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In questa nostra recensione andremo ad esaminare Tails of Iron, la seconda e piuttosto peculiare opera del piccolissimo Odd Bug Studios che vede scontrarsi, una guerra senza fine, Topi e Rane
Ah, i Soulslike. Se ci pensate bene, nel corso degli ultimi anni avrete giocato, almeno una volta, a un action-rpg con meccaniche del sottogenere. Usate ed abusate sotto molti punti di vista, le caratteristiche che definiscono i Soulslike hanno saputo far breccia nel cuore degli sviluppatori, che le hanno implementate in titoli più o meno validi. Se l’opera magna di Miyazaki è inarrivabile sotto certi punti di vista, è proprio per questo motivo che ha saputo far nascere un vero e proprio filone parallelo, tutto votato alla schivata, al parry e ad un livello di difficoltà ben sopra la media. Da Salt and Sanctuary a Blasphemous, passando per titoli meno di impatto come Chronos: Before the Ashes, ormai i Soulslike, così come gli horror psicologici in prima persona, hanno invaso il mercato.
Capirete bene quindi che, quando un piccolo studio indipendente alla sua seconda opera (ed essendo la prima un piccolo titolo esclusivo VR, The Lost Bear) si presenta con un gioco dalle tinte oscure, in 2D e proclamandolo un “soulslike”, alcuni dubbi ci sono venuti. Ve lo premettiamo sin dall’inizio di questa recensione: Tails of Iron è riuscito a fugarli tutti. Disponibile da qualche tempo su PC, PS4, PS5 Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch, il titolo ci ha catturati per circa una decina di ore, prima di lasciarci andare per potervene finalmente parlare.
Topi e Rane, gli eterni rivali
L’eterna guerra fra Topi e Rane era giunta ad una conclusione, con la vittoria dei primi che erano riusciti a rifuggire le viscide creature, creando un lungo periodo di pace e prosperità sotto l’egida di Re Rattus. Un topo retto e giusto, che ha guidato il regno verso la crescita sociale ed economica, rendendolo forte e florido. Rattus però, nel corso del tempo, è invecchiato e si è indebolito al punto di dover necessariamente abdicare in favore di uno dei due figli, che si contendono la corona a duello proprio nel corso del tutorial di Tails of Iron.
Vincitore e protagonista del titolo è proprio Redgi, che si ritrova immediatamente a dover affrontare una crisi politica e militare senza precedenti. Proprio al termine del duello, infatti, le Rane attaccano l’arena e uccidono sul posto Re Rattus, portando di nuovo devastazione e morte in tutto il regno dei Topi. Risvegliatosi in un Castello distrutto, Redgi decide quindi di partire alla ricerca dei suoi fedeli aiutanti rapiti dalle Rane, sotto la guida del suo mentore, lasciandosi dietro una lunga scia di morti (anche sue personali) e battaglie.
La narrazione, in Tails of Iron, è semplice ed immediata ed avviene senza l’utilizzo di alcun dialogo fra i vari NPC presenti. Se infatti è presente un narratore onniscente fuori campo, doppiato niente meno che da Doug Cockle (voce storica di Geralt di Rivia di The Witcher), qualsiasi forma di conversazione, che sia parlata o sotto forma di testo, è stata completamente eliminata da Odd Bug Studio. Una scelta a dir poco stramba, così come è strambo il modo di comunicare che Redgi avrà con gli altri personaggi, sotto forma di squittii e baloon con immagini all’interno che danno un’idea della narrazione. Certo, non sarà affatto complesso seguirne le vicende, ma rimane sicuramente una scelta peculiare e non proprio apprezzabile, a nostro dire.
Ritmo altalenante – Recensione Tails of Iron
Quel che è certo è che il mondo di gioco di Tails of Iron non ha bisogno di tanti fronzoli per risultare vivo e pulsante. Le ambientazioni che si andranno ad esplorare sono veramente poche, ma la tediosità del backtracking è limata da una costante evoluzione delle stesse. Ad esempio, la città di Lungacoda passerà dall’essere completamente distrutta e devastata dalla guerra con le Rane, con battaglie che avverranno anche sullo sfondo del nostro passaggio, ad uno stato di ricostruzione ed, infine, ad un ritorno alle attività di vita abituali. Un ottimo modo per sottolineare l’avanzata della narrazione e che il nostro passaggio, e conseguentemente le nostre battaglie, avrà avuto un senso.
Nelle varie ambientazioni esistono anche delle bacheche su cui vengono affissi compiti secondari da portare a termine per denaro e materiali. Se quest’ultimi sono utili nello scambio con i mercanti, che ci potranno donare progetti da portare al fabbro (per sbloccare nuove armi ed armature), munizioni per le armi a distanza e poco altro, le monete serviranno, in diversi frangenti, per portare avanti la storia principale. Questo vuol dire che la narrazione subirà, piuttosto spesso, un brusco stop, con il nostro Redgi che dovrà affrontare nemici nell’Arena o schifezze nel sottosuolo, per arraffare qualche moneta e ricostruire la struttura di turno.
Soulslike, ma non proprio… – Recensione Tails of Iron
Passiamo ora al fulcro e al fiore all’occhiello di Tails of Iron: il sistema di combattimento. Come detto in apertura, gli sviluppatori di Odd Bug Studios hanno esplicitato il loro amore e la forte ispirazione alle meccaniche Soulslike più basilari. Attacco leggero e pesante, schivata e parry, mob e boss ugualmente letali in diverse situazioni… gli amanti del genere si sentiranno decisamente a casa. Passerete quindi gran parte dei combattimenti, specialmente quelli con i boss, con lo scudo alzato a cercare di impararne i pattern di attacco, a capire quando utilizzare attacchi leggeri o switchare all’arma pesante e così via.
Esistono però delle sostanziali differenze che discostano leggermente Tails of Iron dal canone dei Soulslike. In primis, Odd Bug Studios ha eliminato completamente la barra della stamina, rendendo così possibile l’uso e l’abuso della schivata, della parata e del parry senza la paura di esserne puniti. Inoltre, a ciascun nemico, che sia mob, mini-boss o boss, sono assegnati tre tipi diversi di attacchi pesanti evitabili in maniera diversa. Distinguibili tramite un simbolo posto sulla loro testa poco prima dell’attacco, questi tre colpi variano in base alla risposta che dovrete imprimere a Redgi per evitare di finire schiacciati. E, nel caso dovesse accadere, non preoccupatevi: la vostra inevitabile morte vi riporterà semplicemente all’ultima “panchina” su cui vi sarete seduti, non avrete malus di alcuna natura.
Topo super accessoriato – Recensione Tails of Iron
Un simbolo giallo vi indicherà un attacco a cui dover fare necessariamente un parry, delle linee rosse un attacco pensate esclusivamente schivabile e un cerchio rosso un attacco ad area devastante che dovrete evitare con una doppia schivata. Input visivi che rendono decisamente Tails of Iron meno complesso di quanto sarebbe altrimenti, anche se la morte è sempre dietro l’angolo e nelle dieci ore circa che ci sono servite per completare il gioco è stata nostra compagna. Più e più volte ci siamo ritrovati a dover ripetere un combattimento, specialmente con i boss delle fasi finali di gioco, ma la frustrazione non ha mai preso il sopravvento. Ad ogni tentativo si impara sempre qualcosa di nuovo, a schivare meglio o a colpire nei momenti più opportuni. E male che va, potete sempre abusare dei poderosi attacchi a distanza.
Non esiste un sistema di level up o di punti abilità che possono migliorare Redgi. Potremo aumentarne i punti vita trovando man mano vari ingredienti da portare al cuoco, che preparerà “succulenti” piatti da divorare una sola volta. Per aumentare le altre statistiche del nostro Topo, dovremo necessariamente far affidamento all’enorme mole di equipaggiamenti sparsi per il mondo di gioco. Se le Armature si dividono in Leggere, Medie e Pesanti (e donano ciascuna una percentuale di resistenza diversa alle varie classi dei nemici), lo stesso si può dire delle armi ad una mano, suddivise in tre sottocategorie che vanno a modificare il danno e la velocità di attacco. Come in ogni esponente del genere è bene tenere sotto controllo il peso di Redgi, che se risulterà eccessivo andrà ad incidere nella sua capacità di schivata.
Arte e tecnica non sullo stesso livello, purtroppo – Recensione Tails of Iron
Artisticamente parlando, Tails of Iron è ineccepibile e, a nostro dire, indimenticabile. L’utilizzo di uno stile “fumettoso” ha permesso ad Odd Bug Studios di narrare una vicenda di violenza e di guerra insensata nel miglior modo possibile. La crudezza delle immagini lascia poco spazio all’immaginazione, ma non sarà mai eccessiva, rimanendo comunque di forte impatto. Un plauso alle animazioni, davvero variegate e dettagliate per un team di così piccole dimensioni. Incredibile anche il comparto audio, con una soundtrack dai toni medievaleggianti che accompagna perfettamente Redgi nel corso di tutta l’avventura, senza mai sbagliare un tono o una situazione. Impeccabile.
Purtroppo, la versione da noi provata, quella su Nintendo Switch, ha sofferto di diversi freeze di sistema, chiusure improvvise del software e glitch di varia natura, in un’occasione anche audio. Non sappiamo se ciò sia dovuto a una mancata ottimizzazione del titolo o se questi siano presenti anche sulle altre piattaforme, ma è d’obbligo renderlo noto in sede di recensione.
In definitiva
Sebbene Tails of Iron sia vessato da alcune magagne tecniche nella sua versione per Nintendo Switch, al termine di questa recensione non possiamo far altro che consigliarvi di acquistarlo, specialmente se siete appassionati di action-rpg. Il bilanciamento delle meccaniche, fondanti su elementi soulslike, ma con una propria identità, e un sistema di combattimento veramente divertente ed assuefacente sono i punti di forza di un titolo veramente impressionante, considerando le piccole dimensioni della casa di sviluppo. Se a tutto ciò associate anche una narrazione convincente, anche se narrata in modo rivedibile, potrete ben capire il perché, alla fine di tutto, non possiamo che consigliarvi di prendere il vostro posto accanto a Redgi.
Tails of Iron è attualmente disponibile su PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X | S e Nintendo Switch. Avete già provato il titolo di Odd Bug Studio? Che cosa ne pensate? Scrivetecelo qua sotto nei commenti, noi continueremo a tenervi aggiornati con tutte le news, le guide e le recensioni a tema videoludico e tech! E se siete interessati a chiavi di gioco a prezzi vantaggiosi, vi consigliamo di dare un’occhiata al catalogo di InstantGaming!
Punti a favore
- Sistema di combattimento solido e accattivante
- Artisticamente impeccabile
- Storia interessante...
Punti a sfavore
- ... seppur narrata in modo rivedibile
- Ritmo altalenante
- Problemi tecnici su Nintendo Switch









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