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Un gioco di ruolo vecchio stile, per gli amanti degli spostamenti “ortogonali”. Andiamo alla scoperta di The Warlock of Firetop Mountain
A qualcuno, questo “The Warlock of Firetop Mountain” potrebbe richiamare alla mente ricordi. Soprattutto se si tratta di giovani che hanno vissuto in pieno gli anni ’90 e tutto il mondo ludico (e videoludico) offerto. Steve Jackson e Ian Livingston pubblicarono nel 1982 uno dei romanzi interattivi più divertenti. In seguito al successo ottenuto, decisero di pubblicare una serie di libri-game (quei romanzi avventurosi con la possibilità di interazione tra il lettore e la storia, arricchiti da finali multipli in base alle scelte fatte) e un gioco da tavolo, pubblicato nel 1986 ad opera di uno dei due autori. A distanza di 30 dalla commercializzazione del boardgame, assistiamo alla pubblicazione della versione videoludica.
The Warlock of Firetop Mountain, un gdr dal sapore nostalgico
Ci troviamo di fronte a un videogioco di ruolo, di quelli che prendono spunto dai gdr cartacei, composti da manuali, schede personaggi, dadi e miniature. Al lavoro sul titolo “The Warlock of Firetop Mountain” ritroviamo la Tin Man Games, che ha peraltro realizzato altri videogiochi basati sulle storie di Jackson e Livingstone. Mettiamo da parte il manuale e le schede personaggi, tutto reso automatico dai calcoli del sistema, prendiamo una mappa dettagliata dei Dungeon in cui l’avventura avrà luogo, scegliamo una tra i personaggi (e le miniature disponibili) e prepariamoci a respirare, anche solo con l’illusione di essere tornati indietro nel tempo, l’aria di quei pomeriggi passati ad ascoltare un master, mentre prendevamo le scelte dei nostri personaggi ingurgitando patatine e birra.
Il concetto iniziale è il medesimo: abbiamo a disposizione alcune miniature con un personaggio da poter utilizzare. Ciascun personaggio ha, come da almeno 50 anni ad oggi, alcune caratteristiche esclusive, come attacchi e abilità specifiche. Non abbiamo lunghe tabelle con tutte le (micro)descrizioni del caso, ma tre parametri fondamentali, ovvero: Skill, Stamina e Luck. Sarà fondamentale, quindi, durante gli scontri considerare la nostra “Skill”, così da essere in grado di assestare i colpi ai danni dei nostri avversari, soprattutto in determinate situazione. La “Stamina” determinerà sostanzialmente i nostri punti vita che, rullo di tamburi, scesi a zero, scaturiranno la morte del nostro personaggio e la ripresa dal punto di “salvataggio” precedente. Con “Luck” invece, ci aiuterà a barcamenarci in alcune scelte che potrebbero premiare la nostra capacità di evitare gli scontri, o la possibilità di ricevere un premio in determinate circostante o di avere, più genericamente, maggiori possibilità di uscirne sani e salvi dalle situazioni inaspettate.
Prima di parlare del sistema di combattimento e dare uno sguardo alle meccaniche che stanno alla base del gameplay, c’è da segnalare un’opzione lodevole, già presente nella prima schermata di gioco. Ci viene immediatamente data la possibilità di selezionare una modalità di visualizzazione dei font che viene in aiuto a chi è affetto da problemi legati alla dislessia.

In TWoFM c’è la possibilità di variare grandezza e font dei testi.
Il gioco è completamente in inglese (semplice e conciso) e ci catapulta immediatamente a prendere confidenza con le meccaniche di gioco (semplici e concise). Il nostro personaggio, come già detto in precedenza, ha delle caratteristiche specifiche, che riprendono in buona parte i canoni dei classici giochi di ruolo. La cosa veramente bella è la cura con la quale ci vengono presentate le miniature e gli elementi circostanti, permettendoci di provare quella atmosfera che si respirava nelle case di chi si radunava con gli amici per giocare a D&D e simili.

Le miniature sono bellissime e gli elementi dell’ambientazione riflettono lo spirito dei GDR cartacei, come D&D.

Andando avanti nel gioco sarà possibile sbloccare altri gruppi di miniature
Nel Tutorial iniziale, della durata di meno di un minuto, si apprende immediatamente il sistema di combattimento. Quest’ultimo è basato sui movimenti “ortogonali”, ovvero quei movimenti su una plancia di gioco a scacchiera che non permettono direzioni diagonali. Gli attacchi, come i movimenti, possono essere effettuati solo lungo due assi, e avvengono a turni. Nella fase di combattimento sarà quindi possibile affrontare uno o più nemici, attaccando a turni e muovendosi nelle caselle adiacenti. I round sono gestiti così: tutte le miniature effettuano contemporaneamente la scelta della casella sulla quale vogliono spostarsi o attaccare e, successivamente, se ne applicano gli effetti. Può succedere quindi che un personaggio decida di attaccare una casella dove al momento non è presente nessun nemico, ma che sarà probabilmente occupata a seguito di uno spostamento, nel corso della risoluzione dei turni.

Un combattimento.
Ci troveremo a percorrere alcune gallerie per raggiungere Zagor sulla sommità della montagna e durante il percorso troveremo i suoi tirapiedi a sorvegliare il cammino. Raggiungeremo più volte bivi e porte da aprire, che potremo tranquillamente ignorare e passare oltre. Chiaramente, più zone inesplorate ci lasceremo alle spalle e minori saranno le possibilità di trovare equipaggiamento e denaro.

TWoFM presenta una serie di diramazioni che permettono al giocatore di racimolare ricchezze ed equipaggiamento.
Altra nota di merito va al comparto “artistico”, ovvero alle rappresentazioni colorate o no (questo dipenderà da noi e il “come” lo lascio alla vostra scoperta) che arricchiscono i testi che ci accompagnano durante la nostra avventura.

Questo è uno dei disegni (colorati o no) che accompagnano i testi. Ah, cosa importante. Questo è luogo dove poter riposare e recuperare stamina. Una sorta di checkpoint, per capirci.
In sostanza, quindi, cosa ci propone questo The Warlock of Firetop Mountain? Una avventura, praticamente di quelle che forse avrete già giocato durante qualche campagna di D&D con gli amici, oppure con uno di quei dungeon crawler classici, che tanto andavano qualche anno fa. Si percorre un binario, c’è qualche porta da aprire e da esplorare per raccogliere armi e denaro, per poi proseguire verso l’obiettivo finale, affrontando nemici da sconfiggere in base alla nostra abilità strategica (simile a quella utilizzata negli scacchi) e agli “attributi” del nostro personaggio.

Gli “attributi” del nostro personaggio.
Il comparto tecnico di The Warlock of Firetop Mountain non è eccelso. Grafica e sonoro non sono il punto forte di questo titolo, ma ad essere sinceri, non lo sono mai stati per questo tipo di videogioco al quale si avvicina solo un amante del genere o chi sa già cosa aspettarsi.

Abbiamo un elenco degli attacchi che il nostro personaggio può effettuare, così da approntare una strategia efficace nei combattimenti.
Anche i bug non sono rari e più volte si ha difficoltà a giocare con il pad (io ho utilizzato un pad Xbox One) e si consiglia il classico approccio “mouse e tastiera”.

Alcune volte ci ritroveremo a dover fare scelte più o meno decisive.

Spogliatelo della grafica e, giunti al nocciolo, avrete la versione per ZX Spectrum. Qui la musica è la cosa più bella
The Warlock of Firetop Mountain, il verdetto
The Warlock of Firetop Mountain è un gioco divertente, immediato e che rappresenta un ottimo inizio per chi ha voglia di avventurarsi nel mondo dei gdr, soprattutto quelli cartacei. Tutto risulta essere curato e dignitoso, senza eccedere in virtuosismi tecnici.
The Warlock of Firetop Mountain è questa settimana nell’Humble Bundle!
Scritto ascoltando: Zoe Chambers – Daylight in November
Punti a favore
- Atmosfere riuscite
- Sembra di giocare a un GDR da tavolo
- Semplice e immediato
Punti a sfavore
- Sonoro poco curato
- Il bug è dietro l'angolo
- A lungo andare diventa ripetitivo




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