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I processi di digitalizzazione sono ormai all’ordine del giorno, sia nelle piccole sia nelle grandi realtà economiche: scopriamo i dettagli in questo articolo
Sono ormai moltissime le realtà che si avviano a un processo di digitalizzazione sempre più massivo: dalla vendita al dettaglio alla logistica, senza dimenticare le piccole e grandi industrie. Naturalmente, i software e le necessità cambieranno molto tra una catena di negozi e un’industria tessile, ma il principio è sempre quello di rendere il lavoro più smart ed efficiente sotto ogni punto di vista.
Cosa si intende per Industria 4.0?
Incentivi dal Governo e digitalizzazione: si può riassumere così il concetto di industria 4.0. Realtà come Infinity-ID (sito https://www.infinity-id.com/) garantiscono tecnologie in grado di supportare qualunque tipo di produzione a partire dalle materie prime e sino ai prodotti finiti.
Laddove alle macchine si abbinano processi digitali, questi devono essere volti a un miglioramento costante delle performance fino a ridurre ai minimi termini l’errore umano, implementando al contempo la produttività. Una sorta di analisi completa, dunque, che è davvero l’ultima frontiera delle produzioni industriali: le spese per l’acquisto di materiali saranno mirate, le eventuali migliorie in fase di produzione saranno quasi immediate e la conseguente distribuzione sul mercato potenzialmente più redditizia.
La visione a 360 gradi viene quindi promossa proprio dalla digitalizzazione, che in tempi davvero rapidi può riportare qualunque dato utile e fare in modo che sia condiviso da tutti i settori interni senza periodi morti.
I processi di digitalizzazione
Operativamente, la digitalizzazione di un’industria comincia da una pianificazione studiata nei minimi dettagli, a partire dall’individuazione univoca di beni e persone. In tal senso, risulta imprescindibile la tecnologia RFID, che consente di identificare ogni singolo macchinario utilizzato e strumentazioni: si potranno conoscere perciò i processi in atto, oltre che archiviare informazioni importanti come la quantità e la posizione.
L’idea di avere sotto controllo una moltitudine di dati, però, diventa utile solo se il sistema di raccolta fornisce informazioni utili che potranno portare a strategie di marketing migliorative. Ad esempio, se nella pianificazione iniziale si ipotizza la produzione mensile di un tot di pezzi da immettere sul mercato, ma poi in effetti questo numero risulta eccessivo, le possibilità sono molteplici.
Si potrebbe diminuire la produzione abbattendo le spese, oppure al contrario cercare di incrementare la vendita. Si può invece scoprire che i macchinari o gli strumenti non riescono a sopperire alle esigenze interne, quindi vi è la necessità di sostituirle con altre più performanti. O, ancora, assumere nuovo personale.
Se le macchine sono state provviste di sistemi digitali molto complessi o estremamente nuovi, è assolutamente prioritaria una formazione degli addetti perché possano farle funzionare conoscendone ogni sfaccettatura.
Consigli di digitalizzazione
Risulta anche inutile, se non dispersivo o persino dannoso, partire con progetti eccessivamente ampi che rischiano solo di creare confusione. La cosa migliore è cominciare da un settore per poi, man mano, digitalizzare tutti gli altri in linea con le esigenze del momento, così da consolidare le strategie prima di passare alle successive.
I progetti iniziali dovranno essere chiari sin da subito e l’aiuto di esperti del settore prima di acquisire nuove strumentazioni è sempre l’idea più indicata per iniziare questa nuova avventura del 4.0.




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