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Past Cure arriva negli store cercando di proporre un variegato mix di esperienze: puntare troppo in alto conduce alle volte a cadute rovinose e il gioco di Phantom 8 muore prima ancora di schiantarsi al suolo, vediamolo nella nostra recensione
Thriller, action, horror, stealth, survival, cinematografico, fantascientifico. Penso siano queste le parole che vennero scritte sulla lavagna delle idee degli sviluppatori, quando alcuni anni fa decisero di creare Past Cure. Normalmente alcune sarebbero state cancellate, invece il piccolo team Phantom 8 decise di tenerle tutte, caricandole su un razzo puntato verso le stelle.
Questa ĆØ la recensione di Past Cure. Questa ĆØ la storia di un razzo che cadde ancor prima di uscire dallāatmosfera.
Past Cure – recensione: lāinizio di un incubo
Tutto inizia in un incubo. Siamo Ian, un uomo di circa quarantāanni. Siamo dentro un edificio fatiscente e buio. Nel grigiume troviamo una pistola e subito ne facciamo buon uso, quando veniamo aggrediti da malevoli manichini in ceramica. Cerchiamo di svegliarci, ma ci ritroviamo in un buio eterno. Una luce in lontananza rivela una silhouette femminile che ci dice di sbrigarci a fuggire. Non faremo in tempo.
Ci risvegliamo in una villa sul mare, proprietà di Marcus, nostro fratello e unico alleato. Tempo prima siamo stati rapiti e segregati per tre anni, un periodo di cui però non abbiamo alcuna memoria. La prigionia ci ha lasciato dei poteri paranormali: possiamo rallentare il tempo e proiettare la nostra coscienza fuori dal corpo, ma queste capacità ci fanno avere incubi e allucinazioni. La nostra missione è capire chi ci ha rapito e che esperimenti ha eseguito su di noi.
La casa nasconde qualche oggetto legato al nostro passato: una fotografia, una scacchiera, libri sulle capacitĆ psichiche. Veniamo intrigati da una serie di idee narrative, da incubi e allucinazioni horror, da messaggi misteriosi sotto forma di origami.
Poi basta. Avremo tra le sei e le otto ore di gioco vuoto, che farĆ di tutto per negarci una buona evoluzione narrativa. Nessun background per Ian e per Marcus, niente di niente sulla donna del sogno, sulle allucinazioni, sul rapimento e sui poteri del protagonista. Quel poco di trama che il gioco ci propina ĆØ poco coeso e poco intrigante, per non dire banale. Depennate pure āthrillerā e āfantascientificoā dalla lista iniziale, perchĆ© la trama ĆØ letteralmente nulla.
Past cure – recensione: sognare il gameplay
Non si vive di sola narrativa, però, dopotutto un gioco si crea attorno al proprio gameplay. L’opera ĆØ divisibile in sezioni ambientate nel mondo reale e fasi dāincubo. Nelle prime, dovremo infiltrarci in aree estremamente sorvegliate. Le nostre armi saranno lo stealth, il combattimento melee e qualche bocca da fuoco. Avremo a disposizione due armi alla volta (in tutto il gioco ce ne sono 3-4 tipi) e due tipi di cure: siringhe per la vita e pillole blu per la sanitĆ mentale. Questāultima cala quando usiamo i poteri, ma un terzo della barra si ricarica da sola per permetterci di usare sempre le nostre capacitĆ .
I combattimenti corpo a corpo sono legnosi, fondati su una sola combo e con animazioni tuttāaltro che allo stato dāarte. Le sezioni tps pretendono un costante rallentamento del tempo per poter fare headshot prima che i nemici ci trasformino in groviera: ci ritroveremo a vincere in maniera banale o a morire a ripetizione, non cāĆØ via di mezzo. Lo stealth ci costringe a seguire lāunico percorso immaginato dagli sviluppatori e ci offre unicamente la possibilitĆ di eseguire uccisioni furtive. Non potremo andare in copertura automatica (nemmeno durante le sparatorie) e non potremo spostare corpi: capacitĆ che si rivelerebbe comunque poco utile visto che le aree sono minuscole e prive di nascondigli. I poteri semplificano la vita, ma il loro utilizzo ĆØ poco interessante.
Non pensiamo inoltre che i nemici abbiano una qualche IA funzionante alle spalle. Tutte queste fasi, per di più, sembrano un forzato accumulo, ripetitivo e povero, funzionale unicamente allāaumento della longevitĆ .
La situazione migliora leggermente nelle fasi dāincubo. Il gioco mescola qualche enigma, in cui usare le nostre capacitĆ paranormali, e scontri a fuoco o stealth contro i suddetti manichini. Si viene a creare un feeling da āsurvival horrorā estremamente basilare ma perlomeno non fastidioso da vivere: anche la legnositĆ dei comandi può essere scambiata per uno stile mutuato dai classici Resident Evil o da The Evil Within. Purtroppo queste fasi sono la componente meno longeva di Past Cure. Non possiamo fare altro, quindi, se non depennare anche i termini āactionā, āstealthā e āsurvivalā.
Past Cure – recensione: senza arte nĆ© parte
Lāinesistenza narrativa e la fastidiosa rozzezza ludica bilanciano perfettamente la caratura artistica del titolo. Non solo a livello tecnico il gioco ĆØ a malapena discreto, ma tutte le ambientazioni sono vuote, banali e ripetitive: anche qui le sezioni dāincubo si salvano leggermente, ma non possono sorreggere lāintera opera. Anche āhorrorā viene cancellato, sebbene con un poco di rammarico, dalla lavagna.
Le animazioni sono limitate, i nemici tutti uguali, i personaggi unici (tre, compreso il protagonista) mancano di espressioni facciali e il doppiaggio ĆØ blando, mediamente. La regia delle cutscene ĆØ mal realizzata e, in alcuni casi, addirittura fastidiosa alla vista. āCinematograficoā, a questo punto, ĆØ stato cancellato a forza.
Sommiamoci una manciata di bug (grafici, sonori, di localizzazione): perlomeno lo sviluppatore ha già ufficialmente affermato di esserne a conoscenza e di essere al lavoro su altre patch. Su PC e PS4 (versione da noi giocata) una correzione dovrebbe arrivare domani, lunedì 26 febbraio, mentre su Xbox, per questioni burocratiche, i tempi sono meno definiti. Vi aggiorneremo in merito, ma purtroppo non sono i bug il vero problema.
Past cure – recensione: overdose di errori
La nostra lavagnetta immaginaria ĆØ vuota, ormai, non sono rimaste parole da leggere. Past Cure ĆØ il tentativo di fondere tante idee e tanti mondi, ma senza la capacitĆ e la possibilitĆ produttiva per farlo: Phantom 8 ĆØ un team da otto persone, un team indipendente che ha sognato troppo in grande. Ć il tipo di gioco che si fa fatica a portare a termine e che non può essere consigliato a nessuno, soprattutto al prezzo di 29.99ā¬.
Si ringrazia Little Big PR Limited per averci concesso il codice review.
Punti a favore
- Le sezioni "survival horror" sono accettabili
Punti a sfavore
- Artisticamente e tecnicamente povero
- Narrazione deludente
- Sparatutto, melee e stealth pessimi







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