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Routine: The Prohibition è il corto animato presentato il 31 ottobre nel corso del Trieste Science+Fiction Festival e cogliamo l’occasione per offrirvi una nostra recensione
TITOLO ORIGINALE: Routine: The Prhibition. GENERE: sci-fi, animazione. NAZIONE: Spagna. REGIA: Sam Orti. DURATA: 8 min. DATA DI PRESENTAZIONE: 2020
Tra i vari corti presentati durante questa edizione del Trieste Science+Fiction Festival oggi poniamo la nostra attenzione su Routine: The Prohibition. Questo film è d’animazione ed interessante, perchè capace di mostrare elementi esistenti nella società moderna e di far aprire gli occhi sullo sviluppo di un sistema.
La finalità di un film come Routine: The Prohibition è chiara fin da subito: cerca di far capire allo spettatore come spesso restare a guardare e non reagire non porti a nulla di positivo. Routine: The Prohibition ci trasporta in uno scenario dove i protagonisti sono delle specie di robot, che in questo caso sostituiscono i comuni cittadini. In questo contesto i robot sono incapaci di “rimboccarsi le maniche” come si dice in gergo. Cercano una soluzione ai loro problemi attraverso i canali telematici e la televisione e ascoltano, sperando che ci sia qualcuno che dica loro cosa fare per migliorare le loro condizioni. Diamo una spiegazione più chiara, con una breve trama di Routine: The Prohibition.
Trama | Recensione Routine: The Prohibition
Il corto presente nella ventesima edizione del festival dedicato alla fantascienza internazionale in streaming ci mostra un mondo che, per certi versi, è molto simile a quello in cui viviamo noi oggi. Ci sono infatti varie situazione di difficoltà affrontate in modi rivedibili.
Ciò che è evidente è il degrado presente nella società rappresentata in Routine: The Prohibition. L’idea del corto è quella di trasmettere l’abbassamento sociale con una visione di difficoltà estrema.
I protagonisti sono provati dal degrado che vedono di fronte ai loro occhi ogni giorno, ma non sanno cosa fare. Restano dunque a fissare lo schermo della televisione sul divano. Da dietro lo schermo si mostra una figura che possiamo individuare come una sorta di politico che comanda la cittadina. Questo personaggio vuole trasmettere il proprio potere sugli abitanti della popolazione e lo fa esternando i suoi pensieri e dando loro ordini. L’effetto che i cittadini subiscono è quello di assecondare il cosiddetto capo ed eseguire le sue volontà. Dunque è la paura il sentimento che il personaggio dietro lo schermo riesce a trasmettere e la fomenta con dichiarazioni forti e dirette.
Conclusione | Recensione Routine: The Prohibition
Il corto si conclude mostrandoci un singolo tentativo di ribellione nei confronti di chi comanda. Questa azione viene però resa inefficace, poichè il personaggio che la esegue viene eliminato senza pietà. Il significato della conclusione di Routine: The Prohibition è che per lottare per i propri diritti bisogna essere disposti a rischiare anche la propria vita, perchè questa scelta è comunque migliore di quella di vivere una vita gestita da altri, ovvero sopravvivere più che vivere.
Il messaggio inviato dal Festival | Recensione Routine: The Prohibition
Routine: The Prohibition, la pellicola animata trasmessa in questa edizione del Trieste Science+Fiction Festival, mostra come un sistema quasi al collasso sa sfruttare la paura altrui per andare avanti, senza però migliorare. Evidenzia dunque quale sia la differenza tra chi resta a guardare ed esegue ciò che gli viene ordinato e chi prova a cambiare le cose.
Il risultato è che si può perdere, ma si sta perdendo lottando. Nel caso opposto invece si ha già perso in partenza, perchè non ci sono gli stimoli per contribuire a un miglioramento necessario.
Routine: The Prohibition cerca dunque di stimolare a lottare per migliorare le cose, anzichè farsi prendere dalle paure ed assistere senza compiere alcun intervento.
Se siete curiosi di saperne di più su questo o gli altri corti presentati durante il Festival legato al mondo della fantascienza, seguiteci sulla nostra pagina!
Punti a favore
- Similitudini con la società attuale
- Effetti speciali ben fatti
Punti a sfavore
- Poca attenzione sui dialoghi
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