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Creato un odore artificiale che comunica con il cervello attraverso un segnale elettrico prodotto in laboratorio e inviato al cervello
Nello studio si è visto come un segnale elettrico prodotto in laboratorio e inviato al cervello è stato percepito come un odore. Per la prima volta gli esperti sono riusciti a dialogare con uno degli organi più complessi. Questo traguardo apre la strada alla possibilità di ripristinare percezioni sensoriali, come l’olfatto che viene perduto in molte persone colpite dal nuovo coronavirus. Lo studio, pubblicato su Science, e avvenuto sui topi fra la New York University e l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). Con questo esperimento si apre uno spiraglio per lo sviluppo di protesi nervose per ripristinare il funzionamento di parti danneggiate del cervello. Vediamo i dettagli.
Vediamo tutti i dettagli sulla creazione dell’odore artificiale che comunica con il cervello
La trasmissione dell’odore artificiale, espresso in segnali elettrici senza che ci fosse una fonte reale a produrlo, è avvenuto direttamente alle cellule nervose del bulbo olfattivo. Secondo i ricercatori il risultato ottenuto può essere considerato come una “stele di Rosetta” per iniziare a parlare la stessa lingua del sistema nervoso. Grazie a modelli matematici si è potuto ricreare il segnale elettrico corrispondente all’odore.
La trasmissione è avvenuta utilizzando l’optogenetica, ossia la tecnica che tramite impulsi luminosi permette di accendere o spegnere i neuroni responsabili dell’analisi dell’informazione sensoriale. Monica Moroni, dell’Iit dice quanto segue:
Finora sono state utilizzate per comunicare con le cellule nervose solo porzioni dell’ alfabeto della loro lingua separatamente. Ora abbiamo dimostrato come si fa a combinare le diverse lettere, che per noi sono l’attivazione di diversi gruppi di neuroni, per comporre nel tempo ‘frasi’ articolate e fornendo un messaggio direttamente ai neuroni con una articolazione senza precedenti.
Grazie a questo studio sarà possibile comunicare con il cervello per capirne i malfunzionamenti. Ovviamente bisognerà arricchire il vocabolario. E voi cosa ne pensate.Ma per non perdervi nessuna novità sull’universo scientifico continuate a seguire le pagine di tuttoteK.





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