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Ecco a voi la recensione di Crawler, cortometraggio horror sbarcato al Trieste Science+Fiction Festival 2020, che tra richiami ai classici fa la sua figura
TITOLO ORIGINALE: Crawler. GENERE: horror. NAZIONE: Svezia. REGIA: Ivan Radovic. CAST: Lisa Bearparl, Martin Hendrickse, Linn Flisell, Jnnifer Lila. DURATA: 7 min. DISTRIBUTORE: Ritualen. DATA DI PRESENTAZIONE: 30/10/2020.
Con questa recensione andremo a dissezionare Crawler, cortometraggio in concorso al Trieste Science+Fiction Festival, edizione 2020. In particolare l’opera concorre per la sezione European Fantastic Shorts – Méliès d’argent competitivo, appositamente dedicata ai filmati brevi. Il vincitore potrà poi concorrere all’ambito Méliès d’Oro, assegnato annualmente dalla European Fantastic Film Festivals Federation.
Andiamo quindi a scoprire quest’opera horror, in cui corrono lungo diversi binari due sole ambientazioni.
Trama | Recensione Crawler
Da un lato abbiamo due medici legali impegnati nell’autopsia di una misteriosa creatura. Ne scopriamo i tratti man mano, capendo che si tratta di una creatura sovrannaturale. La stessa che ha aggredito una donna nella propria abitazione, quasi uccidendola, poco prima che la raggiunga sua figlia. Il mostro, si scopre, è un vampiro, evidentemente assetato di sangue.
I vampiri sono tra noi| Recensione Crawler
In due soli ambienti si svolge tutto, lungo linee temporali che si intrecciano. Le location utilizzate sono infatti pochissime ma ciò ovviamente costituisce un punto a favore dell’opera. Da un lato una casa, con un’atmosfera apparentemente calda ma che nasconde un avvenimento inquietante. Dall’altro un laboratorio di autopsia, in cui due medici, professionalmente, analizzano la salma di una misteriosa creatura.
I tratti del mostro li scopriamo a poco a poco, ma è questa la cosa più inquietante. Ottima cura dei dettagli e della fotografia, soprattutto considerando che si tratta di un corto, anzi cortissimo. La trama è essenziale, ma simpatica. Gli attori credibili. Fa paura? Quanto basta.
Grandi citazioni in una angusta durata | Recensione Crawler
Una cosa che balza immediatamente all’occhio è la notevole quantità di citazioni da classici della cinematografia. Il modo in cui la creatura aggredisce le proprie vittime ricorda Alien, con questo piccolo parassita che si attacca alla preda quasi a diventarne parte. L’immagine stessa del mostro è invece tipicamente vampiriana, con rimandi al filone dei film su Dracula. Un pipistrello antropomorfo, molto dettagliato dal punto di vista estetico, viscido, inquietante, da far venire la pelle d’oca.
Le due importanti citazioni si intrecciano e, nonostante si tratti di film di fantascienza, rendono tutto tanto familiare da risultare credibile. Tutti abbiamo infatti visto molte volte le diverse pellicole sui due protagonisti horror, tanto che se ci capita di vedere una creatura derivante da quell’immaginario possiamo credere nella sua esistenza. Su questo punta il film, ed è una scelta vincente.
Conclusione
Al termine di questa recensione di Crawler possiamo affermare che si è rivelato un buon cortometraggio, che nel suo piccolo (in tutti i sensi) dà una bella svolta horror al Trieste Science+Fiction Festival 2020. La sua durata estremamente breve è un punto a sfavore, ma d’altra parte gli effetti speciali, quasi sempre prostetici, sono molto curati e rendono tutto realistico. La storia è semplice e lineare, ma la scelta di svelare a poco a poco l’inevitabile epilogo non fa altro che aumentare la tensione di questo buon lavoro.
Punti a favore
- Buona tensione
- Fotografia da film
Punti a sfavore
- Troppo simile a un trailer
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