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In questa rubrica discuteremo di quelle console da gioco che, per svariati motivi, hanno deluso clamorosamente una volta immesse in commercio
E’ difficile che non si conoscano, a causa del loro successo, console da gioco come Sega Mega Drive, Super Nintendo, PlayStation o Xbox. Ma, come in ogni settore redditizio, esistono sia i grandi successi che i fallimenti. In questo Speciale vogliamo quindi farvi conoscere un lato oscuro dell’industria dei videogiochi, fatto di console più o meno potenti che non sono riuscite a rispettare le aspettative di vendita: scopriamole insieme!
10. Casio PV-1000: perché le console non sono come gli orologi
Casio, Re indiscusso degli orologi economici digitali, ha fatto diversi tentativi per entrare nel redditizio settore dei videogiochi durante gli anni ottanta. Mentre l’MSX è stato il loro più grande successo, il PV-1000 è senza dubbio risultato il loro fallimento più notevole. Rilasciato nel 1983, per sfidarsi con il Sega SG-1000 appena uscito e con il fortunato NES (noto anche come Famicom), sulla carta presentava grosse potenzialità. Infatti aveva un veloce processore Z80 (come la console Sega), 8 colori con una risoluzione di 256 × 192 e alcuni classici arcade di Namco e Konami, tra cui Dig Dug, Super Cobra, Space Panic e Galaga. Hanno anche rilasciato un computer tecnicamente avanzato a fianco del PV-2000. Si dice che la console ha venduto così poche unità che Casio si è ritrovata costretta a ritirarla dagli scaffali poche settimane dopo il suo rilascio completo, e questa è stata la ragione principale per la quale Casio ha poi deciso di creare computer basati sul popolarissimo e giapponese MSX.

Casio PV-1000
A causa di questo gigantesco fallimento, questa console è ora molto rara e assolutamente preziosa per i collezionisti di tutto il mondo.
9. View-Master Interactive Vision
Rilasciata nel 1988 da Ideal Group, tutt’ora attiva e specializzata in giocattoli per bambini disabili, il View-Master era una delle numerose console fallite (come la famigerata Action Max) ad utilizzare i nastri VHS come supporto di memorizzazione. La console è stata venduta usando lo slogan “Il sistema televisivo a due vie che ti fa diventare parte dello spettacolo!” con un target rivolto soprattutto ai bambini più piccoli. Ideal ha utilizzato le loro numerose connessioni all’interno del mercato dei giocattoli per ottenere le licenze per i giochi basati su The Muppets, Sesame Street e anche su un certo numero di personaggi Disney. Infatti l’unità stessa era venduta in bundle con un titolo chiamato Disney’s Cartoon Arcade, un controller stile joystick e accessori vari.

View-Master Interactive Vision
Nonostante la campagna di marketing e la notevole spesa esercitata per ottenere i diritti di questi personaggi popolari, sono state pochissime le copie vendute.
8. Funtech Super A’Can
Il fallimento in questione è uno dei più grandi, ma anche uno dei meno documentati. La storia racconta che il produttore Funtech ha perso oltre 6 milioni di dollari USA prima di aver ritirato questa console dal mercato solo un anno dalla sua immissione in commercio. Il Super A’Can era basato sul popolare chip Motorola 68000 già presente in sistemi come Atari ST, Amiga, Sega Mega Drive e SNK Neo Geo. Ma nel 1995, l’anno di immissione in commercio, eravamo già passati alla successiva generazione di console con Sony PlayStation, Sega Saturn, 3DO e Atari Jaguar. Una console basata su cartucce a 16 bit non avrebbe mai potuto reggere una competizione simile, soprattutto per l’assenza di una grafica a poligoni tridimensionali.

Funtech Super A’Can
Per questa console sono stati rilasciati 12 giochi, quali ad esempio una versione del popolare RPG Dragon Force e il taiwanese Street Fighter 2 di Sango Fighter. Il Super A’Can è ora considerato estremamente raro e molto ricercato dai collezionisti più accaniti.
7. Epoche Cassette Vision
La console di Epoche, Cassette Vision, è particolarmente interessante in quanto è stata una delle prime console domestiche ad essere progettata e prodotta in Giappone, molto prima del successo di Sega e Nintendo. E ‘stata rilasciato nel 1981 per competere con il popolare Atari 2600 VCS, che era stato appena immesso in commercio, ma aveva una raccolta di giochi molto ristretta e soprattutto fatta di copie (molto discutibili) dei grandi classici di quel tempo. La Cassette Vision non presentava controller esterni, infatti tutti i pulsanti erano sulla console stessa, rendendo molto difficile la riproduzione di qualsiasi cosa, specialmente con un secondo lettore.

Epoche Cassette Vision
Nonostante il fallimento di Cassette Vision, Epoche pubblicò 3 anni dopo la Super Casette Vision, che ebbe un discreto successo Giappone e fu venduta anche in alcune paesi europei. La SCV ha all’attivo 30 cartucce di gioco rilasciate, tra cui titoli molto popolari come Boulder Dash, Miner 2049’er, Doraemon, Mappy e Pole Position II.
6. Bandai Playdia
Un’altra compagnia presente più volte in questa lista è il colosso di giocattoli giapponese della Bandai, che ha finito per fondersi con Namco alcuni anni dopo. Nel 1994 hanno annunciato che stavano entrando nel mercato delle console domestiche con una nuova console, basata su CD-ROM, chiamata BA-X. Questo nome è stato cambiato in Playdia prima del lancio e la macchina vantava un controller a infrarossi e una serie di giochi entusiasmanti basati su famosi franchise giapponesi come Hello Kitty, Dragon Ball Z, Sailor Moon e Ultraman. Come molte altre macchine basate su CD dell’epoca, ad esempio 3DO e Philips CD-i, era commercializzato come sistema multimediale piuttosto che come una semplice console da gioco.

Bandai Playdia
Sfortunatamente la Playdia non riusciva a impressionare nemmeno il pubblico di casa. Bandai, dopo aver rilasciato oltre 30 giochi, ha interrotto la produzione nel 1996.
5. VTech Creativision
Nel 1981 la VTech, azienda produttrice di giochi elettronici e giocattoli di Hong Kong, ha tentato di entrare a far parte del crescente mercato dei videogiochi casalinghi progettando un sistema originale in grado di competere con il famosissimo Atari 2600 VCS e il Mattel Intellivision. Questa console aveva caratteristiche sorprendenti per quel periodo, infatti montava una CPU 6502 da 2 Mhz, (la stessa del Commodore 64), lo stesso chip video dell’MSX e un chip sonoro che è stato in seguito utilizzato nel Sega Master System. Nonostante sia stata distribuita in tutto il mondo, la console ha ottenuto un discreto successo solo in alcune regioni: in particolare in Australia e Nuova Zelanda, dove è stata denominata in modo molto divertente come Dick Smith Wizzard. In Italia è stata invece commercializzata dalla Zanussi, la nota azienda produttrice di lavatrici!

VTech Creativision
La produzione della console fu interrotta nel 1986 con soli 15 giochi realizzati.
4. APF Imagination Machine
Sicuramente la console più anziana di questa lista, l’APF Imagination Machine è arrivata sul mercato alla fine del 1979 per competere con l’Atari 2600 VCS, che aveva ottenuto un successo clamoroso dopo due anni dall’immissione in commercio. L’Imagination Machine poteva essere espansa per renderla un vero e proprio computer di casa, ma ciò la rendeva anche molto costosa da acquistare: infatti poteva essere connessa a unità disco, stampanti e persino modem. Le specifiche tecniche dell’APF erano piuttosto paragonabili ai suoi concorrenti, ma è stata molto carente nel reparto giochi con solo 15 cartucce rilasciati, inclusi titoli entusiasmanti come Budget Manager, Shoot e Doodle.

APF Imagination Machine
Una versione aggiornata della console è stata pianificata ma mai immessa in commercio.
3. Bally Astrocade
Bally fu, per un certo periodo, il più grande operatore dell’intero settore arcade. Come parte della società che alla fine sarebbe diventata Midway Games (autori poi di grandi successi come la serie Mortal Kombat e NBA Jam), Bally è ricordata principalmente per la creazione di giochi come Xenophobe, Spy Hunter e Rampage. Con un patrimonio arcade così forte, è sembrato naturale che entrassero nel nuovo ed entusiasmante mercato delle console domestiche, e così accadde con l’Astrocade. Rilasciato nello stesso anno dell’Atari 2600 (1977), nonostante fosse tecnicamente più avanzato di quest’ultimo, finì per vendere pochissime copie a causa del prezzo esorbitante.

Bally Astrocade
Dopo il Bally Computer System e il Bally Professional Arcade, dopo 2 anni è stato venduto il marchio a Montgomery Ward che ha continuato a commercializzarlo fino alla Crisi dei Videogiochi del 1983.
2. Casio Loopy: nuova console, nuovo fallimento
Dopo il già citato flop del PV-1000, Casio è tristemente nota anche per un secondo fallimento nel settore dei videogiochi con il Loopy. Conosciuto anche come My Seal Computer SV-100, il Loopy è stato unico nel suo genere in quanto indirizzato esclusivamente a giovani giocatori di sesso femminile. La libreria giochi era fatta di soli 10 titoli, quali ad esempio Fashion Party, Little Romance e Bow Wow Puppy Love Story. Veniva fornito con un solo controller, ma era possibile collegarlo a una vasta gamma di dispositivi esterni, tra cui stampanti, lettori DVD e un mouse.

Casio Loopy
Ciò permetteva di stampare le creazioni e persino creare semplici filmati, dando alla console delle vere e proprie capacità multimediali.
1. Apple Bandai Pippin: la console più deludente in assoluto?
Concludiamo il nostro Speciale in bellezza, parlando di quello che è stato probabilmente il più grande fallimento nella storia dei videogiochi: Apple Bandai Pippin. Quando nel 1996 i giganti statunitensi della Apple si unirono alla compagnia di giocattoli giapponese Bandai per produrre una console di gioco, tutti davano per scontato un potenziale tale da conquistare l’intero settore videoludico. Basato sul popolare computer Apple Macintosh, il Pippin vantava indubbiamente di alcune specifiche notevoli per quei tempi. Il marketing della console è stato senza dubbio il suo più grande problema. Anche giochi come Marathon (il primo titolo di Bungie), Power Rangers Zeo e Shock Wave non hanno potuto salvare la console da una morte molto dolorosa.

Apple Bandai Pippin
Solo 42.000 unità del Pippin sono state vendute in tutto il mondo, prima che entrambe le aziende si separassero un anno dopo. Bandai ha quindi continuato a fondersi con i giganti della Namco, mentre il colosso statunitense è ritornata solo recentemente nel settore con l’annuncio del servizio Apple Arcade.
Le 10 Console da gioco che (non) hanno fatto la storia | Curiosità
Siamo arrivati alla conclusione del nostro Speciale dedicato a tutte quelle console che si sono rivelate un vero e proprio fallimento: quante ne conoscevate? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguirci su tuttoteK!




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