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Dopo averlo atteso e dopo averlo giocato, siamo pronti ad analizzare e a tirare le somme di Pragmata, nuovo titolo targato Capcom, in questa nostra recensione
Pragmata è stato, fin dal suo annuncio, un titolo che ha mostrato una certa “aura“. Sarà stato per la sua ambientazione così classica ma, allo stesso tempo, dal fascino intramontabile o per il carisma che, fin da subito, anche solo visivamente, i personaggi mostrati hanno evocato e suggerito.
Pragmata, ultima creatura di casa Capcom, è uno di quei titoli che, in un certo senso, riallinea noi videogiocatori con la componente più pura e, per certi versi, semplice del gaming. Un titolo che, considerando gli standard di oggi, si presenta con una durata “breve”, con un gameplay divertente e appagante, un setting affascinante e una storia bella e coinvolgente. Bando alle ciance e proseguiamo con la nostra recensione di Pragmata.
Una storia come quelle di una volta | Recensione Pragmata
Iniziamo questa nostra recensione di Pragmata introducendo quella che è la storia, o meglio, la trama del gioco di cui, sottolineiamo, non andremo a fare alcuno spoiler. Il titolo è decisamente story-driven e andare a raccontare alcune delle vicende rovinerebbe le circa 10 ore necessarie per essere portato a termine. Ci basterà sapere che tutto sarà ambientato all’interno di una stazione spaziale situata sulla Luna e che i nostri protagonisti saranno Hugh e la piccola Diana, l’androide, o meglio la Pragmata, con cui legheremo durante il corso dell’avventura.
Il legame fra i due personaggi sta alla base dell’intera narrazione e anche della struttura del gameplay (che analizzeremo fra un po’). Il rapporto fra Hugh e Diana è, quasi fin da subito, un rapporto intenso con i due protagonisti che legano nelle primissime ore di gioco in quella che diventerà sostanzialmente una relazione padre-figlia.
Una figlia che vuole scoprire tutti i lati dell’umanità e del concetto stesso di umanità, vedendo nel pianeta Terra una sorta di terra promessa, una chimera da raggiungere piena di fascino vista con gli occhi e immaginata – grazie ai racconti dello stesso Hugh – di chi ha ancora l’intero mondo da scoprire e tutta la vita davanti. La scrittura è molto semplice e diretta, sia dei dialoghi sia dell’intera trama che scorre piacevolmente e, in alcuni frangenti, riesce anche a sorprendere. Non siamo di fronte ad un capolavoro di sceneggiatura ma comunque ad un lavoro che si bilancia bene con la qualità del gameplay e generale dell’opera.
Un TPS per niente banale | Recensione Pragmata
Pragmata è un TPS con un appena accennato sistema di progressione che vi permetterà di potenziare alcune delle caratteristiche del personaggio o meglio, dei personaggi. Parliamo al plurale perché sì, noi ci troveremo a muovere e a combattere con Hugh che, però, sulle sue spalle porta con sé la piccola Diana che ha un ruolo tutt’altro che marginale. Grazie a Diana, infatti, potremo (anzi, dovremo) hackerare i robot nemici e corrotti e lo faremo tramite un minigioco all’interno del gioco stesso. Prima di sparare, infatti, ci toccherà eseguire un “percorso” quasi “labirintico” muovendoci a destra, sinistra, su o giù, grazie alla pressione dei tasti croce (o X), cerchio, triangolo e quadrato, che fungeranno quasi da crocette direzionali.
Durante questo “percorso” andremo a toccare dei punti particolari i quali ci permetteranno di effettuare più danno ai nostri nemici. Per potenziare questi nostri attacchi avremo a disposizione anche quelli che vengono chiamati Nodi e Moduli che serviranno o ad offrirci dei buff o a ottenere un certo tipo di reazione: ad esempio potremo scatenare congelamento o surriscaldamento nei nemici, così come potremo decidere di avere un 10% in più della salute o dei vantaggi negli attacchi alle spalle e così via. Il tutto viene condito da una buona varietà delle armi, le quali, però, non riescono ad offrire in egual misura un ottimo feedback e una buona varietà di nemici che, man mano, impareremo a conoscere e ad affrontare nella giusta maniera.
Il tasso di sfida è abbastanza bilanciato; paradossalmente, andando avanti nell’avventura ci è capitato di trovare maggiore facilità nel combattimento (anche nelle boss fight) piuttosto che nelle fasi iniziale durante le quali è stato necessario familiarizzare con i comandi e con le tante azioni che vanno eseguite. Un elemento che ci ha fatto un po’ storcere il naso riguarda alcune sezioni in cui il numero di nemici elevato cozza un po’ con la ristrettezza di alcune aeree. Aeree che, a loro volta, durante le fasi di esplorazione – che si traducono in risoluzione di enigmi e platforming – rischiano di presentare un level design non sempre intuitivo provocando qualche intoppo nel proseguo di un’avventura che, però, tutto sommato risulta essere fluida.
Bello da vedere e da giocare | Recensione Pragmata
Sì, Pragmata è un titolo bello da vedere tanto quanto lo è da giocare. Questo perché, a fare la differenza, è un ottimo sistema di controllo che non risulta essere per niente pesante e con un input-lag pressoché nullo. I movimento sono fluidi, i comandi sono responsivi così come, la camera, nonostante i tanti elementi a schermo e talvolta delle zone ristrette, funziona bene senza andare mai in affanno. Graficamente il gioco, lo si percepisce fin da subito, si presenta come una delle esperienze più ispirate di quest’anno.
La qualità del fotorealismo è di primissima fascia così come, ad essere di prima fascia, sono le texture e i modelli sia dei personaggi, sia dei nemici e sia di tutto quello che ci circonda, dalle armi agli elementi di design passando per le tute che Hugh e Diana indosseranno.
Proprio parlando di design, va fatto un plauso al team di sviluppo che è riuscito a realizzare un setting che rischiava di risultare fin troppo classico ma che gode sì di un fascino abbastanza amarcord e riconosciuto ma mai banale e sempre stimolante, capace di regalare degli scenari e delle immagini forti che potrebbero essere tranquillamente adoperati come sfondi o, tornando un po’ indietro negli anni, come screensaver. Il frame rate è di roccia, soprattutto nella modalità prestazioni. Convince il sonoro, con dei temi musicali capaci di adattarsi perfettamente ai singoli momenti della storia e convince anche il doppiaggio italiano.
Tiriamo le somme
Ed eccoci, dunque, alle battute finali di questa recensione di Pragmata, in cui andremo a tirare le somme della nuova opera di Capcom. In questi giorni, online, l’opinione comune di addetti lavori e utenti, è quella che questo sia “un titolo d’altri tempi” (concetto con cui abbiamo aperto questa nostra disamina); e noi ci troviamo d’accordo con questa visione. Un gioco che, sia per struttura sia per spirito, rievoca la fattura dei titoli di qualche anno fa ma, allo stesso tempo, riesce ad inserire degli elementi che lo rendono per certi versi unico.
Si tratta di un gioco bilanciato, solido in ogni suo aspetto, capace di intrattenere, divertire e, perché no, anche emozionare, soprattutto sul finale. Noi ci sentiamo di promuovere a pieni voti quest’opera che, al netto di qualche imperfezione, è assolutamente tra le esperienze più convincenti di questa prima metà dell’anno.
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Punti a favore
- Il sistema di hacking offre nuova linfa al gameplay del genere TPS
- Graficamente eccellente
- Storia coinvolgente ed emozionante...
Punti a sfavore
- ...Nonostante una sceneggiatura non memorabile
- Qualche incertezza di level design
- Qualche arma non restituisce un ottimo feedback








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