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Dalla SEO alla GEO: come cambia il marketing con l’arrivo di ChatGPT Ads in Italia? Scopriamo insieme tutti i dettagli in questo nostro articolo
Per anni le aziende hanno misurato la propria visibilità digitale soprattutto attraverso Google. Posizionamento, keyword, traffico organico e campagne search hanno costruito buona parte del marketing online.
L’intelligenza artificiale generativa sta aggiungendo un nuovo livello.
Sempre più utenti chiedono direttamente a ChatGPT e ad altri assistenti AI quali prodotti scegliere, quali software utilizzare, dove soggiornare o quale servizio sia più adatto a una determinata esigenza. Per le aziende emerge quindi una domanda nuova: quando un potenziale cliente interroga un sistema AI sul nostro mercato, quali aziende vengono suggerite?
Da questa domanda nasce la GEO, o Generative Engine Optimization.
Dalla SEO alla visibilità nelle risposte AI
La GEO studia come aziende, prodotti e servizi vengono rappresentati nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Il principio è abbastanza semplice.
Un’azienda può analizzare una serie di domande che un potenziale cliente potrebbe realmente formulare e osservare quali marchi vengono citati, con quali argomentazioni e attraverso quali fonti.
Se alcuni concorrenti compaiono con maggiore frequenza, il dato interessante riguarda soprattutto il motivo.
Potrebbero avere contenuti più chiari su uno specifico servizio, una maggiore presenza su fonti esterne autorevoli, recensioni più pertinenti oppure un posizionamento digitale che rende più facile comprendere ciò che offrono.
La GEO diventa quindi anche uno strumento di competitive intelligence.
Il risultato utile non è un semplice punteggio di visibilità. È la possibilità di individuare aree nelle quali un concorrente comunica meglio una determinata proposta e capire se esiste un’opportunità concreta per intervenire.
Dal gap alla campagna
Immaginiamo un’azienda che scopra di essere poco presente nelle risposte AI relative a uno dei suoi servizi principali.
L’analisi potrebbe portare a migliorare una pagina del sito, creare nuovi contenuti o rendere più chiaro il posizionamento di quel servizio.
Ma lo stesso insight può essere utilizzato anche per l’advertising.
Ed è qui che la GEO diventa particolarmente interessante.
Una buona analisi non dice soltanto quale concorrente è più visibile. Può aiutare a capire in quali conversazioni e intorno a quali esigenze quel concorrente diventa rilevante.
Quelle esigenze possono trasformarsi in nuovi temi di campagna.
ChatGPT Ads arriva anche in Italia
Questo collegamento tra AI intelligence e advertising è diventato molto più concreto con l’apertura di ChatGPT Ads agli inserzionisti italiani.
Dal 31 agosto 2026, le aziende italiane possono accedere alla piattaforma self-service Ads Manager di OpenAI per creare e gestire campagne pubblicitarie su ChatGPT.
Il modello presenta alcune differenze rispetto alla tradizionale pubblicità search.
Gli inserzionisti possono fornire dei context hints, indicazioni che descrivono le conversazioni, i temi e le situazioni nelle quali un prodotto o servizio potrebbe risultare pertinente. Il sistema considera anche il contesto e l’intento della conversazione per valutare la rilevanza di un annuncio.
Non si tratta quindi semplicemente di acquistare una keyword.
Un’azienda può ragionare sulle situazioni nelle quali la propria offerta potrebbe essere utile e costruire messaggi e landing page coerenti con quelle esigenze.
Questo crea un collegamento interessante con la GEO:
analizzare la visibilità → individuare un gap competitivo → comprendere l’intento → creare una campagna.
Naturalmente advertising e risultati organici rimangono separati. OpenAI specifica che acquistare pubblicità non influenza le risposte generate da ChatGPT.
Gli strumenti AI stanno diventando più integrati
Gran parte degli strumenti AI per il marketing è nata per svolgere attività specifiche: generare un post, creare un’immagine, scrivere un’email, analizzare keyword o preparare un annuncio.
Il mercato sta ora iniziando a collegare queste funzioni.
Una piattaforma può analizzare il posizionamento dell’azienda, confrontarlo con i concorrenti e utilizzare ciò che emerge per suggerire contenuti o campagne.
Orchestra Ads, ad esempio, sta sviluppando questo tipo di workflow collegando GEO Intelligence, SEO, contenuti e advertising all’interno dello stesso contesto aziendale. Un gap individuato durante l’analisi può quindi diventare un’opportunità di contenuto o una proposta di campagna, compreso il nuovo canale ChatGPT Ads.
Orchestra rappresenta un esempio di una tendenza più ampia: l’AI marketing sta passando dalla generazione di singoli contenuti alla capacità di collegare analisi, decisione ed esecuzione.
Come verificare la propria visibilità
Un primo test può essere fatto anche senza strumenti specifici.
Basta preparare alcune domande che un potenziale cliente potrebbe realmente formulare prima di acquistare.
Per esempio:
“Quali sono i migliori software per gestire il marketing di una piccola impresa?”
oppure:
“Quali soluzioni permettono di automatizzare le campagne social e advertising?”
È importante evitare di inserire il nome della propria azienda.
A quel punto si possono osservare i marchi citati, le motivazioni utilizzate e, quando disponibili, le fonti richiamate nella risposta.
Ripetendo il test con domande differenti si comincia ad avere un’indicazione di come il mercato viene interpretato dai sistemi generativi.
Una singola risposta non rappresenta una classifica. I risultati possono cambiare in base alla formulazione, al momento e al sistema utilizzato.
La parte interessante viene dopo: capire perché alcuni concorrenti emergono e decidere se quel vantaggio evidenzia qualcosa su cui vale la pena intervenire.
Con l’arrivo di ChatGPT Ads anche in Italia, quella stessa analisi può ora avere una seconda destinazione: aiutare a capire non solo come migliorare la propria presenza nelle risposte AI, ma anche quali conversazioni potrebbero rappresentare nuove opportunità pubblicitarie.




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