluzione della trama. I dialoghi sono ben scritti, e l’approfondimento di alcuni personaggi è ben realizzato. Il cast si conferma ottimo, così come la regia e la fotografia(che sono anche un gradino sopra il resto). Non tutti riusciranno ad apprezzare questa serie, che sicuramente si prende i suoi tempi per lo sviluppo della storia. Anche alcuni eccessi potrebbero sembrare troppo artificiosi agli occhi di qualcuno, ma, come detto prima, questo è relativo anche alla vostra percezione del modo di fare di Sorrentino. The New Pope è una serie che si prende dei rischi, e a mio modo di vedere lo fa nel modo giusto, magari in attesa di vedere se lo stesso regista deciderà di produrre altre serie.
Punti a favore
- Regia e fotografia eccezionali
- Cast di alto livello
- Personaggi ben caratterizzati
Punti a sfavore
- Non adatto a chi non ama Sorrentino
- Una certa lentezza nella parte iniziale
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