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Dopo averlo atteso finalmente abbiamo potuto mettere le mani su Split Fiction, il nuovo titolo targato Hazelight Studios e finalmente siamo pronti a parlarne in questa recensione
Dove eravamo rimasti? Ah sì, con un Goty e forse, anche questa volta, potremmo respirare la stessa aria d’eccellenza. Già, perché lo diciamo fin da subito, Split Fiction è un titolo che eccelle sotto molti punti di vista e lo fa puntando su quanto di più puro un videogioco possa offrire: il divertimento! In questa recensione di Split Fiction andremo ad analizzare e a sviscerare elemento dopo elemento tutta la struttura di questo titolo che ha tanto da offrire, a partire da quelli che sono gli spunti narrativi.
Un pozzo di idee | Recensione Split Fiction
Iniziamo questa recensione di Split Fiction introducendo ciò che narrativamente ha da offrire questo titolo. Come accaduto con i precedenti giochi di questa software house, anche in questo caso, ci troviamo di fronte ad una storia che si sviluppa su due binari; o meglio, all’interno di due menti brillanti e due anime vere e proprie. Zoe e Mio, Mio e Zoe, due scrittrici che danno inizio all’intera vicenda solo ed esclusivamente (almeno in apparenza) per voler seguire un sogno: quello di pubblicare i propri racconti e le proprie opere letterarie con una casa editrice molto importante e rilevante.
Casa editrice che, però, ha sviluppato un particolare strumento per far sì che gli scrittori stessi possano vivere in prima persona le proprie idee e i propri mondi, catapultandoli all’interno di quest’ultimi tramite quello che potremmo definire una sorta di “Animus” (e no, i riferimenti ad Assassin’s Creed non sono presenti solo “qui” in sede di recensione).
La vicenda, però, prende vita nel momento in cui Mio finisce nella simulazione di Zoe, andando così a creare una serie di glitch per cui le idee dell’una influenzeranno quelle dell’altra e viceversa. Non faremo alcuno spoiler essendo un titolo molto story-driven ma ciò che ci teniamo a sottolineare è che la narrazione viene gestita molto bene: con dialoghi vivaci, momenti di approfondimento delle due protagoniste e tanti riferimenti alla cultura contemporanea videoludica e non.
Dal sci-fi al fantasy e viceversa | Recensione Split Fiction
Le due protagoniste di questo gioco sono molto diverse da loro. Da una parte Mio, appassionata degli universi sci-fi, pieni di azione e con un ritmo sempre molto elevato. Dall’altra parte Zoe, scrittrice di racconti ambientati in contesti fantasy, più riflessivi e da un certo punto di vista anche più cozy. Ed è su questa alternanza, su questo doppio binario che si svolgono le vicende che vedranno le due ragazze protagoniste ma anche voi stessi come giocatori. Inoltre, in ognuno dei mondi che affronteremo incapperemo nella possibilità di intraprendere delle storie secondarie, più brevi rispetto ai livelli base ma molto curiose e interessanti da giocare.
Di base, l’esperienza ha un minimo comun denominatore: ovvero il genere puzzle-platform con elementi action. Genere che, a seconda del mondo in cui vi troverete a giocare assumerà dei tratti differenti e peculiari. Le idee di Mio, dunque quelle sci-fi offriranno un’esperienza action e platform allo stato puro mentre, quelle di Zoe, stimoleranno la vostra logica nella risoluzione di enigmi e puzzle ambientali.
Particolarmente gradito è stato anche il gioco dietro la gestione della camera che, talvolta, vi costringerà a giocare in due dimensioni. Camera che, chiaramente, risulta “splittata“, in modo tale da sottolineare e favorire la natura coop del titolo (che tratteremo più avanti). Inoltre, questo titolo nasconde numerose chicche sia in termini di easter egg, sia per la sua capacità di essere camaleontico e di proporre delle fasi in cui vi troverete a giocare delle situazioni di tutt’altra natura e genere (anche qui, non vi faremo spoiler).
Pad alla mano Split Fiction è veloce, responsivo e ben congegnato, con delle fasi in cui proverete la stessa adrenalina delle protagonisti. Qualche volta, soprattutto nelle fasi più ad alto ritmo e ad alta velocità, i salti non saranno molto precisi e nonostante crederete di aver effettuato l’azione/acrobazia giusta vi capiterà di morire e di ripetere il tutto. Niente di grave considerando la qualità generale del gameplay e quanto, queste situazioni, siano rare.
Una gioia condivisa | Recensione Split Fiction
Il titolo introduttivo di questo paragrafo riassume, probabilmente, tutto ciò che è Split Fiction. Questo è un videogioco che dà gioia e diverte dal primo all’ultimo istante e, soprattutto, lo fa connettendoci con un’altra persona che sarà la nostra (o il nostro) compagna/o di viaggio per questa esperienza di circa 15/18 ore.
Lo schermo a metà, la necessità di cooperare e di comunicare vi faranno immergere al 100% nei fantastici mondi che attraverserete in questo titolo in una modalità che, purtroppo, nel corso degli anni, ha perso un po’ di appeal e che solo progetti come questo (o come It Takes Two, o ancora come A Way Out) sanno proporre. Perciò un particolare plauso e punto di merito va dato a questo team dalla forte identità e che a questa coniuga una qualità generale molto elevata, alzando sempre di più gli standard, opera dopo opera.
Gran colpo d’occhio… meno nei dettagli | Recensione Split Fiction
In questa fase della nostra recensione di Split Fiction andremo ad analizzare quello che è il comparto tecnico del titolo. Un comparto tecnico che si presenta sicuramente bene, con dei colpi d’occhio davvero eccezionali con tantissimi elementi a schermo e con un frame rate roccioso e molto stabile. Meno di qualità, purtroppo, è la gestione dei dettagli. I modelli delle due protagoniste, con espressioni facciali annesse, non sono di prim’ordine così come, non lo è, l’intera gestione della grafica.
Allo stesso tempo, però, non ci sentiamo di condannare questa “mancanza” (usiamo le virgolette perché di mancanza vera e propria non si tratta), considerando quanto questo titolo abbia da offrire in termini di gameplay e quanto, comunque, nonostante questa difetto grafico, l’impatto d’insieme sia decisamente positivo. Così come, ad essere positivo, è il sonoro: le musiche si adattano perfettamente ad ogni fase di gameplay e il doppiaggio è anche molto convincente (meno i sottotitoli, talvolta non combacianti con quanto viene pronunciato).
Tiriamo le somme!
Eccoci arrivati alle conclusioni di questa recensione di Split Fiction, in cui ci toccherà tirare un po’ le somme e dare un giudizio sull’intera opera. Split Fiction è un must have, un gioco che non può mancare nella vostra collezione e, grazie anche alla trovata del pass amici, vi offre la possibilità di dividere la spesa d’acquisto con un amico/amica. Siamo di fronte ad un altro capolavoro di una software house che, ormai, è sempre più una certezza in un panorama videoludico che necessita, sempre di più, di idee forti e identitarie.
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Punti a favore
- Gestione della narrazione frizzante e profonda allo stesso tempo
- Gameplay divertente e stimolante
- Le storie secondarie sono una continua scoperta
- Frame rate di roccia
- Impatto grafico eccellente...
Punti a sfavore
- ...con qualche pecca nella gestione dei dettagli e nei modelli
- Fasi platform talvolta imprecise










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