Quando acquisti tramite i link sul nostro sito potremmo guadagnare una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per l’utente.
Di recente una nuova startup ha creato un nuovo dispositivo tascabile dotato di un assistente AI che ha intenzione di sostituire e far dimenticare completamente i famosi assistenti Alexa e Siri, ecco cos’è e come funziona il Rabbit r1, il nuovo assistente con intelligenza artificiale
C’è stato il CES a Las Vegas, una fiera di elettronica di consumo (puoi trovare tutte le info qui) e hanno presentato un nuovo dispositivo tascabile dotato d’intelligenza artificiale che può imparare qualsiasi compito digitale gli facciate vedere e lo farà al posto vostro. Questo dispositivo innovativo che una nuova startup ha presentato si chiama Rabbit r1 e sembra essere la rivoluzione degli assistenti digitali. Con il Rabbit r1, infatti, potremmo dire addio ad Alexa, Siri, Google Assistant e tutti gli altri assistenti vocali che conosciamo oggi.
Jesse Lyu presenta Rabbit | Rabbit r1: che cos’è e come funziona il nuovo assistente AI
Da quello che sembra, Jesse Lyu, il fondatore della Rabbit Inc, odia le app. Al CES di Los Angeles, il fondatore della nuova startup ha presentato il nuovo assistente AI Rabbit r1, che ha l’obiettivo di distaccarsi dall’utilizzo degli smartphone e chiedere direttamente al dispositivo solo premendo un pulsante e ordinando di fare un’azione. Il Rabbit r1, di rimando, risponderà al comando con una serie di script automatici, chiamati rabbit (conigli) e risponderà alla vostra richiesta mentre nel frattempo svolgete altro. Ora vediamo nel dettaglio come funziona questo nuovo assistente AI e quale rivoluzione porterà nel mondo dell’elettronica.
Le features di Rabbit | Rabbit r1: cos’è e come funziona il nuovo assistente AI
Il Rabbit r1 è un piccolo dispositivo di un simpatico colore rosso-arancione grande quanto un post-it. Rabbit è stato progettato in collaborazione con l’azienda svedese Teenage Engineering. Ha un piccolo touchscreen di soli 2,88 pollici sul lato sinistro e una rotella per lo scorrimento analogico sul lato destro. Sopra la rotella c’è una fotocamera che ruota di 360 gradi, con cui potete scattare dei selfie, ma si può usare anche come fotocamera posteriore. Quando non è attiva, la fotocamera chiamata Rabbit Eye è rivolta verso l’alto o verso il basso, per garantire la privacy di chi lo utilizza. La Rabbit Eye è pensata anche per le videochiamate, anche se non funziona proprio come con gli smartphone. Sul bordo destro del Rabbit c’è un pulsante push-to-talk, va tenuto premuto così da potergli dare dei comandi vocali.
Si può connettere al WiFi tramite connessione wireless, ma possiamo anche metterci una scheda sim 4G Lte per collegarci a internet. Questo significa che non ha bisogno di connettersi ad un altro dispositivo per funzionare. Ha anche una porta usb-c per la ricarica e l’azienda dichiara che la batteria ha una durata che ha un’autonomia che dura tutto il giorno. Il prezzo gira intorno ai 199 dollari, a cui però bisogna aggiungere il costo per la connettività cellulare. I preordini sono già disponibili anche per noi italiani e le prime consegne sono previste per fine marzo. Manca davvero poco quindi per testare questo nuovo gioiellino della tecnologia.
Addio smartphone? | Rabbit r1: che cos’è e come funziona il nuovo assistente AI
C’è da specificare una cosa: per quanto possa sembrare rivoluzionario, il Rabbit non sostituirà assolutamente gli smartphone. Infatti, non si può utilizzare per guardare film o giocare. Il compito principale dell’R1 è quello di facilitare i compiti più noiosi. Per descrivere il dispositivo, Lyu l’ha paragonato al passare lo smartphone ad un assistente personale per fare una commissione. L’R1 ad esempio può chiamare un Uber al vostro posto, basterà infatti tenere premuto il tasto e dire “Trovami un Uber per piazza Garibaldi“. A quel punto l’R1 elaborerà la vostra richiesta e sul display potrete vedere delle schede con varie tariffe e altri dettagli e potrà richiedere il servizio selezionato. La stessa cosa vale anche per prenotare al ristorante, acquistare un biglietto aereo, aggiungere una canzone alla playlist di Spotify e così via. La particolarità è che il Rabbit R1 non ha nessuna app. Non si connette nemmeno ad altre applicazioni, non ci sono plug-in né account proxy, ma soprattutto non si accoppia con lo smartphone.
Per funzionare, infatti, l’R1 si basa su Rabbit Os, che funziona come un livello intermedio con il quale accedere ad un portale web e attivare l’accesso a delle applicazioni. Attraverso una pagina, chiamata Rabbit Hole, è possibile accedere agli account Spotify, Uber e Amazon. Toccando uno dei link, vi verrà chiesto di effettuare l’accesso. In poche parole, Rabbit Os vi chiederà il permesso di eseguire azioni al posto vostro, collegandosi agli account che avete. Se vi preoccupate per la vostra privacy, Lyu ha assicurato che non memorizza le credenziali. L’autenticazione avviene sui sistemi di login dei servizi di terze parti, inoltre potete anche decidere di disabilitare l’accesso di Rabbit Os e di cancellare tutti i dati memorizzati. Dal momento che per dare ordini al dispositivo avete bisogno di cliccare l’apposito pulsante, non ascolterà le vostre conversazioni come fanno tutti gli assistenti vocali. L’R1 vi sentirà solo quando premerete l’apposito pulsante.
Rabbit si evolve | Rabbit r1: che cos’è e come funziona il nuovo assistente AI
Per comprendere e imparare i comandi degli utenti, il backend utilizza un mix di modelli linguistici basati su ChatGPT, OpenAI e large action model (Lam) che permettono all’R1 di evolversi e imparare dagli utenti, osservando come un essere umano esegue un compito tramite un’interfaccia mobile, desktop o cloud, e poi ripete da solo quei compiti. Ha già delle lezioni di base che ha imparato, azioni che si fanno con le app più comuni, ma nel tempo può imparare sempre di più. Al giorno d’oggi siamo abituati a chiedere ai nostri assistenti vocali di mandare un messaggio, chiamare qualcuno o mettere della buona musica. Rabbit fa le cose diversamente. Rabbit Os, infatti, è stato creato non solo per fare questo, ma anche per occuparsi di commissioni più complicate. Un esempio può essere quello di cercare un itinerario di viaggio e la prenotazione dell’opzione migliore tenendo conto degli impegni e del budget di chi lo usa. O addirittura aggiungere articoli al carrello, come nell’esempio di Amazon, il completamento di tutti i passaggi di check-in e check-out e il pagamento.
La cosa più affascinante di questo assistente Ai è la modalità di apprendimento sperimentale, che però sarà integrata in futuro con degli aggiornamenti. Per insegnare un’azione al Rabbit R1 sarà sufficiente inquadrare quello che state facendo con la telecamera, come per esempio editare una foto rimuovendo delle scritte o altro. Praticamente insegnate un’azione al Rabbit solo mostrandogliela. Una volta che il coniglietto ha imparato l’azione, basta premere il pulsante e chiedergli di fare ciò che gli avete insegnato. Una cosa molto simpatica che Lyu e il suo team hanno insegnato a Rabbit è come sopravvivere a Diablo IV, facendogli vedere come uccidere i nemici e mantenere la barra della salute piena nel videogioco. Potremmo perfino chiedergli di creare un personaggio in un videogioco nel menù apposito e di farlo salire di livello.
Un passo avanti per la tecnologia
Ogni giorno escono sempre più dispositivi che vogliono diventare il vostro assistente AI, ma probabilmente, con quello che offre, Rabbit R1 è il migliore che possiamo avere. Il team, infatti, tiene particolarmente che lo utilizziamo come strumento con cui ci interfacciamo con il mondo digitale. Quello che ha voluto fare Lyu con la sua startup Rabbit è quella di rivoluzionare la tecnologia e di conseguenza il mondo. Questo nuovo assistente AI sembra essere davvero il futuro e quello che fa il Rabbit R1 non è in grado di farlo nessun altro.
Cosa ne pensate? Comprerete il nuovo assistente AI Rabbit? Diteci la vostra nei commenti. Restate sintonizzati con noi su tuttotek.it per altre guide e news dal mondo della tecnologia e molto altro.









Lascia un commento