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Recensione Euphoria stagione 2: la serie alza l’asticella della qualità dei prodotti audiovisivi odierni
TITOLO: Euphoria. GENERE: teen drama. NAZIONE: USA. REGIA: Sam Levinson. CAST: Zendaya, Hunter Schafer, Jacob Elordi, Sydney Sweeney, Alexa Demie, Angus Cloud, Maude Apatow, Eric Dane, Barbie Ferreira, Colman Domingo, Dominic Fike. DURATA: 8 episodi, 48-65 minuti. PRODUZIONE: HBO. DISTRIBUZIONE ITALIANA: Sky. USCITA: 9 gennaio-27 febbraio.
Si è conclusa nella notte italiana la seconda stagione di Euphoria. La serie, con protagonista Zendaya e creata da Sam Levinson, già dopo la prima stagione era diventata un punto di riferimento per l’universo teen e non solo del panorama moderno. Una trama accattivante, dei personaggi ben caratterizzati e una qualità tecnica non indifferente ha condotto Euphoria nell’olimpo delle serie migliori degli ultimi anni. Questa seconda stagione non fa che confermare questo suo status grazie ad una nuova maturità, che speriamo di poter rivedere anche nella terza stagione (già confermata). Addentriamoci nella recensione della seconda stagione di Euphoria, partendo dal trailer!
La trama | Recensione Euphoria seconda stagione
Dopo una prima stagione ricca di avvenimenti ed emozioni (vi lasciamo qua un recap), Euphoria ritorna cambiando parzialmente approccio. Se al suo debutto infatti si era deciso per un approccio che presentasse tutti i personaggi e dedicasse praticamente un episodio al passato di ognuno di essi, la situazione qui è diversa. Il numero dei personaggi principali si è decisamente ridotto e vengono sottolineate le trame solamente di una manciata di essi. Rue (Zendaya) è ancora alle prese con la tossicodipendenza, nonostante il suo lungo dialogo con Ali (Colman Domingo) nell’episodio speciale di fine 2020. Jules (Hunter Schafer) abbandona la parabola che l’aveva contraddistinta per tutta la prima stagione e nell’episodio speciale a lei dedicato, per una seconda stagione più in secondo piano. Salgono alla ribalta Cassie (Sydney Sweeney) e Lexi (Maude Apatow), le vere e proprie co-protagoniste di questi episodi. Cassie, conclusa la storia con McKay (Algee Smith), inizia una complicata storia con Nate (Jacob Elordi), nonostante ciò provochi più problemi che altro; Lexi conosce nel primo episodio Fez (Angus Cloud) e decide di mettere in scena uno spettacolo teatrale, il vero fulcro di questa stagione.
Concretezza | Recensione Euphoria seconda stagione
La prima stagione di Euphoria era contraddistinta da uno stile unico. I colori appariscenti, i dialoghi che oscillavano tra lo slang giovanile e i discorsi filosofici e la ricercatezza della regia rendevano il tutto qualcosa di mai visto prima in televisione. Nella seconda stagione tutto ciò non viene snaturato, ma in qualche modo modificato. La ricercatezza è sì presente, ma non ingombrante, e viene sottolineata solo in determinati momenti. In particolare gli ultimi due episodi sono un trionfare di tranelli nei confronti dello spettatore. Quando manca la particolarità emerge però la concretezza, che a volte era mancata nella prima stagione. Se la prima era la stagione dell’eccesso, questa è la stagione della maturità. Molti dei personaggi affrontano un viaggio molto più personale e profondo rispetto agli 8 episodi originali. Essi ci danno modo di affezionarci a loro in maniera meno superficiale di quanto potessimo fare nella stagione del debutto.
Meno personaggi, più emozioni | Recensione Euphoria seconda stagione
Rispetto alla prima stagione, come detto, vediamo l’evoluzione in maniera più approfondita di una manciata di personaggi. Scompare quasi totalmente dai radar McKay, uno dei miei preferiti della prima stagione e Kat (Barbie Ferreira) viene lasciata parecchio in disparte. Persino Jules appare molto meno di quanto ci si sarebbe potuti aspettare. Questo non rappresenta per forza un aspetto negativo, ma dà certamente un segnale. Nella prima stagione il gran numero dei personaggi serviva anche a mostrare la diversità della serie, il suo coinvolgere quasi tutti gli estremi della nuova società dei nostri tempi. La seconda, invece, serve a concentrarsi sui personaggi che hanno veramente qualcosa da dire. Il percorso di Cassie, così come quello di Lexi, sono le punte di diamante di questi 8 episodi. Da una parte abbiamo un personaggio che è passata nel giro di una stagione dall’essere una vittima all’essere la regina della serata, mettendo in risalto le doti della sua interprete, assolutamente fuori dall’ordinario, mentre dall’altra ne abbiamo uno snobbato nel corso della prima stagione ma che qui ha saputo sfruttare al meglio le occasioni che ha ricevuto, mettendo in scena alcuni tra i momenti migliori della serie.
Conclusioni
La seconda stagione di Euphoria conferma la bontà della serie e, se possibile, ne alza il livello. Se la prima era la stagione dell’esplosione, che doveva stupire tutti, la seconda è quella della conferma e della maturità, in attesa di scoprire cosa ci riserverà la terza. Le performance del cast sono impareggiabili e non mi stupirebbe vedere una seconda vittoria agli Emmy per Zendaya (vista recentemente anche in Dune e Spider-Man No Way Home), come non mi stupirebbe vedere almeno un altrə attorə candidatə ad uno dei premi principali il prossimo anno. La ricercatezza della regia non scompare ma, pur mantenendo un’eleganza e uno stile invidiabile, lascia che sia la storia ad avere il sopravvento, emergendo solamente quando è necessario. Euphoria è destinata a segnare in maniera definitiva la generazione di cui parla e a cui si rivolge. Lo è in particolare per il modo sensibile con cui affronta temi delicati e per dipingere in maniera magistrale immagini che rimarranno a lungo nel nostro immaginario collettivo.
E voi, cosa ne pensate? Cosa ne pensate della nostra recensione della seconda stagione di Euphoria? Fatecelo sapere nei commenti!
Punti a favore
- La performance del cast
- La maturità raggiunta dalla trama
Punti a sfavore
- La regia è meno appariscente
- Peso diverso ai personaggi rispetto alla prima stagione
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