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Due avventure cosmiche tornano su Nintendo Switch: la nostra recensione spicca il volo tra le stelle con la duologia di Super Mario Galaxy
Citando testualmente lo strafalcione del compianto Fabrizio Frizzi, “doveva succedere che succedesse”: col cuore colmo di emozione, chi vi scrive sta firmando la sua recensione sia di Super Mario Galaxy che del suo seguito su Nintendo Switch. Noi li abbiamo giocati sulla seconda ibrida della Grande N, ma da quando abbiamo sentito i primi brividi con i due titoli rispettivamente nel 2007 e nel 2010 non sembra essere passato davvero un giorno. In barba alla nitidezza e ai sedici noni, beninteso. Rispetto a 3D All-Stars, a cui abbiamo dedicato una disamina succinta, stavolta non c’è data di scadenza: i giochi sono qui per restare, con l’indubbia complicità del film in uscita il prossimo anno.
Ci troviamo in una situazione perlopiù analoga alle “due recensioni in una” che abbiamo dedicato ai due Pikmin che hanno fatto capolino mediante shadow drop dopo un Nintendo Direct. Nel titolo del nostro scrutinio, con “È tornato GameCube!” ci siamo riallacciati ad NRU, così come vorremmo fare oggi. Purtroppo, la presenza di un tetto massimo nell’editor di articoli ci limita un po’ rispetto alla carta stampata, dove un po’ per goliardia e un po’ per puro senso di meraviglia i redattori del tristemente defunto periodico si sono concessi di spingersi “direttamente all’undici”. Di acqua sotto i ponti, però, ne è passata parecchia e, allo stesso modo, è invecchiato anche l’occhio critico che rivolgiamo ai titoli. Ora in HD, naturalmente.
Sotto l’albero sulla collina | Recensione Super Mario Galaxy 1 + 2
In ogni recensione, bene o male, partiamo dalla trama e, se anche così non fosse stato, con Super Mario Galaxy è praticamente obbligatorio parlarne. Se ci seguite, il nome di Yoshiaki Koizumi dovrebbe esservi tutto fuorché nuovo. Fu lui a nascondere, tramite un diario fatato interamente opzionale, una componente narrativa nell’avventura all’insaputa di Shigeru Miyamoto. Certo, conoscendo la struggente storia di Rosalinda l’idea di una controparte in fasce negli spinoff come Mario Kart World (a sua volta qui valutato) pare abbastanza risibile, ma queste considerazioni sulla canonicità la dicono lunga sul rispetto reverenziale che ogni componente emotiva è valsa, a posteriori, a questo capolavoro.
Un lato del gioco, questo, che Super Mario Galaxy 2 ha bellamente gettato fuori dalla finestra. In un autentico sberleffo al libro delle favole di Rosalinda, l’introduzione al sequel si svolge interamente in un livello a scorrimento laterale attorniato dai medesimi bordi cartacei. L’incipit stesso, partendo con “Anche questa storia…”, sottintende la frustrazione di Miyamoto nell’essere stato gabbato dal suo pupillo, come si evince dalla struttura decisamente più lineare del resto del gioco. Come effetto collaterale, ironicamente, i dialoghi come l’introduzione dell’Astronave Mario risultano più lunghi e tediosi di quanto effettivamente non lo siano in realtà. “Si incontra il proprio destino sulla strada intrapresa per evitarlo”, recita il proverbio cinese.
Linearità interplanetaria | Recensione Super Mario Galaxy 1 + 2
In fatto di gameplay, però, non si parla di grandi differenze tra un gioco e l’altro, anzi. Lo stesso Super Mario Galaxy 2 è nato interamente da idee scartate per il primo, quando per gli standard di Nintendo i tempi erano decisamente acerbi per parlare di DLC. Se poi avete letto la nostra guida preliminare ai due giochi, già saprete qualcosa. In generale, a livello superficiale si tratta di un classico caso di collectathon, ovvero un platformer 3D con movimento libero in cui collezionare un determinato tipo di oggetti. Guardando però la situazione più da vicino, con la complicità dei pianetini e dei loro campi gravitazionali, il ruolo coperto dalle Superstelle in questo caso è quello di fare da traguardo per un level design lineare.
È anche per questo che, dopo la duologia, su Nintendo 3DS abbiamo visto dallo stesso team di sviluppo un approccio ibrido anche con Super Mario 3D Land. Perché, in soldoni, di mescolanze si tratta. C’è un indicatore della vita, solitamente limitato a tre ma esteso a sei tacche con i Funghi Energia, ma esiste in concomitanza dei power-up: da qui, la coesistenza di Mario Fuoco con le neonate Mario Ape, Mario Spettro, Mario Molla e, nel seguito, Mario Roccia e Mario Nuvola. Siccome si passa da pianeti grandi a corpi celesti molto piccoli, talvolta “circumnavigabili” con un salto in lungo, la fusione tra struttura lineare con traguardi o power-up e la presenza di elementi collezionabili è abbastanza congeniale al prodotto finito.
“Yoshi qui?!” | Recensione Super Mario Galaxy 1 + 2
Curioso come il ruolo di Yoshi passi dal cameo di contorno nel primo episodio alla centralità nel secondo. La gestione delle fasi tra un livello e l’altro, similarmente, varia e di parecchio. Il primo capitolo vede Mario approdare sull’Osservatorio Cometa, la nave di Rosalinda “aperta” come se fosse, al pari della definizione che Nintendo la Rivista Ufficiale usò per il Castello di Peach, una casa delle bambole virtuale. Le zone del velivolo, similarmente, ricevono la stessa denominazione delle stanze di un appartamento: Terrazza, Bagno, Cucina, Camera da letto, Sala motori e Attico sono i principali mondi del gioco. Una hub centrale dalla struttura classica, che pian piano si riempie di comprimari.
Lo stesso avviene con l’Astronave Mario nel sequel, ma in maniera ridotta. Il pianetino semovente (di per sé un ossimoro, per gli astrofili in ascolto) con le fattezze del volto di Mario a sua volta riceve ospiti dai vari livelli visitati, ma è solo accedendo al timone che il gioco cala la maschera: la scelta delle galassie, ovvero gli stage da completare, avviene tramite una quanto mai classica (per non dire arcaica, possa Crash Bandicoot 4: It’s About Time perdonarci) schermata della mappa. Questo lo si deve alle idee di gameplay, probabilmente troppe per una struttura tradizionale di accesso ai singoli livelli. Una risposta più in chiave Nintendo, dunque, a un predecessore nato strizzando forse l’occhio al pubblico di Sony.
Tre avventure in due | Recensione Super Mario Galaxy 1 + 2
Abbiamo per l’appunto menzionato la parecchia acqua passata sotto i ponti, e per questo motivo un paio di menzioni al postgame possiamo pure permettercele. Dopo aver visto i titoli di coda, avrete modo di cimentarvi con le Comete Burlone: trattasi di Superstelle aggiuntive comprensive di variazioni sul tema, tra cloni da superare al traguardo, boss da affrontare con un solo punto vita (tra cui uno dei più ostici, Rocciospettro) e livelli contraddistinti da timer proibitivi. Quando va male, poi, ci sono le cento monete viola da raccogliere. Sconfiggere il boss finale di nuovo consente ai completisti di riaffrontare l’intera avventura da capo, ma con Luigi; oggi, però, viene da chiedersi se a chi proprio non si sazia mai di Galaxy non convenga semplicemente comprare il seguito.
Quest’ultimo, fortunatamente, aggiunge Luigi all’avventura principale in corso d’opera, riducendo al minimo le eventuali forzature. L’espediente per la longevità, in questo caso, col senno di poi ha fatto da apripista ai collezionabili “sparsi in giro” visti in Odyssey (nonché, più recentemente, nello strepitoso Donkey Kong Bananza). Le Stelle Verdi, che nel primo capitolo erano semplicemente missioni speciali che ci chiedevano di rintracciare Luigi come NPC nei livelli, stavolta si annidano in punti non sempre palesi dello scenario. In barba alla linearità del level design, questa soluzione ha tentato di reinventarlo in chiave più open world. Con quale successo, poi, varia da giocatore a giocatore.
“No, non vale la stella / che tra poco toccherò” | Recensione Super Mario Galaxy 1 + 2
La soluzione adottata in Super Mario 3D All-Stars con i controlli di movimento fa capolino anche qui. Giocare in modalità portatile consente di usare il touch screen come puntatore, mentre con il dock sia Joy-Con che Pro Controller consentono di muovere il cursore per raccogliere le sempre presenti Astroschegge (in egual misura valuta e munizioni), afferrare le Stelle Manina o eseguire altre azioni. La presenza della possibilità di ricalibrare il cursore in ogni momento premendo Ⓡ facilita di parecchio le cose, per un’opzione che (specie considerando quanto poco ci venga concessa la libertà nell’usare la telecamera) sarebbe più comodo relegare alla leva analogica destra.
Sia come sia, in generale non è mai nulla di realmente troppo intrusivo; se poi ne avete occasione, giocate l’avventura con qualcuno a farvi compagnia. Dando al secondo giocatore il compito di raccogliere le Astroschegge, gran parte di queste due avventure diventa una bomba. Diciamo solo “gran parte” perché, purtroppo, degli elementi scomodi oggi quanto lo erano rispettivamente diciotto e quindici anni fa ci sono ancora. Le fasi in cui camminare sulle sfere di vetro, guidare una manta o planare aggrappati a un pennuto dovrebbe presentare variazioni sul tema in fatto di gameplay, ma si tratta sempre di espedienti decisamente più forzati di altri. Un peccato, perché il level design è altrimenti un gioiello.
Come (non) eravamo | Recensione Super Mario Galaxy 1 + 2
Al di là della mera disponibilità dei giochi, comunque importante ai fini della sempre importante preservazione del medium, cosa offre questa coppia di… remaster? O dovremmo chiamarli più semplicemente port? La differenza qui è nebulosa, ma sin dai primi momenti di gioco ciascun titolo appare come “la versione 3D All-Stars” di sé stesso consentendoci di accedere alla colonna sonora dalla schermata del titolo. Parlando di 3D All-Stars, siamo rimasti particolarmente (e relativamente) sorpresi nel vedere che, nonostante le molteplici aggiunte di quella riedizione nelle consecutive patch, il file di salvataggio della raccolta non viene rilevato nella ripubblicazione stand-alone del primo Galaxy.
Gli extra si estendono poi alla neonata Modalità Assistita, con la quale il giocatore beneficia del doppio dei tre punti salute standard (relegando il Fungo Energia alla medesima funzione del Fungo 1-UP), torna su terreno solido se cade nei baratri e recupera vita restando fermo. Un’aggiunta ottima per i neofiti, che in tandem con la modalità co-op rende queste grandiose avventure più accessibili che mai. Non ci aspettavamo, poi, un’espansione anche dal punto di vista narrativo del secondo episodio. Difficile imputare questo a una rivalutazione di Koizumi da parte di Miyamoto o, più semplicemente, alla già citata pellicola che ci attenderà la prossima primavera; quel che è certo, però, è che nell’universo del baffone sembra essere tornato un posto anche per la trama. E sarebbe anche ora, aggiungeremmo.
Stargazing | Recensione Super Mario Galaxy 1 + 2
Siamo giunti al punto clou: la valutazione tecnica di questa duplice riedizione. Trattandosi in soldoni del medesimo motore grafico per entrambi i giochi, il nostro verdetto è univoco: per chi ama strizzare gli occhi e giocarsi le diottrie sulle sottigliezze, il peso degli anni si sente. A meno che non impostiate di continuo la visuale in prima persona, però, i modelli poligonali reggono benone pure oggi, perché da un punto di vista di direzione artistica la duologia fa ancora le scarpe a buona parte della Tripla A. Fondamentalmente, sebbene il termine sia abbastanza abusato, si tratta davvero di esperienze in ogni senso e accezione. Il messaggio, sin dall’inquadratura iniziale del primo pianetino su cui viene catapultato Mario, è abbastanza chiaro.
Nulla, ma proprio nulla, da eccepire per quanto invece concerne il comparto audio. La prima colonna sonora interamente orchestrale del baffone, con Mahito Yokota alle partiture, è fuori da ogni parametro per motivi differenti. Nella prima delle due avventure, l’approccio è più intimo e sperimentale; la seconda, dal letterale canto suo, si diletta con la reinvenzione dei grandi classici nella saga mariesca, senza negarsi lo spazio per nuovi componimenti. In linea di massima, se c’è l’opzione di ascoltare il tutto in separata sede – sezioni spoiler incluse – dalla schermata del titolo, un motivo c’è. Se siete iscritti a Nintendo Switch Online, vale la pena di scaricare l’app Nintendo Music per dispositivi smart.
Considerazioni conclusive
Cosa vi aspettavate da una recensione dei due Super Mario Galaxy? Decontestualizzandoli, si parla sempre e comunque di due prodotti qualitativamente a livelli elevatissimi. Se però, banalmente, foste in possesso di 3D All-Stars e voleste recuperare il secondo episodio e colmare così la lacuna, l’investimento è di quaranta euro; lo stesso vale per il primo nella sua riedizione singola, mentre il bundle si estende a quota settanta (con un risparmio di dieci cucuzze sugli acquisti individuali). Considerando che, prendendo in esame l’aspetto portatile di Switch, la quarantina di euro era il prezzo pieno su Nintendo 3DS che ne è il parziale predecessore… sono numeri da contestualizzare.
Se siete in possesso degli originali, quale che sia il possibile deterioramento dell’hardware nel caso dei vostri Wii (o, specialmente, se disponete anche di 3D All-Stars), l’acquisto andrebbe ponderato. Non sussistendo più la spada di Damocle della disponibilità artificialmente limitata, possiamo permetterci di ragionare o, addirittura, di attendere sconti. Tuttavia, se non avete mai provato queste perle (perché perle sono), il discorso cambia e di parecchio. In questo caso, specie per il primo capitolo (con buona pace di Yoshi, ndr), provarli è un favore che fareste a voi stessi. Vedete voi, poi, se da appassionati dell’idraulico, di Nintendo o, più plausibilmente, di videogiochi in generale.
Questo era ciò che pensavamo noi. Voi però di che opinione siete? Ditecelo qui sotto, e come sempre non dimenticate di restare su tuttotek.it per tutte le notizie più importanti per i gamer e non solo. Per i vostri bisogni puramente videoludici, potete invece trovare i migliori sconti in formato digitale su Instant Gaming.
Punti a favore
- Ancora divertenti come allora…
- Artisticamente eccelso da udire e da vedere…
- Longevo giusto quanto basta…
- Una componente narrativa grandiosa, ora valorizzata
- Una valanga di idee di gameplay, specie nel secondo
- Benissimo il co-op e l’accessibilità
Punti a sfavore
- … mantenendo intatte alcune forzature
- … senza ficcanasare più del dovuto
- … pur sfruttando qualche espediente












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