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A grande richiesta la regione di Kanto e la prima generazione di Pokémon tornano ancora una volta ad essere protagonisti di un titolo della serie principale: Pokémon Let’s Go Pikachu! è ora disponibile su Nintendo Switch
Quando lo scorso maggio 2018 The Pokémon Company ha mostrato al mondo per la prima volta il progetto legato a Pokémon: Let’s Go Pikachu e a Pokémon: Let’s Go Eevee, il mondo intero è rimasto esterrefatto e sospeso in uno stato di dubbio. Cosa avevano infatti davanti agli occhi i giocatori della serie? Il tanto atteso capitolo della serie principale per Nintendo Switch? Uno spin off? O peggio ancora (peggio secondo il loro punto di vista, naturalmente) un semplice Pokémon GO mobile potenziato per approdare sulla console ibrida della Casa di Kyoto?
Secondo un punto di vista che ci sembra allo stesso tempo positivo ma anche obiettivo, Pokémon: Let’s Go Pikachu si è rivelato sin dall’inizio tutte queste cose messe insieme, ma abbiamo avuto naturalmente bisogno di poterlo giocare a lungo prima di esserne completamente convinti; il risultato è un simpatico e valido ibrido, semplicemente perfetto per Nintendo Switch. A seconda di come vogliate approcciarvi al nuovo capitolo della serie principale di The Pokémon Company, perché che vogliate ammetterlo o meno questo è esattamente un nuovo capitolo della serie principale, potreste risultare enormemente soddisfatti o profondamente delusi. Siete pronti a scoprirlo nella nostra recensione?
Trama: si torna a Kanto | Recensione Pokémon: Let’s Go Pikachu!
Pokémon: Let’s Go Pikachu ci riporta ancora una volta a Kanto in compagnia della prima generazione di Pokémon: soltanto della prima, badate bene, ed è questa una delle principali limitazioni di quello che a tutti gli effetti, essendo un capitolo della serie principale, dovrebbe anche comportarsi come tale dal punto di vista dei contenuti. Tornare a Kanto per Nintendo significa giocare in casa: perché non realizzare il tanto atteso remake della Quarta Generazione di Sinnoh e pensare ad un titolo che ci concentrasse esclusivamente sulla quarta generazione?
Perché la prima è perfetta per proporre le figure iconiche della copertina e dell’immaginario Pokémon condiviso: ci sono Pikachu ed Eevee, quest’ultimo estremamente famoso in Giappone, e anche in Europa, anche se non ai livelli del topino elettrico.
La Kanto di Pokémon Let’s Go Pikachu è quasi la stessa di sempre, ricostruita facendo attenzione ai più minimi particolari già apprezzati a suo tempo in Pokémon Rosso, Blu, Verde e Giallo e poi di nuovo in Pokémon Rosso Fuoco e Pokémon Verde Foglia: qualcosa qua e là è stato cambiato e rivisto, ma davvero il minimo: il risultato è un gioco che fa gola alla nostalgia dei giocatori più anziani ed è in grado anche di attirare tutti i nuovi arrivati, che magari hanno potuto cominciare ad apprezzare la serie Pokémon solo negli ultimi anni, solo su smartphone e solo grazie a Pokémon GO, il titolo mobile di Niantic Labs.
Ancora una volta all’interno di un titolo della serie Pokémon, il giocatore dovrà impersonare un Allenatore di Pokémon che inizia la sua personalissima avventura sul continente: riuscirà a sconfiggere tutte le Palestre, ad ottenere le otto medaglie e diventare il campione della Lega Pokémon? Naturalmente sì, anche considerando un nuovo livello di difficoltà praticamente inesistente e aiuti su aiuti che sin dai primi minuti di gioco cominciano ad arrivare da tutte le parti; ma è davvero così complesso inserire dei livelli della difficoltà per gli sviluppatori di Game Freak?
Gameplay: tante novità | Recensione Pokémon: Let’s Go Pikachu!
La vera, grande novità di Pokémon: Let’s Go! Pikachu è immediatamente identificabile nel gameplay. Ogni gioco dei Pokémon ci ha abituati a cercare i mostriciattoli tascabili nell’erba alta, a indebolirli con la nostra squadra, quindi a tentarne la cattura. Niente di tutto questo per quanto riguarda invece i nuovi giochi della serie per Nintendo Switch: innanzitutto non è più necessario attendere schermate di transizione o apparizioni dei Pokémon nell’erba. I mostriciattoli, anzi, non vedono l’ora di saltare fuori dalle macchie erbose o dal buio delle caverne per andarsene a zonzo sulla mappa di gioco. Ma ciò che farà storcere il naso agli amanti della serie di vecchia data sarà il fatto che non è più neppure necessario indebolirli: su Nintendo Switch è sufficiente “mirare” con la propria Pokéball e lanciargliela contro. Dove abbiamo già visto una meccanica simile? Su Pokémon GO.
Perché in fondo è impossibile non vedere in Pokémon: Let’s Go! Pikachu un enorme potenziamento di Pokémon GO, o quantomeno l’implementazione di alcune meccaniche di quest’ultimo tra cui fase di cattura, cerchi di cattura, Punti Lotta e bacche. Le bacche sono utilissime per rendere più abbordabile l’approccio con un mostriciattolo particolarmente forte o raro, così come l’inclinazione della sfera e il suo lancio con il giusto tempismo, che di volta in volta premierà con punti bonus alla fine della fase di cattura stessa.
Questi punti servono a far salire di livello la propria squadra con un minimo sforzo, e ci è capitato più volte di arrivare a sfidare un Capopalestra con dei Pokémon davvero molto forti, il che potrebbe rendere il livello di sfida ancora inferiore di quanto di per sé non sia normalmente. Se dunque avete intenzione di mettervi a cercare un particolare Pokémon catturando tutto ciò che vedete a schermo, vi consigliamo di farlo dopo aver posizionato nei box la squadra principale della vostra avventura: altrimenti già prima della quarta palestra sarà in grado di fare fuori l’intera Lega Pokémon con pochissimo sforzo.
Competitivo e comparto tecnico | Recensione Pokémon: Let’s Go Pikachu!
In questo momento vi starete sicuramente chiedendo dove sia finito il competitivo all’interno di Pokémon: Let’s Go, Pikachu! Purtroppo dobbiamo segnalarvi che la prima avventura in grande stile su Nintendo Switch della serie è priva di qualsiasi tipo di competitivo: una minima modalità sfida online naturalmente è presente per chi pagherà la sottoscrizione all’online di Nintendo Switch, ma potete tranquillamente dimenticarvi i tornei in grande stile. Mancano le abilità dei Pokémon, e questo è tutto dire; manca una progressione e un potenziamento sensato di EV ed IV, sostituite dalla meccanica dei Tappi e delle Caramelle, manca infine la possibilità di allevare i Pokémon e di schiudere le uova. Chiaramente si tratta di un gioco pensato o per i grandi nostalgici di quindici anni fa o per i nuovi arrivati nel loro primo approccio moderato e morbido al franchise.
In tutto questo Pokémon: Let’s Go, Pikachu! non può non sembrare un semplice titolo di transizione verso il “grande”, corposo Pokémon Switch 2019 (che ci auguriamo non slitti al 2020, vedendo come stanno andando le cose). Soltanto lì saranno presenti di nuovo tutte le generazioni Pokémon in compagnia della nuova, laddove Pokémon: Let’s Go, Pikachu! presenta solo le prime 151 creature, con megaevoluzioni, esemplari Shiny e Forme Alola. Tecnicamente parlando lo stile cartoonesco è piacevole e particolarmente adatto alla narrazione, ma i modelli poligonali, la grafica e la pulizia a schermo non fanno sicuramente gridare al miracolo.
Commento Finale | Recensione Pokémon: Let’s Go Pikachu!
Pokémon: Let’s Go, Pikachu! segna l’importante arrivo della serie su Nintendo Switch, con una produzione tuttavia riuscita solo in parte. I titoli del franchise sono sempre piacevoli, così come sono piacevoli e immediate le novità introdotte da quelli che non possono e non devono essere considerati dei semplici spin-off fini a se stessi. Tuttavia proporre un gioco che includa appena 151 mostriciattoli, privo di competitivo e di un serio aggiornamento grafico e tecnico, e infine eccessivamente semplificato non rende di certo onore a tutto il potenziale che la serie sarebbe in grado di esprimere; si evince la semplice natura di esperimento, in attesa del (si spera) ben più corposo Pokémon Switch del 2019. Resta comunque un titolo da recuperare nel tempo libero, nonché un punto di partenza importante per chi i Pokémon, fino ad oggi, li ha conosciuti soltanto di nome.
Punti a favore
- Stile artistico molto simpatico
- Mondo di gioco più vivo che mai
- La fase di cattura in stile Pokémon GO è interessante
Punti a sfavore
- Manca il competitivo
- Livello di difficoltà inesistente
- Mancano almeno 450 Pokémon






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