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Gli hacker stanno prendendo di mira i wallet digitali e gli smartphone: aumentano le truffe in cui vengono rubati soldi e dati. Ecco tutti i dettagli
I portafogli e i wallet sono diventati i nuovi obiettivi delle truffe digitali mosse dagli hacker in quest’ultimo periodo. Il fenomeno riguarda sia il mondo delle criptovalute, come dimostra il recente attacco all’infrastruttura di Binance, sia i sistemi di pagamenti utilizzati quotidianamente attraverso gli smartphone che tutti utilizzano. Secondo una ricerca portata avanti direttamente da NordVPN, nell’ultimo anni le discussioni sul dark web relative al furto di carte di pagamento da utilizzare nei wallet digitali sono quasi triplicate. Un segnale che evidenzia come le attività dei truffatori si stiano concentrando sempre più sull’accesso ai portafogli elettronici.
Le carte rubate e già predisposte per essere utilizzate con Apple Pay e Google Wallet vengono vendute su circuiti illegali ad un prezzo compreso tra il 3% e il 5% del saldo disponibile sul conto. A questo importo si aggiunge il costo dei dati personali necessari per completare operazioni fraudolente. Secondo NordVPN, una carta accompagnata da informazioni e dati sensibili può costare mediamente tra i 18 e i 23 dollari. Solo la carta, senza dati, il prezzo scende a circa 11 dollari.
Hacker e truffe: wallet nel mirino, come entrano in possesso dei dati sensibili?
Per entrare in possesso delle informazioni sopracitate necessarie, i criminali utilizzano diverse tecniche. Una delle più diffuse è il vishing, ovvero una telefonata durante la quale un falso operatore bancario convince la vittima a comunicare i codici ricevuti tramite SMS. Un altro metodo è il SIM swapping, che permette ai truffatori di inserire il numero telefonico della vittima su una propria SIM e intercettare così i messaggi di verifica.
Nonostante questi rischi, i pagamenti tramite smartphone restano sistemi sicuri. Come spiega Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, è però fondamentale adottare alcune precauzioni. Non bisogna mai comunicare PIN, password o codici di sicurezza al telefono, nemmeno quando chi chiama sostiene di rappresentare la propria banca. Attenzione anche alle voci artificiali, che possono essere replicate attraverso l’intelligenza artificiale.
Che cosa ne pensate di questa notizia? Temete di poter incappare in queste truffe che gli hacker muovono contro i wallet digitali? Fatecelo sapere nello spazio commenti.





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