Quando acquisti tramite i link sul nostro sito potremmo guadagnare una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per l’utente.
Anche i tatuaggi nascondono un lato oscuro: in alcuni casi possono provocare allergia al soggetto con i vari disagi che tutto ciò comporta. L’ago sembra essere uno dei responsabili dato che rilascia metalli pesanti durante la seduta
Sempre più diffusi, curati ed appariscenti, i tatuaggi fanno ormai parte della nostra vita quotidiana e sono diventati la passione di migliaia di persone, soprattutto tra le nuove generazioni. Secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità anche l’Italia è colpita dalla febbre dei tatuaggi con circa 7 milioni di persone che ne hanno almeno uno sul loro corpo. E proprio questo trend in crescita ho portato alcuni ricercatori nel campo della salute a studiare gli effetti che questa giovane forma d’arte ha sul corpo umano. Infatti circa il 3,3% degli italiani intervistati durante lo studio dell’ISS ha dichiarato di aver riscontrato effetti collaterali, soprattutto allergia. Vediamo più nel dettaglio che cosa si è scoperto.
Tatuaggi e allergia: non solo l’inchiostro è colpevole
Per realizzare i tatuaggi si utilizza un ago per inoculare piccole quantità di inchiostro all’interno della pelle dove viene assorbito dalle cellule del derma che lo trattengono per periodi di tempo molto lunghi. Alcuni studi di qualche anno fa suggeriscono che microparticelle di inchiostro entrano nel circolo sanguigno dopo la seduta e possono raggiungere i linfonodi. Le conseguenze non ancora del tutto chiare, ma per adesso non sono stati riscontrati gravi problemi a parte alcuni di casi di reazioni allergiche. Ora però un nuovo studio individua nell’ago utilizzato per applicare i pigmenti un nuovo colpevole.

Il biossido di titanio è molto diffuso come pigmento
L’ago, il nuovo imputato
Una ricerca condotta presso il Centro europeo per la luce di sincrotrone Esfr (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble dal gruppo coordinato da Ines Schreiver, dell’Istituto Federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bfr) e pubblicata sulla rivista Particle and Fibre Toxicology ha messo in risalto i rischi legati anche all’ago che deposita l’inchiostro durante la realizzazione dei tatuaggi. Hiram Castillo, dell’Esfr spiega:
Non si tratta solo di usare attrezzature sterili o controllare gli inchiostri usati ora scopriamo che l’usura degli aghi ha un impatto.
L’ago utilizzato per i tatuaggi contiene di norma il 6-8% di nichel e il 15-20% di cromo che possono essere determinanti nell’insorgere di un’allergia. L’ago infatti durante la seduta si usura e tende a liberare microparticelle di metalli pesanti che entrano in circolo. Gli studiosi stavano approfondendo gli studi sui pigmenti esaminando campioni di pelle e linfonodi prelevati da persone tatuate, quando analizzandoli con un potente microscopio a luce di sincrotrone hanno notato tracce di particelle di ferro, cromo e nichel le cui dimensioni variano da 50 miliardesimi di metro a 2 millesimi di millimetro. Ines Schreiver osserva:
Stavamo cercando il legame tra ferro, cromo, nichel e inchiostri. Ma analizzando campioni di inchiostro i ricercatori non hanno trovato tracce di tali particelle metalliche, quindi abbiamo pensato agli aghi.

Le ricercatrici Ines Schreiver e Julie Villanova nel loro laboratorio durante i test sull’impatto dell’ago per i tatuaggi (fonte: ESRF)
A questo punto i ricercatori hanno dimostrato l’abrasione dell’ago tatuando dei campioni di pelle di maiale, verificando che le particelle di metallo si accumulavano nella pelle soprattutto se si faceva uso di biossido di titanio, un pigmento bianco brillante particolarmente abrasivo utilizzato anche come base per rendere più vivace gli altri colori. Utilizzando infine una microscopio elettronico a scansione i ricercatori hanno misurato le dimensioni dell’ago prima e dopo l’applicazione dei tatuaggi, riscontrandone l’usura. Bernhard Hesse, della società Xploraytion e dell’Esrf afferma:
Non c’è dubbio che le particelle di metallo derivino dall’ago del tatuaggio e vengono liberate dalla pura azione meccanica delle particelle di inchiostro.
La ricerca ora mira a studiare l’impatto di queste particelle di metalli pesanti sull’allergia provocata dai tatuaggi. Questi studi sono fondamentali per permettere all’industria del settore di sviluppare nuovi strumenti e pigmenti più salutari. Di recente infatti si è molto diffuso l’adozione di inchiostro a matrice organica, meno pericoloso degli equivalenti di origine minerale.

L’abrasione dell’ago porta alla liberazione e diffusione di particelle di metalli all’interno del corpo (fonte: ESRF)
Fare un tatuaggio rimane comunque sicuro nella maggior parte dei casi, l’importante è rivolgersi a professionisti che rispettano le norme di igiene e materiali di qualità. Dalla sezione scienze è tutto! Continuate a seguirci per tante altre news e curiosità!





Lascia un commento